Venturin: "Lazio, possibilità minime per la Champions"
esclusivaElena Rossin
Abbiamo intervistato in esclusiva Giorgio Venturin, ex centrocampista che vestì la maglia della Lazio nella stagione 1994-95 e dal 1996 al '99, e con lui parlato dei biancocelesti. Giocare i preliminari di Champions cambia la preparazione estiva, ma ne vale la pena nonostante i sacrifici che comporta. Quest'anno la Lazio come punti di forza ha avuto il gruppo e il reparto difensivo. Hernanes è stato il calciatore che ha maggiormente impressionato positivamente. Reja meriterebbe la riconferma per quello che ha fatto vedere sul campo. I presidenti protagonisti non piacciono.
Quante possibilità ha la Lazio di strappare all'Udinese l'ultimo posto utile per la Champions?
"Secono me pochissime, perché credo che Milan e Udinese cercheranno di non farsi del male facendo una bellissima partita, che probabilmente finirà in pareggio e quindi all'Udinese basta un punto per accedere ai preliminari di Champions e terrà la Lazio fuori dal torneo più prestigioso d'Europa. Quindi sulla carta le percentuali per la Lazio sono minime".
I preliminari di Champions condizionano la preparazione estiva. Alla Lazio conviene tentare di accedervi o sarebbe meglio "accontentarsi" dell'Europa League?
"No no assolutamente, cercare di entrare comunque in Champions penso sia un obiettivo per qualsiasi club, quindi dovranno studiarla e prepararla bene e io credo che valga la pena tentarci, anche perché se dovessero allestire una squadra anche più competitiva di quella di quest'anno e poi giocare la Champions sarebbe tanta roba, insomma".
A suo giudizio quali sono stati i punti di forza della Lazio in questo campionato?
"La forza di questa Lazio è stata il gruppo e anche quei giocatori che hanno giocato meno, ma che comunque hanno remato nella direzione giusta; poi penso che il reparto difensivo abbia veramente lavorato bene e quindi credo che soprattutto i due difensori centrali abbiano fatto un grande campionato".
La riconferma di Reja sulla panchina della Lazio non è scontata. Se andasse via sarebbe uno svantaggio?
"Lui sul campo si merita alla grande la riconferma, se poi decidesse di andare via sarebbe uno svantaggio perché conosce bene l'ambiente ed è molto stimato dal gruppo dei giocatori. Penso che la speranza di tutti i tifosi della Lazio sia che Reja venga riconfermato anche per l'anno prossimo".
Quale calciatore biancoceleste in positivo e in negativo l'ha impressionata maggiormente per come ha giocato quest'anno?
"Il giocatore che mi ha impressionato positivamente è stato Hernanes, perché non era molto conosciuto e invece già al primo anno ha fatto vedere grandi cose. Il giocatore che ha reso sotto le aspettative quest'anno forse non ve ne è stato nessuno; Zarate nel senso che da lui ci si aspetta sempre molto, perché è un calciatore di alto livello, però non lo definirei una nota negativa".
Lotito ha una forte personalità, quanto presidenti con il suo temperamento influiscono sull'andamento della stagione?
"Io sono sempre stato abituato e ho avuto la fortuna di avere presidenti, ad eccezione di Cellino che forse era un po' particolare, che erano i proprietari della società e una volta che avevano fatto i loro piani finanziari non mettevano troppo becco nelle altre questioni. Devo dire che a me il presidente protagonista non è mai piaciuto".




