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Di Marzio: "Il racconto del Reja-day..."

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Redazione TMW.
martedì 20 settembre 2011, 06:302011
autore Redazione TMW.
20.09.2011 06:302011
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Giacomo Morini

Il suo ex presidente, De Laurentiis, potrebbe anche trovare lo spunto per un film da una giornata come questa, da un racconto così. La scena si svolge a Formello, il quartier generale della Lazio, è il giorno dopo la sconfitta con il Genoa: Reja non ne può davvero più di essere contestato dentro e fuori lo stadio, è deciso ad andarsene, avvisa la moglie Livia della sua intenzione, la invita a prendere il primo aereo per il Friuli, lui la raggiungerà quanto prima. Reja intanto si presenta al campo d'allenamento ma non si cambia, resta in borghese, si sfoga con il suo staff, li prega di dirigere la seduta, lui non vuole più essere l'allenatore indesiderato. Entra negli spogliatoi, si rivolge alla squadra, li guarda negli occhi, ammette di non farcela più, troppo pesanti e personali le offese. I giocatori reagiscono male, qualcuno interviene subito e gli chiede di ripensarci, qualcun altro (Klose) non capisce bene tutto e si fa tradurre ogni parola da Lulic, il compagno multilingue (uno che parla bene italiano, tedesco e inglese, complimenti). Reja lascia gli spogliatoi, si dirige nel suo, passano pochi minuti e la sua stanza si riempie di affetto e riconoscenza: il primo a bussare è Scaloni, quello che gioca quasi mai, lo seguono Brocchi e Rocchi, Cissè e Klose, gli occhi sono lucidi. Il francese tutto tatuato gli mette il braccio sulle spalle e gli dice: "Trainer...no bene...no bene...noi giocare con te...trainer", il cuore di Edy avrà battuto forte forte. Anche Klose tenta di dire qualcosa, parla poco in italiano, ma si capisce che non vuole far andare via chi l'ha voluto a Roma.

Reja è combattuto, ringrazia la squadra, ribadisce il suo pensiero, l'allenamento lo dirigono Lopez e Febbrari. Lotito, nel frattempo, gli telefona ogni minuto, non ne vuole sapere di continuare senza di lui, ma Reja insiste ("prendi Donadoni o Delneri, lasciami andare, non posso subire un trattamento così, persino fuori dall'albergo mi insultano, anche quando sono con mia moglie...) e sembra davvero irremovibile. Poi, a fine allenamento, il presidente della Lazio capisce che può e deve far forza sulla squadra, fa tornare a Formello anche quelli che se n'erano già andati a casa, tutti convinti che a Cesena non ci sarebbe stato Reja a guidarli. "Adesso ve lo rimando negli spogliatoi e voi lo convincete a restare !", tuona Lotito. E il terzo tentativo sarà quello buono: Reja si trova davanti una squadra compatta e unita nel voler proseguire con lui un percorso iniziato da sole due giornate, la promessa è quella di dimostrare sul campo questa voglia di vincere insieme. Edy non è convintissimo ma dice sì, chiama la moglie, non si parte più. Anzi, si riparte...

Fonte: di Gianluca di Marzio per gianlucadimarzio.com