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esclusiva

Ravezzani: "Delneri via, Lippi al suo posto"

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autore
Elena Rossin
domenica 6 marzo 2011, 07:062011
autore Elena Rossin
06.03.2011 07:062011
La protesta dei tifosiTUTTOmercatoWEB
La protesta dei tifosi
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Abbiamo intervistato in esclusiva Fabio Ravezzani, direttore di Telelombardia-Antennatre, e fatto il punto sulla ventottesima giornata della serie A. La corsa allo scudetto potrebbe essere riaperta dall'Inter se vincesse il derby. Dopo l'ennesima sconfitta Del Neri dovrebbe dimettersi e la dirigenza bianconera chiamare Lippi al suo posto. La peculiarità della Roma è l'incostanza. L'Udinese, se unisce al calcio che pratica anche la continuità, potrebbe arrivare terza. La Sampdoria al più presto deve risolvere la delicata situazione in cui è precipitata, per non trovarsi fino all'ultimo immischiata nella lotta per non retrocedere.

Battendo la Juventus il Milan ha ribadito la sua supremazia in questo campionato. Solo il derby con una vittoria dell'Inter potrebbe riaprire la corsa allo scudetto?
"La sensazione è che sia così. E' chiaro che il Milan si è tolto dai piedi due partite difficili, il Napoli in casa e la Juve a Torino. La prossima la giocherà con il Bari. Credo che l'Inter non possa prescindere dal vincere il derby per cercare di vincere lo scudetto. Per cui se il Milan non perde il derby credo che al 90 per cento ormai lo scudetto sia suo".

Del Neri non ha superato l'esame Milan. L'esonero a questo punto è inevitabile?
"Io credo che siano inevitabili le dimissioni che toglierebbero anche la Juventus da una situazione d'imbarazzo. L'allenatore che ha perso sei delle ultime otto partite, quando allena la Juventus, ha il dovere di trarre le conseguenze. L'istituto delle dimissioni in Italia è poco praticato, ma ci sono delle eccezioni lodevoli come quella, per esempio, di Ranieri con la Roma. Credo che Del Neri dovrebbe adeguarsi".

Chi potrebbe essere chiamato alla guida dei bianconeri? A questo punto della stagione può essere trovato solo un traghettatore o un allenatore con il quale iniziare un progetto valido anche per la prossima stagione?
"Io penso che la Juventus abbia l'opportunità di dare una chance, e se la merita per quello che ha fatto, a Marcello Lippi. Perché Lippi ha fatto grande la Juve, ha fatto grande anche la Nazionale italiana, pur con un Mondiale negativo. Penso anche che Lippi verrebbe per una cifra estremamente accettabile e abbordabile e che sia la persona giusta per ricostruire una Juve vincente. Lo ha fatto due volte, può farlo una terza".

La vittoria della Roma nell'anticipo di venerdì con il Lecce ha dato un po' di serenità all'ambiente giallorosso. Partendo da questa base è possibile avviare un ciclo positivo?
"La Roma è una squadra incostante e quindi anche nelle prime uscite con Montella ha dimostrato che questa rimane la sua peculiarità. Certo si era rotto qualcosa nel rapporto con Ranieri, però non credo che Montella abbia la bacchetta magica, farà meglio, ma dobbiamo sempre aspettarci dalla Roma la grande vittoria, ma anche la sconfitta inattesa".

Ai fini della classifica Inter-Genoa, Napoli-Brescia, Udinese-Bari e Lazio-Palermo sono partite i cui risultati possono incidere sulle ambizioni delle squadre che aspirano alle posizioni di alta classifica?
"Sicuramente sì. Io in particolare starei attento all'Udinese perché se trova continuità è una squadra che può arrivare terza visto il calcio che ha praticato nelle ultime partite e quindi la terrei particolarmente d'occhio".

Anche la lotta per non retrocedere si fa serrata e coinvolge molte squadre. Nella seconda metà della classifica quest'anno c'è un livellamento in negativo, forse non preventivato, con formazioni più abituate a lottare per traguardi più ambiziosi?
"Sì. Ci sono il Parma e la Sampdoria che stanno un po' ai limiti di questa situazione. Io credo che se dobbiamo cercare squadre non abituate a lottare per la salvezza, che non ce l'hanno nel Dna, almeno negli ultimi anni, sia il caso della Sampdoria, che deve stare particolarmente attenta perché mi pare che ci sia un ambiente che stia un po' sfarinando, dopo la decisione del presidente Garrone di vendere sia Pazzini sia Cassano e l'aver fatto intuire che non vuole più investire nella squadra. Mi sembra la situazione più delicata che deve essere risolta più in fretta, ma anche la meno possibile delle retrocessioni".

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