Inter, il forte segnale di Pazzini
Antonio Vitiello
Il matrimonio tra il "Pazzo" e l'omonima squadra non poteva che essere perfetto. Negli ultimi tempi, qualcuno compreso Leonardo si era dimenticato di lui, ma con la doppietta di Cesena Giampaolo Pazzini ha lanciato un segnale forte all'Inter: per la prossime stagioni potete contare su di me. Pazzini ed Eto'o: due nomi, due certezze per l'attacco nerazzurro, mentre Milito e Pandev potrebbero partire e gli altri reparti saranno probabilmente rivoluzionati. Pazzini ci sarà e potrà finalmente giocare anche la Champions League. Nella disastrosa partita di San Siro con lo Schalke lui non c'era ed è stato costretto a guardare i compagni dalla tribuna, masticando amaro per una competizione che avrebbe meritato di giocare dopo le tre reti messe a segno con la maglia della Sampdoria ad agosto nel doppio sfortunato confronto preliminare col Werder Brema. Il "Pazzo" è stato il giocatore simbolo della rimonta dell'Inter che con lui e Leonardo ha dimenticato la deludente prima parte di campionato ed è arrivata a un passo dal sorpasso al Milan. Il suo debutto con la maglia nerazzurra è trionfale: entra a inizio secondo tempo di Inter-Palermo, i rosanero stanno vincendo 2-0 a San Siro e l'ex doriano si presenta con due gol e mezzo, visto che propizia anche il rigore del 3-2 di Eto'o. L'unica rete non decisiva è quella di Bari che arriva al 90'sul 1-0 per i nerazzurri poi vittoriosi 3-0.
Gli altri sono tutti gol pesanti, come quello che avvia la rimonta casalinga sul Genoa, o quello che vale la vittoria nella sua Firenze, ma soprattutto come quello che il 20 marzo regala all'Inter un sofferto e prezioso 1-0 sul Lecce portando la truppa di Leonardo a meno due dal Milan. Poi arriva la "settimana maledetta" che fa sfumare i sogni di gloria, ma il "Pazzo" gioca solo il derby nel quale si fa ipnotizzare da Abbiati nell'unica palla buona a disposizione. Lui è così: ha bisogno di cross per i suoi micidiali colpi di testa, e se non lo servono fa fatica a incidere. Così dopo qualche gara senza gol Leonardo lo lascia in panchina e preferisce puntare sul rilancio di Milito. Il "Pazzo" che contro la Lazio resta in panchina 90 minuti non si abbatte e non fa polemica, ma risponde sul campo quando a Cesena viene chiamato in causa al 59'. Il guastafeste, vedi doppietta alla Roma dell'anno scorso, si fa maledire dai milanisti per le sue due reti all'ultimo respiro. Classe 1984, 8 gol in 14 presenze con l'Inter, uno ogni 131 minuti: una media migliore di quella di Eto'o e Milito. Il futuro nerazzurro è suo e lui, ha voglia di vincere.




