Delio Rossi svela: "Nessun contatto con Inter e Fiorentina"
Riccardo Mancini
"Non sono stato contattato né dall'Inter, né dalla Fiorentina". Parola di Delio Rossi, ex tecnico del Palermo, attualmente libero, in attesa di una sistemazione. In realtà, un'offerta - al momento, misteriosa - per l'allenatore ci sarebbe, ma a lui non alletta: "Se volessi allenare una squadra ce l'avrei - rivela Rossi a Radio Manà Manà, all'interno della trasmissione "Buongiono calcio" - Il problema è che non ritenevo di essere la persona giusta per portare avanti quel progetto. Se devo allenare tanto per allenare, allora resto fermo. A me deve scattare la scintilla. Fino ad esso non c'è stata la situazione che mi ha fatto scatrttare quella scintilla".
L'Inter di Moratti, la squadra campione del mondo in carica, è ancora senza allenatore. E i dirigenti nerazzurri sembrano orientati a puntare su un italiano, dopo una serie di ipotesi straniere: "Non sono stato contattato, ma leggo una sfilza di nomi così diversi, che non capisco. I presidenti pensano che se prendono Van Gaal piuttosto che Delio Rossi è uguale. Io non sono d'accordo: un presidente deve tracciare una strategia, e deve trovare una persona che porti avanti il suo progetto. E poi deve mettere l'allenatore in condizioni di poterlo portare avanti. Questo spiega perché noi cambiamo sempre allenatore mentre in altri paesi ci sono persone che sono 15 e 20 anni sulla stessa panchina. In generale penso ci sia mancanza di progetto chiaro e diviso. L'allenatore è parte integrante del progetto, se il progetto c'è". Si parla anche della Fiorentina, nel caso dovesse partire Mihajlovic: "Con i se e con i ma non si fa nulla. A Firenze c'è un allenatore che sta lavorando, sotto contratto. Unica panchina libera è quella dell'Inter, ma io personalmente non sono stato contattato dei nerazzuri, e neanche dalla Fiorentina".
La Roma, che ha Sabatini direttore sportivo, un pensierino ce lo aveva fatto: "E' parzialmente vero - ammette - Walter, prendendo Luis Enrique, ha fatto una scelta coraggiosa e fuori dal normale. In questo momento a Roma serve un allenatore che non ha precedenti. Mi auguro che sia buona scelta".
Forse può aver influito il passato alla Lazio di Rossi: "Non penso sia stato questo il motivo. Penso sia sciocco scegliere un allenatore in base al fatto che abbia allenato i cugini". Un pensiero su Sabatini, uno degli uomini di fiducia della nuova Roma di DiBenedetto: "La Roma ha fatto un grande acquisto con lui. Ci unisce grande stima umana e professionale. E' il migliore ds d'italia, competente di calcio, non venditore di fumo".
Due parole, inevitabili, sull'esperienza di Palermo, chiusa con qualche polemica: "Ho lasciato un gruppo che conoscevo bene, che mi ha dimostrato affetto, anche perché a me hanno dato molto. Zamparini ha provato a trattenermi? Il presidente lo sapeva nel momento stesso in cui mi ha richiamato, glielo avevo detto: lei mi richiama, ma qualunque cosa succeda io il prossimo anno non allenerò il Palermo. Non sarebbe stato giusto e corretto ricominciare senza metterlo al corrente delle mie intenzioni".
In conclusione, una curiosità: Reja, qualche mese fa, chiamò Rossi per avere qualche consiglio sulla gestione di Zarate, estroso fantasista della Lazio, ma anche irrequieto: "Sono affezionato al ragazzo, anche se l'ho allenato poco. Reja, prima di andare alla Lazio e durante il campionato, mi ha telefonato per chiedermi come mi ero comportato io con Mauro. Gli dissi alcune cose, ma poi fece di testa sua. E ha fatto bene, visto che Edi ha grande espreienza. Ora bisogna valutare attentamente la posizione del giocatore: se lo si considera imprescindibile, occorrerà metterlo nelle migliori condizioni per dare il meglio. Altrimenti, sarà meglio che cambi aria".




