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FOCUS INTER - Con Ranieri è luce dopo il buio, aspettando Juan

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Redazione TMW
domenica 25 dicembre 2011, 15:002011
autore Redazione TMW
25.12.2011 15:002011
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

La stagione nerazzurra era iniziata come peggio non si poteva prevedere, tra sconfitte in serie, prestazioni sconcertanti e un incubo, quello del fondo classifica in campionato, che oltre ad alimentare i funesti presagi di qualche cassandra, metteva a nudo quelli che sembravano essere tutti i limiti della formazione nerazzurra: rosa troppo datata, interventi errati sul mercato, con la cessione di Samuel Eto'o come la madre di tutti gli errori. Il 2011 dell'Inter si chiude invece con un sorriso grande così, grazie alla rotonda vittoria sul Lecce a completare un filotto di quattro successi consecutivi che ha consentito a Zanetti e compagni di tornare ad affacciarsi ai quartieri alti della classifica, riuscendo a dimezzare uno scarto che nemmeno fino a troppo tempo fa sembrava una voragine.
Verrebbe quasi da inveire contro questa sosta natalizia, per il momento di forma in cui è arrivata l'Inter. Inter passata dai giorni cupi dell'equivoco Gian Piero Gasperini, tecnico volenteroso ma purtroppo fautore di una rivoluzione tattica mai digerita dal collettivo nerazzurro, fino al ko clamoroso di Novara e al successivo allontanamento del tecnico di Grugliasco in favore di Claudio Ranieri. Ranieri con il quale si sono subito intravisti primi, lenti segnali di miglioramento, spesso ostacolati da fattori interni (infortuni) e anche esterni (leggi direzioni arbitrali alquanto opinabili) che hanno portato ad un'altalena di risultati che non ha di certo giovato alla salute del gruppo.
Poi, proprio sul finire dell'anno, la svolta: sei vittorie nelle ultime sette partite, intervallate da quel ko contro l'Udinese che ancora genera qualche rammarico nel tecnico testaccino, ma unico neo di una risalita formidabile, che ha riportato l'Inter nelle zone a lei decisamente più consone della classifica.

Certo, i problemi ancora non sono stati tutti ben risolti: Milito e Pazzini hanno faticato troppo per trovare la via del gol, ma in compenso è nata una piccola cooperativa che ha portato a segno sin qui la bellezza di 13 giocatori guardando solo al campionato, ultimo in ordine di tempo quel Ricardo Alvarez dai più indicato come oggetto misterioso e che però adesso sembra aver preso le misure alla nuova realtà italiana e trovato la strada giusta per ben figurare. E altri motivi per sorridere non mancano: la crescita di Nagatomo, la ritrovata importanza di Thiago Motta, il lancio definitivo di Obi e quello del classe 1991 Faraoni, la Champions League chiusa col primo posto nel girone dopo l'inizio shock con la sconfitta interna col Trabzonspor.
Rimane come detto ancora da sciogliere qualche nodo, in primis quelli legati al mercato. "Idee chiare", hanno chiesto alla società i tifosi della Curva Nord prima del match coi salentini, una frase che si spera Moratti possa interpretare nella maniera migliore: l'arrivo del difensore brasiliano Juan Jesus è ormai a un passo, gli altri obiettivi da individuare sono un centrocampista che possa far rifiatare gli inamovibili Cambiasso e Motta e soprattutto un esterno offensivo per ritornare al 4-2-3-1 che sarebbe l'obiettivo di Ranieri nella seconda parte di stagione, al fine di avere più scelta in tema di modulo. Dopo la pausa, l'Inter potrebbe presentarsi perciò con qualche volto nuovo importante alla ripresa delle ostilità, che si preannuncia alquanto dura, con Parma, Milan e Lazio a chiudere il girone di andata. Per chiudere, una nota statistica: l'Inter ha chiuso l'anno 2011 con 79 punti, uno solo in meno del Milan campione d'Italia.

Fonte: di Christian Liotta