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Nesti Channel - Ecco perchè Andrea Agnelli ha torto

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Redazione TMW.
martedì 1 febbraio 2011, 08:062011
autore Redazione TMW.
01.02.2011 08:062011
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

A rattristare il momento bianconero, più del nostalgico e continuo acume critico di Luciano Moggi, al quale potranno pur essere imputati tutti i mali del mondo ma di certo non si potrà negare un giudizio schietto sulle sorti stagionali della Juventus, pare non basti l'addio al sogno Pazzini. Acquisito dall'Inter per "soli" dodici milioni, i medesimi scuciti da Marotta per l'acquisto di Martinez, e la consueta paccottiglia nerazzurra rappresentata da Caldirola e Biabiany. A far disperare più della sequela di involuzioni tattiche e tecniche della squadra è dunque stata la conferenza stampa tombale di un presidente, l'erede Andrea Agnelli. Prigioniero di una difesa a tratti imbarazzante, arroccata su di un presupposto dialettico infondato, capace persino di legittimare la mediocrità espressa accusando d'ogni utopico male il precedente corso tecnico. Analizzando in maniera completa il disorganico bollettino letto a voce greve emergeranno una serie di infinite contraddizioni palesi, inequivocabili. Figlie di una confusione ancora regnante nelle stanze di Corso Galileo Ferraris.

Andrea Agnelli: "Attualmente la nostra rosa ha il sesto monte ingaggi in Europa. Se facciamo un'equazione salari-risultato sportivo noi saremmo sempre nei quarti di Champions. La verità è che abbiamo una macchina sportiva da 170 milioni di euro l'anno, una macchina dalle potenzialità enormi che va a benzina. Il problema è che in questa super vettura hanno messo il diesel e il motore si è inceppato. Ora teniamo presenti le tempistiche che ci vogliono per aggiustarlo". "Corriere dello Sport"

Una squadra che non spende non può sicuramente competere sui palcoscenici nazionali ed internazionali. Il problema legato ai costi ed agli ingaggi è in realtà altro non è che quel valore aggiunto in grado di trasformare un buon gruppo in una grande formazione. Dzeko, Rooney, Berbatov, Adebayor, Higuain, Benzema, Drogba, Ribery, Tevez e tutti i grandi bomber in circolazione hanno ingaggi elevati e giocano in club di prima fascia. Se Andrea Agnelli si lamenta del monte ingaggi, si lamenta della competitività della Juventus. Ridurre gli stipendi, significa non poter mai agguantare campioni sul mercato, accontentandosi degli scarti. Gestire gli ingaggi è invece un discorso diverso. Del Piero non può chiedere tre milioni all'anno e Buffon sei milioni a stagione non li prenderebbe in nessuna nazione civile.

Andrea Agnelli: "Sono uscite voci di Lippi e Spalletti pronti per la Juve. Bene, è solo una minchiata". "Corriere dello Sport"

Acquistare Toni e Barzagli, entrambi over trenta, ed entrambi reduci dall'esperienza Mondiale di Lippi nel 2006, rappresentano un indizio tale da non giustificare un'espressione così sorpresa e sbigottita. Agnelli non può bollare come "minchiate" delle corrette analisi sulla gestione del patrimonio tecnico della squadra. Una grande formazione si costruisce sulle idee di un tecnico. Se la Juventus acquista Toni e Barzagli, trattando persino Zaccardo, senza una precisa indicazione di Lippi commette un grave errore. Perché solo il tecnico viareggino potrebbe richiedere in "rosa" giocatori consunti fuori dal giro delle più importanti realtà europee. Spalletti, oggettivamente, è l'unico in grado di liberarsi in qualsiasi momento, come il disoccupato Gasperini.

Andrea Agnelli: "Eravamo reduci da una delle peggiori stagioni della nostra storia, con una serie incredibile di record negativi inanellati". "Corriere dello Sport".

La scorsa stagione non si discosta statisticamente molto da quella attuale. Con questa dichiarazione Agnelli dimostra di non aver ben presente la situazione del club. I problemi sono i medesimi, il gioco latita e gli infortuni sono solo leggermente inferiori, per numero, a quelli della passata stagione. Con la differenza che gli acciacchi di questa annata paiono ancora più complessi rispetto a quelli precedenti per gravità e tempi di recupero. Iaquinta ha mostrato la propria fragilità cronica, e sono aumentati i traumi contusivi gravi, De Ceglie, Quagliarella, Traore e Matinez. Quando un club va male, deve spendere. Il Bayern Monaco, estromesso dalla corsa alla Champions League per un anno, reagì ingaggiando i migliori calciatori europei in circolazione. La Juventus ha invece scelto di "puntare sul gruppo" - Marotta dixit. Ovvero, ha preferito la quantità alla qualità.

Andrea Agnelli: "Io ho una fiducia totale nell'ad Marotta e nello staff tecnico, a partire da Del Neri. Noi siamo arrivati sei mesi fa: cerchiamo di ricordarci la situazione che abbiamo trovato". "Corriere dello Sport"

Ennesimo giudizio non veritiero da parte del presidente che non può e non deve scaricare la responsabilità sul vecchio corso tecnico. La tanto criticata Juventus targata Ferrara e Zaccheroni ha consegnato all'attuale dirigenza un parco giocatori composto da elementi rivendibili sul mercato. Dalle sole cessioni di Diego, Amauri e Iaquinta, oltre che di Sissoko, la Juventus avrebbe infatti potuto ricavare fra i cinquanta ed i sessanta milioni. La scelta di cedere il solo Diego, per sedici milioni, e la relativa conferma degli altri calciatori ha di fatto partorito un grave errore di valutazione da parte di Marotta e Paratici, oltre che dell'intero consiglio di amministrazione. Amauri, Iaquinta e Sissoko, autori di una stagione disastrosa, avrebbero garantito una sicura plus valenza. Oggi il loro valore è dimezzato. In questo momento, la Juventus non ha giocatori in grado di garantire "cassa", di recuperare denari da investire sul mercato. Fatta eccezione per Krasic.

Andrea Agnelli: "Si è parlato di Juve da scudetto ma noi non l'avevamo mai annunciato, noi sappiamo quali sono i nostri obiettivi e le nostre potenzialità. Serve più coerenza"

Nulla di più falso. A più riprese, come peraltro riportato dalla "Gazzetta dello Sport", dal "Corriere dello Sport" e da "Tuttosport", tutti i componenti dello staff tecnico bianconero hanno confermato la volontà di provare a vincere lo scudetto, e di riportare la Juventus almeno al secondo posto. Le smentite, semmai, sono sempre state partorite dai medesimi dirigenti l'indomani di sconfitte roboanti o pareggi inaspettati. L'obiettivo del quarto posto è recente, dettato esclusivamente dal periodo critico.

Andrea Agnelli: "Se sono qui è per fare un po' di chiarezza sulla situazione attuale e scacciare voci destabilizzanti che sono uscite dalle bocche di ex calciatori e personaggi non più legati al mondo della Juve"

La destabilizzazione non avviene per opera dei giornali o delle televisioni, tantomeno da ex dirigenti. Se una squadra è forte, non esistono critiche. Se la squadra ha un cammino sinusoidale, come quello della Juventus attuale, le critiche sono il seme dal quale cogliere spunti di riflessione.

Fonte: di Alvise Cagnazzo per Carlonesti.it