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Dabo si confessa: "La Lazio è nel mio cuore"

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Riccardo Mancini
martedì 8 febbraio 2011, 23:472011
autore Riccardo Mancini
08.02.2011 23:472011
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

"La Lazio è nel mio cuore ed io ormai sono un tifoso biancoceleste": oggi è il suo compleanno (Tanti Auguri!) ma Ousmane Dabo non riesce a dimenticare i suoi anni vissuti nella Capitale con un'intensità ed una passione fuori dal comune. La gente laziale gli ha sempre voluto bene, lo ha apprezzato per il suo carisma, per il suo attaccamento alla maglia e per la sua umiltà. Mai una parola fuori posto, mai un momento di tensione con i propri compagni, mai una polemica con l'allenatore. Ha indossato la casacca biancoceleste per due volte dal 2003-4 al 2005-6 e dal 2007-8 al 2009-10, totalizzando 155 presenze e segnando 4 gol. Lo scorso maggio ha salutato i suoi tifosi, non ha retto di fronte all'affetto che per l'ennesima volta i suoi supporters gli hanno trasmesso, è scoppiato in lacrime, facendo il giro dello stadio Olimpico e raccogliendo la loro ovazione. "Non sono uno che parla tanto, ma in quel momento si è visto ciò che provo per la Lazio - ha detto ai microfoni di Radio Sei, l'ex numero 6 transalpino -. Sono stato qui tanti anni, a Roma conosco tanta gente, mi sono attaccato a questi colori. E' stata un'emozione fortissima".

La nuova Lazio, quindi, è ripartita con un Dabo in meno, svincolatosi dalla squadra biancoceleste a fine giugno. Il francese è soddisfatto dei risultati ottenuti fino a questo momento dalla compagine di Reja: "Sta facendo un campionato straordinario, nonostante la piccola flessione degli ultimi tempi. Un calo fisico, durante una stagione, ci può stare. Obiettivo Champions? Anche se dovesse giungere in Europa League sarebbe un campionato ottimo. Bisogna essere realisti, anche se sono certo che potrà giocarsela fino alla fine per arrivare tra le prime quattro posizioni".

Chi non sta rendendo secondo le aspettative è Mauro Zàrate. Il talento argentino, dopo un inizio incoraggiante, sta vivendo l'ennesimo periodo di involuzione, il suo 2011 è iniziato con più ombre che luci. Dabo ha giocato con lui due anni e lo conosce bene...: "Mauro è molto giovane, non dimentichiamolo. Ha tantissime qualità, non è sempre andato malissimo in questa stagione, anzi. Anche se non ha fatto gol, si è sacrificato ed ha dato una grande mano alla squadra. Il mister ha fiducia in lui ed anche io credo molto nelle sue qualità. A Roma c'è tanta pressione, Mauro è un idolo, non è facile da gestire una situazione simile. Lui vorrebbe spaccare il mondo ma quando si è giovane è anche diffcile riuscire ad imporsi come si vorrebbe. Per me resta un grande giocatore, bisogna lasciarlo tranquillo".

Il volto nuovo in casa Lazio si chiama Hernanes. Nonostante un calo di rendimento evidente, il brasiliano ha impressionato tutti per le sue doti fuori da ogni logica: "Per me è un giocatore incredibile, per come tocca il pallone, per la sua capacità di calciare con entrambi i piedi per la sua visione di gioco. Mi ha impressionato davvero anche se ha accusato un leggero calo per via dei numerosi impegni. L'anno prossimo sarà ancora più forte, la Lazio ha fatto un grande acquisto".

Da un francese all'altro. Da Dabo a Diakitè, una sorta di fratello minore per l'ex centrocampista di Lazio, Inter e Vicenza: "Con lui mi sento spesso, così come con Brocchi, Mauri, i magazzinieri e tante altre persone all'interno della Lazio. Mobido per me è come un fratello, ho condiviso tanto con lui, è uno che lavora con meticolosità, per me ha un grande futuro davanti. Ma non lo dico perchè è mio amico. Lui è uno ascolta sempre i consigli delle persone che gli sono vicine, penso davvero che la Lazio abbia tra le mani un gran bel giocatore. Ha le potenzialità per raggiungere la Nazionale, è giovane e può crescere ancora molto tecnicamente e tatticamente. Prima deve riuscire ad imporsi con la maglia biancoceleste poi se la potrà giocare con gli altri difensori transalpini".

Infine su Reja: "Purtroppo lo scorso anno ho giocato pochissimo, sono stato condizionato da svariati infortuni. Ma il mister lo conosco bene: mi ha allenato due volte a Vicenza, e posso dire che è bravissimo, da quando è arrivato a Roma sta facendo bene. Di lui posso parlare solo in maniera positiva".