Tancredi: "Zarate buon giocatore, ma Totti campione"
esclusivaElena Rossin
Abbiamo intervistato in esclusiva Franco Tancredi, che ha difeso la porta della Roma dal 1977 al 1990, espertissimo di derby per averne vissuti in tre città - Roma, Milano e Torino - . Per vincere un derby, gara eccezionale, ci vogliono mente fredda, concentrazione e attenzione. La Roma lotterà per la Champions con Udinese e Lazio per questo vincere la stracittadina sarà importantissimo. Duello nel duello Totti-Zarate e Montella-Reja.
Derby è quasi una parola magica. Nella sua carriera cosa ha significato?
"Ho avuto la fortuna di vederne parecchi, sono stato a quello di Milano, ho giocato quello di Torino e soprattutto quello di Roma. Il derby, secondo me, è una partita completamente diversa dalle altre perché se ne parla un mese prima e se ne discute un mese dopo che la partita è terminata. E' una gara piena di emozioni, di pathos dall'importanza eccezionale sia se valga lo scudetto sia se per la metà classifica sia anche per non retrocedere. E' una partita per la supremazia cittadina e penso che sia per questo completamente diversa".
Come ci si prepara ad affrontare la stracittadina a Roma?
"E' difficile riuscire ad estraniarsi, perché, soprattutto la settimana che precede la partita, quando vai in giro per strada tutti ti fermano, ti chiedono di vincere quindi è impensabile non pensarci. E' chiaro che man mano che si avvicina la gara lo si sente particolarmente, però penso che per disputare bene un derby, giocare al meglio e avere ottime possibilità di vincerlo bisogna avere la mente fredda, essere concentrati e attenti fin quando si arriva allo stadio, poi dimenticare tutta l'attesa che precede, le sensazioni e quant'altro e bisogna giocare. E la prestazione la puoi fare solo se non ti fai prendere da ansie, timori, paure e da stress, tutto quello che ostacola una gara perfetta. Poi alla fine vince quello che ha saputo ragionare di più e ha sentito di meno il derby. E questo per i giocatori nati a Roma tipo Francesco Totti e De Rossi capisco che non sia facile, come ai miei tempo c'erano Agostino Di Bartolomei e Bruno Conti che facevano una gran fatica a non pensarci ".
Roma 46 punti, Lazio 51. Giallorossi con 43 gol fatti e 39 subiti e biancocelesti con 35 e 26. Alla luce di questi numeri che derby si aspetta?
"Io penso che i giallorossi, vista l'uscita dalla Champions e visto che oramai lo scudetto è andato e che si è in procinto di cambiare la proprietà, in queste ultime dieci partite, e soprattutto nel derby, devono far loro la gara per continuare ad alimentare la speranza di arrivare al quarto posto. Perché penso che il terzo sarà del Napoli, che sta attraversando un brutto momento, ma poi alla ce la potrà fare. La Roma deve lottare con l'Udinese, ma soprattutto con la Lazio. Quindi è una partita importantissima per i giallorossi, che non si possono permettere altri passi falsi, altrimenti si allontanerebbero di otto punti e sarebbe molto ma molto difficile arrivare in Champions. Perciò è da vincere o quanto meno, per alimentare ancora la speranza, da non perdere".
Totti-Zarate, Montella-Reja sembrano duelli nel duello. Potranno esserci altri protagonisti?
"Mi auguro che Francesco incida tantissimo, come ha fatto altre volte nei derby. Rispetto per Zarate che è un buon giocatore, però Francesco è un campione e da lui ci aspettiamo il colpo del fuoriclasse. Per quanto riguarda Reja e Montella sono due storie diametralmente opposte, perché Reja è oramai un allenatore molto navigato, ha una grande esperienza mentre Montella ha iniziato adesso, però mi sembra che abbia iniziato con il piede giusto, ha le idee chiare; potrebbe pagare l'inesperienza però da giocatore la Lazio l'ha punita spesso e volentieri nel derby. Se ci potranno essere altri protagonisti è difficile dirlo, perché in queste partite uno si aspetta Totti e Zarate poi ti esce fuori il comprimario della squadra. Secondo me per vincere il derby deve funzionare tutta la squadra".
Il suo derby più bello e quello con i ricordi meno piacevoli
"Il più bello è stato nell'83-84: ci presentammo all'Olimpico con lo scudetto sul petto perché lo avevamo vinto l'anno prima e la Lazio era tornata dalla B in A e vincemmo due a zero con gol di Pruzzo e Nela e nel secondo tempo, dopo una buona prestazione, riuscii anche a parate un rigore sotto la Curva Nord a Giordano. Per un portiere parare un rigore in un derby é come fare un gol per un centravanti. Quello brutto è stato purtroppo quello della morte del tifoso laziale Vincenzo Paparelli, ucciso da un razzo sparato dalla Curva Sud, fu una brutta cosa".




