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Ascoli, Giorgi: "Sono seguito in serie A"

ESCLUSIVA TMW - Ascoli, Giorgi: "Sono seguito in serie A" TUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
giovedì 31 marzo 2011, 20:252011
di Alessio Calfapietra
fonte intervista realizzata da Raffaella Bon

Luigi Giorgi (24) è uno dei calciatori piu importanti dell'Ascoli, una squadra chiamata all'impresa dopo la pesante penalizzazione in classifica, nonchè una delle migliori novità del campionato cadetto, pronta al grande salto una volta consegnata la salvezza al "Picchio" marchigiano. La nostra redazione lo ha incontrato per una conversazione a 360 gradi.

Sei il trascinatore di un Ascoli che ha dovuto affrontare innumerevoli vicissitudini societarie, le penalizzazioni e quant'altro. Dopo il gol dell'anno scorso nel derby contro l'Ancona sei anche nella storia del club bianconero. Descrivi l'emozione di quel momento e quella, più recente, di indossare la fascia di capitano della squadra della tua città e del tuo cuore
"Essere un giocatore importante ed un punto di riferimento di questa squadra, oltre che il capitano in assenza di Di Donato, - esordisce Gigi - è indubbiamente un motivo di orgoglio. Dispiace per le penalizzazioni societarie, ma siamo vivi e molto concentrati nel puntare alla salvezza. Sono molto orgoglioso di questa annata, è un'avventura piena di difficoltà ma nonostante tutto possiamo fare bene. L'essere un idolo dei tifosi in effetti è riconducibile anche all'anno scorso e a quel gol, proprio in quella partita: gioia assurda, una rete importantissima, la più bella della mia carriera. L'episodio mi ha portato anche a lavorare con più tranquillità e sicurezza".

Sei un calciatore molto duttile, che nella zona nevralgica del campo può occupare sia il ruolo di interno che quello di cursore laterale, per giunta in svariati assetti tattici. Tu dove preferisci giocare?
"Diciamo che di recente sto giocando di più da interno. Si tratta di un ruolo dove mi sono sempre trovato a mio agio. L'esterno l'ho sempre fatto in un 4-4-2, è una posizione nella quale posso saltare l'uomo e rendermi pericoloso in fase offensiva. In un 4-3-3 invece posso disimpegnarmi bene sia come mezzala destra che sinistra, in quanto penso di essere migliorato molto nella fase di interdizione".

Dopo questo straordinario campionato, condito con quattro gol, considerando anche il fatto che hai oltre 100 presenze nei professionisti, ormai non ti puoi più nascondere: sei pronto per la serie A. Che effetto ti fa pensare che stai per compiere il grande salto, quello che tutti sognano?
"Bèh, un effetto - risponde il centrocampista ascolano - sicuramente importante. Mi fa piacere essere seguito da squadre di serie A, il mio procuratore Silvio Pagliari mi ha già relazionato in tal senso, spero di poterla raggiungere già dalla prossima estate perché mi sento pronto di poter fare questo salto, ma solo dopo aver salvato la squadra del mio cuore. Tutto passa per il lavoro, ed io, infatti, sto lavorando per questo obiettivo".

Cosa ne pensi, in generale, della situazione del calcio italiano? Dì se lo ritieni veramente così in crisi e, se sì, quali sono le cause e quali potrebbero essere le eventuali soluzioni
"Di sicuro il calcio del nostro Paese sta attraversando un momento di crisi. Ritengo che a molte società manchi una buona programmazione. Tante piccole realtà non hanno avuto la forza e la lucidità di poter programmare un progetto a lungo termine. Inventare i giovani non è facile, bisogna costruirli, attraverso le strade del lavoro e dell'attenta pianificazione".

Luigi Giorgi è iscritto alla Facoltà di Lettere. Da dove nasce questa scelta?
"La decisione - esclama il quasi 24enne giocatore marchigiano - scaturisce dal semplice motivo che, malgrado il calcio da sempre abbia occupato un ruolo importante nella mia vita, sin da bambino ho sempre trovato il tempo anche per altri interessi. Ringrazio i miei genitori che, per fortuna, mi hanno dato un'educazione in questo senso. Considero importanti la cultura e lo studio, ed ho parecchie passioni in questo ambito. In futuro, conciliando al meglio studio e lavoro, spero di poter raggiungere questa laurea in Lettere".

Quanto devi alla tua famiglia? E che rapporto hai con essa?
"Devo moltissimo ai miei familiari. Grazie a loro, l'opportunità di fare questo lavoro di calciatore non è mai stata vista come un'ossessione, e ciò mi ha aiutato tanto. La mia famiglia mi ha lasciato il mio spazio e mi ha indirizzato nelle cose più giuste della vita. Il rapporto è splendido, e lo reputo determinante per riuscire a svolgere questo lavoro".

Per finire: chi vince lo scudetto, chi sale in serie A e chi retrocede in Lega Pro?
"Sono interista, ma lo scudetto quest'anno lo vince il Milan. Nella massima serie salgono Atalanta, Siena e, mediante i play off, una tra Torino e Varese. Mi astengo, dato che può portar male, dal rispondere su chi retrocede". D'accordo, meglio non insistere.

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