Giulia Polloli: "Milan, Pato in partenza mi pare un eresia"
Redazione TMW.
Se è vera la teoria dell'esistenza di più mondi possibili, che però configurano la nostra realtà, così come la conosciamo, ci troviamo di fronte a mondi immaginari, dipinti dalle parole che si sprecano su ogni movimento in casa rossonera.
Ce n'è per tutti i gusti: dalla mancata dichiarazione di incedibilità di Pato, dato ormai in rotta di collisione con il compagno Ibrahimovic, vera icona del Milan targato Allegri, alla consolidata presenza di Mario Yepes che si dimostra, in questo capitolo del libro rossonero, reale alternativa a Nesta, l'intoccabile quanto sfortunato difensore centrale costretto all'ennesimo stop. Mondi possibili che raccontano storie concrete, Yepes ne è l'esempio, alle quali i tifosi rossoneri si sono già affezionati e delle quali soprattutto vogliono leggere capitoli nuovi. Mondi che appartenevano alla fantasia e sono diventati reali, mondi che sono reali e vengono tracciati da linee fantastiche. Ma andiamo con ordine nella narrazione degli eventi che portano il Milan alla sfida di domenica contro il Genoa. Nella gara infrasettimanale con la Lazio, bloccata sul pareggio che favorisce solo l'Inter, si è assistito ad una scialba prestazione di Pato, per i più causata dalla pressante presenza del compagno svedese che con i suoi rimproveri sembra demotivare il papero che tanta gioia ha regalato a questa squadra. Io non parlerei di un caso Pato, come invece fanno rispettosamente molti colleghi ben più blasonati di me. Parlerei invece della determinazione che Ibrahimovic vorrebbe riuscire ad inculcare al suo giovane compagno, che si è quasi snaturato, dimenticandosi delle sue capacità realizzative sotto porta, quasi a voler dimostrare la sua sudditanza nei confronti del genio creativo del concreto compagno di reparto. Pensare a Pato in partenza mi sembra un'eresia, vista la sua storia, viste le sue qualità e la sua giovane età che ne fanno una pedina fondamentale per il futuro di questa squadra. Pensare a Ibrahimovic come il maestro cattivo che usa il bastone ma non la carota con il compagno mi è altrettanto difficile. Io opterei per una lezione di umiltà da parte dello svedese nei confronti di Pato, la richiesta di giocare più per la squadra, di seguire i compagni invece che zampettare in prossimità dell'area di rigore come se tutto fosse assolutamente dovuto, come se i palloni dovessero arrivare solo sui piedi senza sforzi per rientrare in copertura di un reparto, quel centrocampo massacrato dagli infortuni, che non è in grado di mettere in scena le magie a cui si è soliti assistere quando si vede giocare il Milan.
Ora credo anche che il recupero di Gattuso, Seedorf, Van Bommel e soprattutto di Pirlo potranno riportare l'asse del racconto su binari più sicuri e rotte già ampiamente percorse.
Ritengo che buona parte dei problemi dell'asset offensivo dei rossoneri, Ibrahimovic a parte, possano essere dimenticati dal rientro della fantasia e dell'esperienza a supporto del puro estro realizzativo e che anche Pato sarà sollevato dal compito ingrato di snaturare le sue caratteristiche, così che il papero tornerà ad essere inamovibile e decisivo, come lo conosciamo. Giriamo pagina dunque e leggiamo una nuova storia. Quella che inizia da Genova. Un prologo negativo legato all'infortunio di Ambrosini, fuori dai giochi per circa due mesi e di Legrottaglie, colpito duro al suo esordio rossonero: tanta paura per lui nei cinque minuti di totale insensibilità fisica, ma già col sorriso di fronte alle telecamere. Il Milan contro la squadra che avrebbe dovuto cedere una pedina importante della sua difesa, Criscito, che invece è rimasto in rossoblu spalancando gli occhi di Allegri sui talentuosi uomini in panchina. E tornando a Yepes la magia del pubblico rossonero l'ha di certo sorretto e spronato nell'arduo compito di non far sentire la nostalgia di Nesta o Thiago Silva. E poi non dimentichiamo che il mercato invernale ha portato a Milano un giovane talento, Didac Vilà che, nonostante non sia stato considerato per la lista Champions, è il primo tassello su cui Allegri sarà curioso di mettere gli occhi. Le prime indiscrezioni danno il rientro sia di Van Bommel che di Pirlo, Seedorf dovrà lottare, più che altro per il ruolo che preferisce ricoprire, con l'altro talento Robinho uno dei migliori dei tabellini scorsi. In chiave "quasi" derby Cassano sembra partire in vantaggio su Pato per affiancare Ibrahimovic, che ancora una volta conferma il suo essere "untouchable" nell'attacco rossonero. Una squadra diversa da quella scesa in campo martedì contro un'avversaria che non farà della difesa il suo obiettivo, ma che di certo proverà ad attaccare il fortino della capolista. E allora è da qui, dalla consapevolezza di essere in vetta, che deve prendere il via la nuova storia di questo Milan.




