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De Laurentiis, che stoccate ai poteri forti! Nord-Sud, dibattito infinito...

De Laurentiis, che stoccate ai poteri forti! Nord-Sud, dibattito infinito...TUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
giovedì 10 marzo 2011, 14:022011
di Raimondo De Magistris

Chi pensava a una sua retromarcia dopo lo show andato in scena due giorni fa durante la presentazione del suo ultimo film si sbagliava. Ad Aurelio De Laurentiis gli ultimi episodi che - secondo lui - hanno definitivamente allontanato il Napoli dalla corsa scudetto proprio non sono andati giù.
I gol ingiustamente assegnati a Milan e Inter quando il Napoli vinceva di misura col Catania, poi il rigore che ha sbloccato la sfida Milan-Napoli a favore dei rossoneri, i due rigori non concessi alla squadra azzurra durante il pareggio casalingo col Brescia. Poi, i commenti che lo hanno addirittura etichettato come istigatore alla violenza quando coinvolgeva gli altri tifosi presenti in tribuna per salutare Mazzarri durante l'allontanamento dal campo.
E' stato in silenzio per qualche giorno il patron azzurro, poi ha sbottato, rievocando spettri di una battaglia che, in realtà, non aveva mai cessato di esistere: "Il Napoli è una realtà che dà fastidio, perché ha i conti in ordine, fa le cose seguendo le regole e la giustizia. Su questo non ci piove, come il Palermo, la Lazio, la Roma a volte. Se il torneo lo devono fare solo due squadre allora ce lo dicano, non facciamo un torneo con diciassette squadre".
L'attacco ai poteri forti del nord è bello che lanciato e anche due giorni dopo, quando gli viene chiesto di tornare su quelle dichiarazioni, De Laurentiis è chiarissimo: "Ho parlato con obiettività e ho citato una classifica, fatta dai giornali, secondo la quale Napoli e Palermo avrebbero dovuto occupare posizioni diverse e più vantaggiose rispetto a quelle reali".


Attacco al palazzo o, che dir si voglia, allo status quo di un calcio che il patron azzurro fa sapere di voler modificare fin dal suo arrivo alla presidenza del Napoli.
Dal 2004, anno del suo arrivo, nullo o poco però sembra esser cambiato. Sembra solo l'ennesimo capitolo di una battaglia portata avanti da Franco Sensi quando quest'ultimo era alla presidenza della Roma e sussurrata, con costante ciclicità, dal presidente Maurizio Zamparini. Un acceso confronto calcistico che ha in realtà radici ben più antiche e che vede due schieramenti contrapporsi con motivazioni sempre pressapoco uguali. Tra chi accusa il nord di essere carnefice e chi snobba il sud etichettandolo come vittimista. Confronto che coinvolge il calcio e, più preoccupantemente, la politica e la gente comune, in particolar modo nel 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia, anno in cui si è tornato, con sempre più insistenza, a invocare il popolo padano o il Regno delle due Sicilie. Noi, però, ci occupiamo solo di calcio e torniamo quindi al quesito di base. Aurelio De Laurentiis è l'ennesimo Don Chischiotte o un rivoluzionario capace di sovvertire le gerarchie del nostro sport? Solo il tempo svelerà l'arcano...