Pescara, Bucchi: "Mi dedico tutti i cento gol"
esclusivaClaudio Sottile
Benvenuto nel club dei centenari. No, la carta d'identità c'entra poco. Qui la longevità riguarda il tabellino dei marcatori di Cristian Bucchi (34) . Cento gol fra Serie A e B: Lui , per amor di verità,se ne attribuisce 101, le solite beghe con gli almanacchi, più rognosi di uno stopper di Eccellenza, categoria nella quale è iniziata la favola del bomber ora in forza al Pescara.
In ESCLUSIVA per TMW designa un erede, ma non è ancora tempo di abdicare: ci siamo dati appuntamento per i 200 gol, proverà a lavorarci già oggi alle 12:30 nel derby dell'Adriatico contro l'Ascoli, peraltro sua ex squadra. Ne mancano 99?
Massimo, come ti sei ambientato a Pescara?
"Molto bene, mi dispiace solo avere avuto qualche problemino all'inizio, che mi ha impedito di giocare. Sto bene con i compagni, il mister, la società e i tifosi, poi la città è fantastica, c'è il mare, un bel clima, insomma tutte le componenti per vivere bene il calcio e non solo".
I tifosi abruzzesi hanno visto il vero Bucchi?
"Qualcosina manca, per me il campionato è iniziato due settimane fa, da quando ho iniziato ad avere una buona condizione fisica, e di conseguenza giocare. Ho fatto due buone prestazioni coincise con due vittorie. Ci siamo messi in una buona condizione di classifica con due scontri diretti vinti, dopo un momento negativo, siamo più tranquilli e possiamo goderci queste sette partite che ci mancano".
Messa in cassaforte la salvezza, è ora di pensare a qualcosa di più?
"Il campionato di B è veramente pazzo, due settimane fa eravamo ai margini della retrocessione ora siamo di nuovo rilanciati. Noi abbiamo le carte in regola per giocarcela con tutti, se giochiamo come contro Piacenza e Crotone possiamo ambire, se giochiamo come con Modena o Grosseto andiamo in difficoltà con chiunque. Dobbiamo giocare da Pescara, in modo forte e battagliero, se fra due partite saremo salvi, con qualche gara da giocarci, senza nulla da perdere entreremo in campo spensierati".
La vittoria di Piacenza, sabato scorso, vi ha permesso di conquistare i primi punti in trasferta del girone di ritorno. Che peso ha avuto?
"Vale tanto, perché viene dopo quella col Crotone, dopo un periodo negativo, contro squadre che erano lì con noi. Avendo vinto abbiamo messo un ottimo margine fra noi e la salvezza, dandoci fiducia e ottimismo per il finale di campionato".
Il sabato precedente, invece, contro il Crotone hai tagliato il traguardo dei cento gol fra serie A e B, anche se tu ne conti uno in più ai tempi del Vicenza, contestato dagli statistici. Hai dediche da fare?
"È una soddisfazione, non credo che in tanti ci arrivino in categorie così importanti. La dedico a me, mi ricordo tutti i sacrifici fatti da bambino, le gioie e i dolori della carriera, tutto mi ha portato ad essere un calciatore ed un uomo realizzato. È un primo obiettivo, solamente un passo in questo percorso, risentiamoci anche per i duecento gol".
Nell'ultima giornata del campionato 1998/1999 Abbiati (33) effettuò un intervento strepitoso su una tua conclusione al volo, che permise al Milan di vincere lo Scudetto in volata sulla Lazio. Per il peso specifico, quella parata può essere paragonata a quella su Thiago Motta (28) nell'ultimo derby?
"Quella su di me è stata più importante, perché non c'era più replica. Se fosse entrata quella palla, il Milan avrebbe perso lo Scudetto. Quella su Motta era in un derby, certo delicato, ma con tante partite ancora da giocare, quindi c'era tempo per rimediare. A Perugia non ci sarebbe stato appello, era il minuto 88, sarebbe cambiato il corso del campionato".
Sei di proprietà del Napoli, con il quale hai altri due anni di contratto. Che cosa pensi di questo suo ruolo ormai consolidato di anti - Milan?
"Sono veramente contento, ho vissuto sei mesi con loro quest'anno, è un gruppo affiatato che lavora molto, con tanta fame. Sono felice che si stiano prendendo queste soddisfazioni, le merita tutto l'ambiente. Sarebbe bello, per tutto il calcio italiano, vedere il Napoli che fino alla fine contende lo Scudetto alle grandi del nostro campionato. Il Napoli non ha campioni strapagati, ma è una signora squadra composta da ottimi calciatori più Cavani (24), Lavezzi (25) e Hamsik (23) che possono risolvere la partita da soli. La base è un fantastico gruppo, con voglia di scarificarsi, dote che in un grande club magari viene scemata dalle vittorie già raggiunte.Il Napoli ha voglia di futuro, di vincere, l'entusiasmo e la voglia sono le caratteristiche più importanti di questa squadra".
A Pescara sei arrivato con la formula del prestito, speri di continuare la tua permanenza in Abruzzo anche per la prossima stagione?
"Sì, sono stato accolto benissimo, devo dire grazie a tutti. Essendo in prestito è un discorso da rinviare per forza a giugno, da parte mia c'è voglia in assoluto di legarmi col Pescara. Intanto finiamo bene il campionato, togliendoci qualche gioia. So che tornerò a Napoli solamente di passaggio, Pescara sarebbe una destinazione gradita, spero che sia reciproco".
Di Francesco è il mister più giovane che tu abbia mai avuto in carriera, che impressione ti sta destando?
"Il mister, pur essendo giovane, ha la fortuna di aver giocato in una grande squadra come la Roma, dividendo lo spogliatoio con grandi campioni. È uno che è arrivato in Nazionale, ha vinto lo Scudetto a Roma, questo ha formato l'uomo. Il tecnico si vede dalle grandi partite che facciamo, io dico che è un grande uomo, sa parlare al momento giusto, sa tacere al momento giusto, sa comunicare con noi, capisce i momenti, ha portato il bagaglio di esperienza nel rapporto allenatore - giocatori. Sono convinto che farà sicuramente strada".
Serse Cosmi, tuo allenatore nella seconda esperienza perugina, ha vissuto ore convulse a Palermo con un esonero dopo sole quattro partite. Te lo aspettavi?
"A me non piacciono le polemiche fra allenatori e presidenti, io credo che Cosmi conoscesse la situazione del Palermo nel momento in cui ha accettato la panchina. Al di là del dispiacere per l'uomo, penso che fosse un rischio calcolato, non ho visto niente di clamoroso".
Esiste in circolazione un nuovo Bucchi?
"L'anno scorso ho notato Romeo (24) dell'Ascoli. Il suo spirito, la voglia di non mollare, la grinta, mi ricordava me dei primi tempi, quando uscito dall'Eccellenza mi trovai in Serie A. So che ha avuto infortuni importanti ma anche che ora s'è ripreso ed è tornato, gli faccio un grande augurio sperando che possa togliersi belle soddisfazioni, perché sia come uomo sia come calciatore le merita".




