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...con Sereni

autore
Alessio Alaimo
giovedì 4 agosto 2011, 00:002011
autore Alessio Alaimo
04.08.2011 00:002011
"Voglio riprendermi tante cose, tornerò. Torino in A. Samp, è complicato: Manninger difficile da valutare. Brescia, fai crescere Leali"
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

Un leone in gabbia. Potrebbe essere questo lo stato d'animo di Matteo Sereni, ex portiere del Brescia, adesso svincolato e pronto a riprendere i guantoni per difendere, egregiamente, i pali di una compagine di livello. L'ex estremo difensore di Brescia e Torino tra gli altri, si concede ai microfoni di TuttoMercatoWeb.

Sereni, l'anno scorso quando ha giocato ha dimostrato di essere uno dei portieri più in forma del campionato.
"Per una serie di problematiche, legate ad una situazione familiare che sto risolvendo ma di cui non voglio parlare. Sono sempre stato bene, poi ho avuto una caduta da essere umano e sono cominciate una serie di problematiche che mi hanno portato a non disputare il girone di ritorno".

La rivedremo tra i pali in questa stagione?
"Ho qualcosa che bolle in pentola, ma nulla di concreto. Ci sono alcune situazioni interessanti, ma vedremo. Intanto mi sto allenando per i fatti miei, ma non voglio fare delle scelte affrettate e quindi sto valutando le situazioni che mi vengono proposte. Penso che mi rivedrete tra i pali".

Domanda d'obbligo: cosa bolle in pentola?
"Spero un futuro roseo, sereno e ricco di soddisfazioni. Vorrei riprendermi tante cose che mi sono state tolte, calcistiche e non solo. Sono carico, positivo e ho la tranquillità che non avevo l'anno scorso".

Lei è in attesa di conoscere la sua prossima squadra, intanto chi i portieri bravi ce li ha in casa se li fa scappare. Vedi il Palermo con Sirigu.
"Probabilmente avevano bisogno di monetizzare.
Sirigu è andato a ritagliarsi uno spazio importante in un palcoscenico di grande livello. Il calcio è cambiato: sicuramente quando trovi delle società così importanti che vogliono crescere, l'occasione va presa al volo. Se poi il Palermo deve monetizzare è giusto cogliere l'occasione".

Marchetti 5,2 milioni e Sirigu 3,5: non è un un po' strano considerato che il nuovo portiere della Lazio è fermo da un anno?
"Il calcio è strano, non ci sono logiche. Bisogna anche vedere cosa c'è sotto. Probabilmente la Lazio aveva già messo gli occhi su Marchetti da prima. Ma Muslera io non lo avrei lasciato partire".

Cosa si aspetta dal Torino il prossimo anno?
"Il prossimo sarà una delle pretendenti per la risalita in serie A, anche perché ha un ottimo allenatore, un organico importante e una società che quest'anno non può fallire. La problematica potrebbe essere ambientale, ma i ragazzi che giocano lì devono capire che l'amore e la passione dei tifosi granata è qualcosa di importante. E devono cercare di trasformare le critiche in maniera positiva, così da tornare finalmente in serie A. Bisogna essere più gruppo, più squadra. I risultati arriveranno".

Anche la Sampdoria è chiamata a risalire.
"Per la Sampdoria penso sia più difficile rispetto al Torino. I granata hanno le idee ben chiare, perché hanno fallito per due stagioni e diventa delicato. Può darsi che i blucerchiati possano avere dei problemi, perché c'è gente nuova. Non vedo la situazione così positiva, anche perché ci sono tante squadre come il Padova che ha un ottimo direttore sportivo e farà un grande campionato. E poi c'è sempre la sorpresa".

I blucerchiati sono ad un passo da Manninger.
"Non gioca da tanto. Forse per loro è la scelta giusta, ma questo ragazzo non gioca da tanto e fare una valutazione è difficile. Si, è un portiere esperto e gli auguro di potersi esprimere al meglio perché non ho niente né contro di lui e né contro la Sampdoria. Ma è difficile".

A chi assegna l'oscar del mercato?
"Secondo me la Lazio ha condotto, insieme alla Juventus, il mercato più importante. I bianconeri, prendendo Pirlo e Vucinic, potranno disputare un grande campionato. Mentre i biancocelesti hanno una società consolidata e davanti hanno due mostri. Ma l'oscar lo assegno alla Juventus, al momento".

A Brescia si parla molto bene di Nicola Leali. Ma è davvero così forte?
"Leali è molto bravo. Ha qualità molto importanti, ma è un ragazzo giovane. Poi a Brescia c'è un grandissimo portiere come Arcari. Bisogna cercare di non creare una rivalità tra i due così da non togliere i meriti ad Arcari e far crescere Leali. Io, per far crescere Nicola, non avrei tenuto Arcari, che giocherebbe ad occhi chiusi in tutte le squadre di serie B".