Gentili: "Juve, Napoli e Lazio le protagoniste di oggi"
esclusivaElena Rossin
Abbiamo intervistato in esclusiva Bruno Gentili, giornalista di Rai Sport e telecronista ufficiale della Nazionale di calcio italiana. Con Gentili abbiamo fatto il punto sulla serie A. L'Inter nonostante la vittoria sul Chievo continua ad avere troppi problemi in difesa. La vittoria della Roma sull'Udinese favorisce la Lazio, che se vincesse andrebbe al quarto posto. La Juve deve battere il Genoa per rimanere in scia per un posto in Europa League. Il Milan è una squadra esperta, abituata alle pressioni dell'alta classifica, ma il Napoli è pronto per una sfida fatta di adrenalina? In coda Sampdoria-Lecce è uno scontro diretto tra i liguri che hanno il problema del gol e i pugliesi galvanizzati dalla vittoria della scorsa settimana contro l'Udinese.
L'Inter con Cambiasso e Maicon ha liquidato la pratica Chievo e cercato di mettere fine alla settimana terribile, riportandosi al secondo posto in attesa di sapere cosa faranno Napoli e Milan. I nerazzurri hanno veramente superato i loro problemi?
"Secondo me no. E' stata semplicemente una vittoria scacciapensieri e per pensieri intendo le paure che attanagliavano questa squadra. Una compagine bloccata che nel primo tempo con il Chievo ha giocato in modo disordinato, molto contratto. Diciamo che con la vittoria l'Inter ha compiuto un passo in avanti oltre ad averlo fatto naturalmente in classifica, in attesa del risultato di Firenze. Ma continua ad avere grossi problemi, soprattutto in difesa. E' una squadra che si è un po' auto-consumata, ha avuto una specie di implosione, una sorta di autocombustione: tre mesi di rincorsa affannosa, continua l'hanno logorata e lo si vede. L'hanno logorata soprattutto nel fisico e anche un po' nella mente. E' una squadra l'Inter che aveva ritrovato con Leonardo l'entusiasmo per tentare questo aggancio, questa rincorsa impossibile, poi, proprio sul più bello, al momento di dare l'accelerata definitiva le si è spento il motore. E' una flessione debbo dire comprensibile: è cinque anni che lotta in primissima fila su tutti i fronti e alla fine sappiamo bene che a certi livelli si paga dazio. Leonardo mi ha stupito un po' al contrario. E' un allenatore che è in Italia da quattordici anni e ancora non ha capito che in particolare da noi, ma non soltanto da noi, i successi si costruiscono innanzitutto partendo dalla difesa, invece questa è una fase che lui non ha curato, ennesima dimostrazione contro il Milan e contro lo Schalke in particolare e ancora ieri contro il Chievo non si è preoccupato di creare un filtro e di irrobustire il reparto difensivo. Secondo me, Leonardo, per carità è una persona squisita, molto educata, conduce la squadra con troppa esuberanza e poca concretezza. Ha un modo di gestire, in alcuni casi, che sembra un po' troppo disinvolto: molta pancia, molto istinto e alcune volte poca freddezza nelle scelte, forse perché non è ancora un allenatore a tutto tondo".
Con la vittoria all'ultimo secondo della Roma sull'Udinese la lotta per aggiudicarsi un posto in Europa si fa sempre più serrata. Oggi potrebbe approfittarne la Lazio se battesse il Parma, mentre la Juventus è obbligata a vincere
"E' una giornata decisiva soprattutto per la Juventus, che sta attraversando un momento tormentato e bisognerà vedere Del Neri, dopo la bella vittoria ottenuta contro la Roma, se riuscirà a dare continuità a questa squadra che in questo campionato non ha mai avuta e che adesso sembra aver trovato con Marchisio incursore alle spalle di Matri: potrebbe rivelarsi un'arma vincente contro il Genoa, che al campionato ormai ha detto quasi tutto. Quindi io vedo favorita la Juventus, anche perché gioca in casa, però io penso che i bianconeri sapranno ricompattarsi e non falliranno questo appuntamento importante, e credo che il Genoa non si batterà alla morte. E' una giornata in cui la Juventus sarà protagonista insieme al Napoli. La Lazio, paradossalmente per la prima volta, è contenta della vittoria della Roma perché i giallorossi le hanno fatto un bel favore battendo l'Udinese e dando la possibilità ai cugini di scavalcare i friulani in classifica e portarsi al quarto posto che vuol dire preliminari di Champions League. La Lazio però gioca contro il Parma che ha un allenatore nuovo, Colomba, e quando c'è un cambio in panchina c'è sempre la scossa: i giocatori vogliono ben figurare, mettendosi in mostra con il nuovo mister. In più gli emiliani devono salvarsi e c'è questa bella cosa di Crespo, che ha segnato nove gol finora, ed è un ex laziale quindi si aggiunge un motivo alla partita. Per tutti questi spunti sarà una giornata molto elettrizzante".
Il Bologna è un'insidia sulla strada del Napoli lanciato alla rincorsa del Milan?
"Sì, perché innanzitutto al Napoli mancherà Cavani che ha segnato gol importanti, addirittura venticinque, quindi è un giocatore che fa la differenza. La società è stata abile ad anticipare le altre squadre nell'aggiudicarselo e adesso raccoglie i frutti. Quindi giocherà con Lavezzi davanti, Hamsik e Zuniga ai lati, Dossena e Maggio che spingeranno sulle fasce contro una squadra, il Bologna, che in casa vuole farsi rispettare. Malesani è, secondo me, un allenatore di campo che, al contrario di Leonardo, conosce bene le caratteristiche sia degli avversari sia dei propri giocatori e li sa valorizzare, sa creare un telaio di gioco e ovunque sia andato ha sempre fatto molto bene. E' un allenatore di grande mestiere. Quindi il Bologna, che ha raggiunto quasi aritmeticamente la salvezza, giocherà con una certa serenità e tranquillità. E' una squadra che non ha nulla da perdere. Il Napoli dal canto suo avrà il sostegno di dieci-dodici mila tifosi e sappiamo quanto conti questo fattore, soprattutto per una squadra che ha sempre bisogno di sentire il calore del suo pubblico. Il Bologna è sicuramente un'insidia, per il Napoli non è certo una vittoria scontata".
Il Milan giocando in posticipo è avvantaggiato dal sapere il risultato delle inseguitrici, ma la Fiorentina viene da sei risultati utili consecutivi. Secondo lei sarà una gara impegnativa per i rossoneri?
"In Italia tutte le partite sono impegnative, lo ha detto anche Cambiasso pochi giorni fa che il campionato italiano non lo esalta, perché anche quando si gioca contro l'ultima in classifica bisogna impegnarsi sempre e gli allenatori sono molto preparati, studiano la partita a tavolino e alla lavagna, conoscono bene gli schemi. Il calcio è molto tattico, quindi indubbiamente tutte le partite sono difficili. Però il Milan stassera ritroverà Ibrahimovic che per Allegri è una carta estremamente importante. La Fiorentina non avrà Mutu, che è squalificato, ma Montolivo nell'ultima partita ha fatto bene nel ruolo di regista e questa è una soluzione inedita. I viola non hanno grandi cannonieri, ad di là di Gilardino, e difficilmente segnano grazie agli inserimenti dei centrocampisti. Mentre il Milan, ripeto, ritrovando Ibra trova una forza d'urto importantissima per questo finale accesissimo di campionato. Ibra dovrebbe giocare rifinitore alle spalle di Pato, e loro due davanti fanno indubbiamente molta paura. Parlando di scudetto io penso che il braccio di ferro, al di là del fatto che l'Inter si è portata nuovamente a due punti, sarà fra Milan e Napoli. Il Milan, al contrario del Napoli, ha giocatori molto allenati all'alta quota, mentre il Napoli sta conoscendo soltanto adesso le pressioni che derivano dalla classifica di vertice, che sono pressioni destinate ad aumentare quando la lotta nelle ultime giornate si farà molto più dura e serrata. Da una parte si vive uno stato di euforia ed ebbrezza, dall'altra però si avverte uno stordimento per tutte le tensioni che si accumulano, per la responsabilità che cresce e per la necessità di fare sempre risultato. Allora io mi chiedo se il Napoli è pronto per questa sfida fatta di adrenalina. In questi casi vince sempre chi ha più equilibrio e il Milan, un po' per esperienza dei suoi giocatori, un po' per dimestichezza che ha nel tenere sempre un passo di alta classifica, ha più equilibrio del Napoli. I partenopei hanno solo Cavani, il Milan ha Ibrahimovic, Robinho, Pato e in più ha la carta Pirlo che Allegri potrebbe giocare nel finale di campionato, carta importante non ancora giocata, quindi ha tante alternative".
Sempre più serrata la lotta per non retrocedere. Sampdoria-Lecce uno scontro diretto
"Brutto scontro per la Sampdoria, soprattutto perché il Lecce è carico, dopo la bella vittoria contro l'Udinese con la doppietta di Bertolacci, uno dei tanti uomini nuovi di questo campionato, mentre la Sampdoria ha il solito problema del gol. De Canio ha una squadra che vive sulla forza dell'entusiasmo, soprattutto in queste ultime giornate, dall'altra parte c'è una Sampdoria un po' depressa e dimessa che non ha un attaccante, un vero goleador. Davanti ha Maccarone e Pozzi, ma non segnano. Non c'è niente da fare, purtroppo Garrone ha un po' svuotato la squadra, quindi per l'allenatore è difficile trovare un assetto che permetta di andare a rete, quindi è una partita insidiosissima in particolare per la Samp".




