Daniel Ola: "Pronto a tornare a giocare in Italia".
esclusivaGiuseppe Granieri
Daniel Ola, difensore centrale nigeriano classe '82, ha una storia calcistica da raccontare: nel calcio ce ne sono tante, fatte di campi, di erba e di pallone. Ma la sua non è ancora finita e presto potremmo vedere Ola correre nuovamente dietro a un pallone. E non è detto che il suo destino non possa essere nuovamente legato al calcio del nostro paese...
Daniel, riavvolgiamo il filo dei ricordi: quando e come sei arrivato in Italia?
"Nel 2000: merito dell'agente Domenico Ricci".
Prima destinazione: giovanili della Lazio.
"Sì; firmai un contratto di cinque anni: fu una bella esperienza, anche se arrivavo da un contesto sportivo completamente differente. Ma, al di fuori dei primi tempi, è andato tutto bene".
Poi, un anno e mezzo in Svizzera.
"Sì, al Carouge, in prestito sempre dai biancocelesti: finita questa esperienza, ho fatto ritorno a Roma".
Chi faceva parte di quella Primavera?
"L'allenatore era Alberto Bollini e, tra gli altri, c'erano Maurizio Domizzi e Giampiero Pinzi, entrambi all'Udinese ed Emanuele Berrettoni, attaccante dell'Hellas Verona".
Dopo, cosa successe?
"Sono andato al Chievo Verona, sempre in prestito, per sei mesi, ma ho giocato pochissimo e, successivamente, per me, si sono aperte le strade dell'allora Serie C",
Con le esperienze a L'Aquila e Teramo.
"Sì, un calcio differente dalla massima serie: molto fisico e con poca tecnica. Un anno e mezzo all'Aquila e poi ultimi mesi al Teramo".
Ti notano quelli del Cesena.
"Sì, serie B: firmo un contratto di tre anni con loro ma il primo anno mi sono fatto male al ginocchio - infortunio al tendine rotuleo in Coppa Italia contro lo Spezia - ed ho perso quasi tutta la prima stagione".
E le altre due stagioni?
"Mister Castori mi stimava molto e per me è stato prezioso: 12 presenze il secondo anno, mentre il terzo credo di aver fatto una delle mie migliori stagione con 28 presenze".
Scaduto il contratto, vai in Bulgaria, al Botev Plovid.
"Avevo tante offerte, ma alla fine ho scelto di privilegiare l'estero perché avevo voglia di fare un'esperienza che potesse accomunare l'aspetto sportivo ed umano: credo di esserci riuscito e l'anno in Bulgaria mi è servito tanto, sotto tutti i punti di vista".
Ed ora qual è il tuo presente?
"L'ultimo anno l'ho fatto in Lettonia, nelle fila dello Jurmala, 33 presenze e 4 gol: il campionato è terminato lo scorso novembre. Sono pronto per tornare in pista e non escludo nessuna opzione, né italiana, né estera".
Quali sono le tue caratteristiche?
"Sono un difensore centrale forte nel colpo di testa e con una spiccata fisicità: il mio modello è Thuram".
Chi è stato l'attaccante che ti ha fatto soffrire di più?
"Claudio Bellucci".




