Focus Cagliari, tra mercato e fischio d'inizio
Redazione TMW
"Farò una rivoluzione" aveva tuonato il presidente Cellino dopo il deludente finale del campionato scorso e in un certo senso, rivoluzione è stata. Forse però non quella che si aspettavano i tifosi del Cagliari, che nelle parole del presidente avevano letto la voglia di piazzare qualche grande colpo per fare il salto di qualità e puntare all'Europa League, come ciliegina per l'imminente nuovo stadio di proprietà. La rivoluzione annunciata c'è stata: via Matri a titolo definitivo (a gennaio la Juve lo aveva preso in prestito con diritto di riscatto), via Marchetti, alla Lazio grazie al pagamento della clausola di rescissione fissata a 5.2 milioni dopo un anno passato a fare il terzo portiere, e via Lazzari, ceduto in comproprietà alla Fiorentina per 3 milioni di euro. Non confermati, dopo i prestiti della scorsa stagione, Acquafresca (per riscattarlo servivano 6 milioni), Missiroli (riscatto a 1.5 milioni) e Laner, tornati rispettivamente al Genoa, alla Reggina e all'Albinoleffe. Se questa non è una rivoluzione, le somiglia parecchio. Hanno lasciato la Sardegna alcune delle colonne del primo Cagliari di Allegri, che tanto bene aveva fatto tre stagioni fa.
Oltre i pezzi da novanta, sono stati mandati diversi giovani in prestito per completare il processo di maturazione. Ragatzu, talentino del 1991, è stato ceduto in prestito secco al Gubbio. Così come Cocco è andato, o meglio ritornato visto che anche la scorsa stagione vestiva la maglia celeste, all'AlbinoLeffe. Verachi è finito al Siracusa, il capitano della Primavera Carta invece è andato al Latina. Al Treviso sono finiti Gallon, Giorico e Sanna. A questi si aggiunge il passaggio di Sau e Burrai al Foggia, persi dal Cagliari alle buste, con polemiche a colpi di comunicati tra Cellino e Casillo.
Ma la notizia che più ha scosso la tifoseria rossoblù è quella dell'esonero esonero del tecnico Roberto Donadoni. Una decisione che ha spiazzato tutti e che non ha ancora un perché. Il tecnico ex Napoli non ha colpe: fino a poco tempo veniva elogiato dalla presidenza come l'allenatore ideale per la crescita del progetto Cagliari. Aveva avuto rassicurazioni sul mercato e a oggi invece il Cagliari è un cantiere aperto, con esposto, a caratteri cubitali, il cartello "lavori in corso".
Il suo Cagliari è stato costretto a giocare tutte le amichevoli precampionato con due soli attaccanti, non il massimo della vita quindi. Al suo posto arriverà Massimo Ficcadenti, ex tecnico del Cesena e già cercato dal presidente Cellino in passato.
Per quanto riguarda il mercato in entrata, invece, la prima operazione di Cellino è stata da oscar. Riscattare Davide Astori dal Milan non era cosa semplice, visto il gradimento di Allegri per il difensore e viste le prestazione del centrale rossoblù nelle ultime due stagioni, così importanti da farlo arrivare fino alla Nazionale di Prandelli e renderlo appetibile a diversi importanti club. Con un'offerta di 4 milioni il Cagliari si è portato a casa l'intero cartellino di Astori. L'altro acquisto, già annunciato ad aprile, è stato quello di Moestafa El Kabir, attaccante marocchino naturalizzato olandese, proveniente dal Mjallby, squadra del campionato svedese. Cellino ha battuto la concorrenza di diversi club inglesi e ha portato a casa l'attaccante in prestito con diritto di riscatto fissato a 1.5 milioni. Poi è arrivata la scommessa Ibarbo: il colombiano, in passato, era stato seguito anche dall'Udinese, ma poi l'operazione non si è mai concretizzata. Cellino lo ha acquistato con un blitz in Colombia, insieme all'agente Fifa e intermediario dell'operazione, Riccardo Calleri. C'è chi lo definisce un attaccante, per altri è un centrocampista. Compito dell'allenatore risolvere l'annosa questione. Gli ultimi acquisti, in ordine di tempo, sono quelli di Vlada Avramov e Simone Gozzi. Il primo arriva da svincolato dopo diverse stagioni alla Fiorentina. Il secondo arriva in prestito con diritto di riscatto dal Modena. C'è stato poi il riscatto di Perico dall'Albinoleffe per 500mila euro e i ritorni dai rispettivi prestiti di Mancosu (Siracusa), Larrivey (Colon de Santa Fé) e Sivakov (Wisla Cracovia), con quest'ulimo che però pare non rientri nei piani rossoblù.
Questa la campagna acquisti del Cagliari che non soddisfa, almeno per ora, la tifoseria. Mancano almeno due pedine. Sicuramente una punta, che Cellino ha annunciato sarà straniera. Potrebbe essere El Diablo Thiago Ribeiro, seconda punta del Cruzeiro, che corrisponde perfettamente all'identikit del calciatore che serve al Cagliari. "Un attaccante tecnico, veloce. Alla Barreto per intenderci" aveva dichiarato Donadoni. Barreto con tutta probabilità non arriverà, nonostante per tutta l'estate si è parlato di un forte interesse rossoblù. Sicuramente non sarà David Suazo, al quale è stato dato il benservito dopo 20 giorni di ritiro e ha firmato un annuale col Catania.
L'altra pedina che manca è la mezzala: i rossoblù non hanno alternative ai vari Conti, Biondini e Nainggolan. Mancosu è promettente, ma acerbo e Ibarbo non lo si è ancora inquadrato tatticamenteuna. Una mezzala affidabile serve come il pane. Prenderne addirittura due, sarebbe l'ideale. Il Cagliari ne ha vendute tre (Laner, Missiroli e Lazzari) e ne ha "acquistato" solo una (Mancosu). C'è anche Ceppelini, che comunque è un giovane tutto da valutare. Gli obiettivi e i nomi ormai sono arcinoti: Parolo, ma pare sia troppo costoso, così come Poli, mollato dal Cagliari per il costo elevato. Candreva ha scelto il Cesena, Fernandes il Leicester City. Rimane Greco, che però piace molto a Luis Henrique, Kone del Brescia, Ekdal della Juventus e c'è una voce che vorrebbe un interesse rossoblù per il giovane Eriksson del Goteborg.
Mancano pochi giorni all'esordio ufficiale in Coppa Italia e una ventina di giorni alla chiusura del mercato. Il Cagliari è chiaramente incompleto e si attendono dei colpi. A oggi i rossoblù giocherebbero col solito 4-3-1-2 con Agazzi tra i pali, Perico e Pisano a contendersi il posto sulla destra. Agostini confermato come terzino sinistro e solita coppia centrale con Astori e Canini. Conti in cabina di regia affiancato da Nainggolan e Biondini. Cossu dietro le due punte che dovrebbero essere Nenè ed El Kabir. Un modulo che potrebbe diventare un 4-3-3, come già provato nell'amichevole contro l'Aris Salonicco, con Cossu e Ibarbo, rispettivamente a sinistra e a destra, a supporto del solo Nenè. Aspettando il prossimo ribaltone.




