Giorgio Chiellini e quella voglia di centro
Redazione TMW.
L'Italia di Prandelli dati alla mano ha un punto di forza, la difesa. Infatti, nonostante il reparto non spicchi per avere grandi fuoriclasse, Buffon escluso, nella gestione del tecnico ex-Fiorentina ha subito 6 gol in 17 partite, di cui solamente 2 nelle 10 partite ufficiali sin qui disputate. La retroguardia azzurra ha il suo fulcro nella coppia di centrali schierati con maggiore continuità composta dal neroazzuro Andrea Ranocchia e dal bianconero Giorgio Chiellini. Proprio il centrale della Signora dal ritiro della Nazionale dice di non voler sentire parlare di Juventus perché concentrato sulla sfida con l'Uruguay, ma lascia trasparire un filo di amarezza rispetto al differente ruolo ricoperto in campo con la casacca juventina. Il giocatore pisano infatti non ha mai nascosto la sua preferenza per il ruolo di centrale, possibilmente leader, difensivo e di subire molto il fatto di doversi snaturare adattandosi al ruolo di terzino sinistro.
Però le ultime positive prestazioni della coppia Bonucci Barzagli, e di contro le deludenti prove offerte da De Ceglie, hanno definitivamente convinto Antonio Conte ha dirottare Chiellini sull'out mancino almeno fino alla pausa natalizia. Lo stesso giocatore dopo le difficoltà iniziali dovute ad un periodo di adattamento, come la partita col Genoa, si è ripreso offrendo ottime performance sia in fase di ripiego che di spinta culminate nella grande gara di San Siro contro l'Inter. La speranza dei tifosi bianconeri è quella che Marotta a gennaio possa regalare a Conte un grande centrale e un grande terzino così da rispostare Giorgio in mezzo. La priorità però è quella di completare la difesa al centro. Nel caso non dovesse arrivare un difensore laterale Chiellini rimarrebbe a sinistra fino a maggio, tornando nel suo ruolo preferito in Polonia e Ucraina a inizio giugno.




