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esclusiva

Varriale: "Alla difesa a tre di Gasperini serve un centrale"

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autore
Elena Rossin
domenica 26 giugno 2011, 10:012011
autore Elena Rossin
26.06.2011 10:012011
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

Abbiamo intervistato in esclusiva Enrico Varriale, giornalista Rai e conduttore della trasmissione "Stadio Sprint" in onda su Rai 2, e con lui analizzato come si stanno organizzando in vista della prossima stagione le squadre top della serie A. Fra Milan e Inter si sono capovolte le gerarchie che c'erano all'inizio della passata stagione. Con l'arrivo di Gasperini all'Inter cambierà il modulo tattico e sarà necessario capire anche quali giocatori andranno via, per agire di conseguenza sul mercato. La Juventus riuscirà a rafforzarsi a patto che non sbagli neanche un acquisto. L'arrivo a Torino di Aguero deve essere preceduto dal capire come si inserirà nell'attacco juventino. L'Udinese, dopo aver ceduto uno dei suoi campioni, prenderà un talento già individuato dai suoi talent scout. La Roma dopo la scommessa sull'allenatore non punterà a giocatori di primissima fascia, ma su giovani interessanti e dovrà risolvere il rinnovo del contratto di De Rossi. Il Napoli per andare avanti in Champions ha bisogno di tenere tutti i suoi gioielli in attacco e di trovarne un altro per farli rifiatare quando servirà. La Lazio con Klose ha già fatto un buon acquisto e vedremo quali tra le tante trattative, tipo quella per Konko, porterà a termine.

Il Milan punta alla Supercoppa e vuole arrivare alla seconda stella prima dell'Inter senza dimenticare la Champions, obiettivo primario in casa rossonera. Quante possibilità ha di tradurre questi desideri in fatti?
"Riguardo al duello con l'Inter il Milan ha il vantaggio della continuità, perché Gasperini, ottimo tecnico, deve però ambientarsi, mettersi in sintonia con la squadra e avere una qualche incidenza in sede di mercato, per vedere quali saranno i giocatori più adatti al suo modulo di gioco. Da questo punto di vista l'Inter parte un pochino sotto il Milan, si sono capovolte le gerarchie che c'erano all'inizio della stagione passata, fermo restando il fatto che ogni tipo di giudizio va dato in maniera organica alla fine del calciomercato, il 31 agosto".

L'Inter ha finalmente trovato l'allenatore e ora può concentrarsi sul mercato, quali sono le priorità?
"Le priorità dipenderanno molto dai giocatori in uscita. E' chiaro che se andasse via Eto'o, che in queste settimane sembra essere attratto dalle sirene della Premier League, la priorità diventerebbe trovare un attaccante importante in grado di rimpiazzarlo e non mi pare che sul mercato internazionale ce ne siano tanti. Un giocatore dell'Inter che potrebbe cambiare aria è Sneijder, più volte lo ha detto, e in quel caso potrebbe diventare necessario intervenire su giocatori di fantasia e di estro quale, per esempio, potrebbe essere Pastore. Mentre Sanchez, che all'inizio del calciomercato sembrava essere l'uomo più vicino all'Inter, mi pare che francamente adesso sia più vicino al Barcellona o a uno dei due Manchester e invece che si sia un po' raffreddata la pista Inter. Ma anche in questo caso il giudizio va un po' sospeso, perché fino adesso l'Inter si stava muovendo sul mercato seguendo le indicazioni, o quanto meno le idee di massima, di Leonardo: è chiaro che con l'arrivo di Gasperini bisognerà capire quali giocatori vorrà e quali reparti intende rafforzare. Cambierà qualcosa sicuramente nel modulo tattico, perché Gasperini gioca storicamente con la difesa a tre e quindi ci sarà bisogno almeno di un altro difensore centrale, visto che è partito Materazzi. E poi bisognerà capire cosa ne sarà di Maicon; dopo la rottura della trattativa fra Criscito e il Napoli tutti dicevano che Criscito sarebbe andato a Milano seguendo il suo mentore Gasperini e invece pare che si stia accasando allo Zenit. Credo realisticamente che il mercato dell'Inter inizierà da lunedì, perché fino adesso quello che era stato messo in cantiere, o non era stato messo, era legato alle indicazioni di Leonardo. La cosa più importante è capire le intenzioni di quei big che avevano fatto intendere la loro attenzione verso le offerte che provenivano dall'estero e poi alla fine vedere quali di queste offerte saranno accettate realmente e quali giocatori saranno lasciati liberi dall'Inter".

La Juventus ha a disposizione 70 milioni da spendere per rafforzarsi ed è verosimile che almeno la metà andranno per un top player, gli altri saranno sufficienti per dare a Conte i giocatori che gli servono?
"Saranno sufficienti se non si sbaglierà neanche una mossa sul mercato, il che storicamente e statisticamente nel calcio è quasi impossibile. La Juventus è alle prese con l'ennesima rivoluzione negli ultimi anni ed è chiaro che le rivoluzioni sono sempre rischiose. Ha un ottimo tecnico capace di dare un'impronta di gioco importante e particolare alla sua squadra. Le prime mosse di mercato in qualche modo stanno andando verso quella direzione. Pirlo e Pazienza, soprattutto il primo, è una scommessa affascinante e come dice Lippi che se fosse un giocatore almeno vicino al rendimento di quello che abbiamo ammirato nel 2006, quando in quell'edizione del Mondiale vinto dall'Italia fu il più forte centrocampista del mondo, la Juventus avrebbe risolto una buona parte dei suoi problemi. Ai bianconeri servirà almeno un esterno offensivo di grande livello, sperando che Krasic sia più continuo di quanto lo è stato nella stagione passata, e appunto sull'altra fascia serve un giocatore capace di reggere il modulo di Conte, che è molto offensivo sulle fasce. E poi c'è questo top player che è una suggestione che fa sognare i tifosi bianconeri, i nomi che circolano sono tutti affascinanti. Capire però, ad esempio, come Aguero possa inserirsi in un parco attaccanti che annovera Matri, Quagliarella che è recuperato, Toni e vedere quali fra Amauri e Iaquinta lasceranno la carovana bianconera, non sarà semplicissimo. Il top player, a mio giudizio, in questo momento serve al di là di quelle che sono le motivazioni tecniche, perché c'è sicuramente bisogno dell'aiuto di un giocatore che possa garantire venti gol a campionato, appunto per ridare entusiasmo alla tifoseria che dopo gli ultimi campionati è abbastanza scettica".

Roma, Lazio, Napoli e Udinese devono tutte rafforzarsi per migliorare i risultati della passata stagione. Al momento le due società più attive per giocatori in entrata sono state Napoli e Lazio, l'Udinese è in attesa di sapere quali dei suoi campioni andranno via, mentre la Roma sembra la società più indietro nell'allestire la rosa. I tifosi possono stare tranquilli?
"Sono tutte situazioni diverse fra loro. L'Udinese storicamente aspetta di cedere i giocatori importanti: i due più probabili sono in questo periodo Sanchez e Inler ed è chiaro che una volta realizzato il massimo possibile, come sanno benissimo fare i Pozzo, questi soldi saranno reinvestiti in talenti che, secondo me, sono già stati individuati dai talent scout friulani. Sicuramente l'Udinese sarà in grado di allestire una squadra importante e ricordiamo che deve ad agosto giocare i preliminari d Champions League e quindi deve essere per forza una squadra competitiva. In questo senso, io credo, che la cessione di Sanchez sia ancora più problematica di quella di Inler che alla fine, nonostante tutto il tira e molla, andrà al Napoli, mentre invece per quel che riguarda Sanchez, volendo Pozzo monetizzare al massimo la sua cessione, non ci sono poi così tante squadre, anche a livello internazionale, che possono comprarlo.
Riguardo alla Roma c'è il problema che oltre al nuovo tecnico Luis Enrique, una scommessa tutta da verificare, c'è anche il cambio societario. Quindi ci sono due rivoluzioni da portare a buon fine e quando si cambia tanto ci vuole una grandissima abilità e anche una notevole fortuna per azzeccare tutte le mosse. Secondo me, la Roma non punterà a giocatori di primissima fascia, ma su giovani interessanti e Bojan è sicuramente uno di questi. E' difficile pensare che in casa giallorossa possa arrivare un giocatore da 20-25 milioni di euro e soprattutto la Roma deve capire come regolarsi con i vari Vucinic e Menez che hanno già fatto presente di voler cambiare aria. C'è sempre il problema del rinnovo del contratto di De Rossi che rimarrà sicuramente, ma se non rinnova il contratto l'anno prossimo potrebbe andare via a costo zero e per questo motivo negli ultimi giorni di mercato potrebbe diventare oggetto di trattativa con qualche grosso club internazionale.
Il Napoli si sta muovendo in maniera molto attiva. Ha perso Criscito, ma ha preso giocatori che sicuramente puntellano il centrocampo, che necessitava di maggiori ritocchi, sono arrivati Dzemaili e Donadel - per quest'ultimo c'è già l'ufficialità e per lo svizzero di nazionalità macedone ci sarà lunedì - e se alla fine arriverà anche Inler, a mio giudizio, sarà un grosso acquisto. Si parla molto del cileno Vidal, che interessa a molte squadre, e per lui staremo a vedere. Il Napoli una sorpresa potrebbe farla in attacco, perché ha bisogno di un giocatore che riesca qualche volta a far rifiatare i tre magnifici Hamsik, Cavani e Lavezzi. Con Hamsik, che nonostante tutto quello che si scrive da tanti giorni, alla fine credo che rimarrà a Napoli perché lo dicono tutti in società. Certo molte volte queste continue conferme servono a mascherare delle trattative; però per giocare in Champions League il Napoli deve partire da una base solida che è costituita proprio dai suoi tre gioielli in attacco. Nonostante questo avere un altro attaccante è fondamentale, perché la stagione è lunga e se poi uno di questi tre - senza il quale il potenziale del Napoli verrebbe molto indebolito - dovesse stare fermo per una squalifica o un piccolo infortunio ci vuole un cambio di livello.
La Lazio, con la solita politica efficace di Lotito si sta rafforzando, vedremo alla fine quali colpi verranno portati e termine. E per colpo intendo giocatori come Konko, se alla fine sarà comprato. Con Klose un bel rinforzo è stato apportato, anche se il giocatore ultimamente nel Bayern Monaco giocava poco, ma ha grande esperienza e una capacità sottorete che potrebbe contribuire a rendere più efficace l'attacco, che l'anno scorso era partito bene, ma che poi ha avuto dei limiti, secondo me, proprio in fase realizzativa".

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