Il Cholo torna in Italia, Catania già sogna
Antonio Vitiello
Se pronunciate il nome di Diego Pablo Simeone sul volto dei tifosi interisti e laziali potrebbe anche scorrere una lacrima. Pochi giocatori sono stati così amati come il "Cholo" che sette anni e mezzo dopo, è tornato in Italia, da allenatore vincente, pronto a infiammare una piazza calda e generosa come Catania. In Italia era già sbarcato 20enne nell'estate '90 quando il Pisa di Anconetani puntò su di lui, ma il matrimonio non funzionò come invece avvenne sette anni più tardi con l'Inter. Quel centrocampista guerriero che ha dato l'anima e il cuore per la maglia nerazzurra, è rimasto un idolo della curva interista che gli ha perdonato perfino il gol segnato per la Lazio nel drammatico pomeriggio del 5 maggio 2002. E' sempre stato un vincente, basti pensare che è stato grandissimo protagonista delle cavalcate scudetto di Atletico Madrid nel '96 e Lazio nel 2000, altre squadre che lo hanno adorato. Vincente come giocatore, centrocampista dal gol facilissimo, ma vincente anche come allenatore: Pochi mesi dopo aver accettato di passare dal campo alla panchina col Racing Avellaneda, nel 2006, ha subito trionfato, regalando all'Estudiantes il campionato di Apertura atteso 23 anni dopo un emozionante pareggio col Boca Juniors.
Terminata l'esperienza con la squadra dell'amico Veron, è approdato al River Plate vincendo anche lì l'Apertura nel 2008. Soltanto l'ultima avventura col San Lorenzo si è conclusa male, il 4 aprile 2010 con le dimissioni rassegnate dall'argentino dopo una serie di risultati negativi: la squadra non credeva più in lui che non c'ha pensato due volte e se ne è andato. Come non c'ha pensato due volte quando ha ricevuto la chiamata di Pietro Lo Monaco, l'uomo che ha trasformato il Catania in una squadra sudamericana. Sotto l'Etna troverà 11 argentini e una città dal cuore grande come il suo, che ha creduto in lui come non ha fatto Moratti qualche settimana fa. Bentornato "Cholo"!




