Inter, l'orgoglio dei senatori
Antonio Vitiello
Non sarà la stessa gioia di un anno fa quando la vittoria in casa della Roma consegnò all'Inter la prima di tre coppe, ma l'1-0 sui giallorossi che vale mezza finale di coppa Italia fa comunque bene al morale della truppa di Leonardo in vista delle ultime gare stagionali. Dopo le sconfitte con Schalke e Parma, in casa Inter si temeva il crollo totale di una squadra spremuta fisicamente che è passata in poche settimane dal sogno di un'altra tripletta all'incubo di finire quarta o addirittura quinta in campionato e senza nessun altro titolo in bacheca oltre ai due dell'era Benitez. All'Olimpico l'Inter non è improvvisamente resuscitata, ma approfittando della difficoltà di una Roma forse ancora più in crisi, ha strappato una vittoria costruita tutta sul gran gol di Stankovic. Mancava Eto'o, Milito non si è risvegliato e Pandev si è soprattutto sacrificato in copertura, ma senza i gol degli attaccanti, a secco ormai da quattro gare consecutive, c'ha pensato il vecchio Stankovic che ha regalato un successo esterno pesantissimo ai nerazzurri con una delle sue prodezze, questa sì decisiva a differenza di quella contro lo Schalke. L'orgoglio dei senatori Stankovic e Lucio su tutti, qualche sprazzo di Sneijder e la vittoria è stata portata a casa senza troppa fatica: anzi nella ripresa la squadra di Leonardo avrebbe potuto infierire su una Roma in difficoltà a livello fisico e chiudere il discorso qualificazione: Pazzini subentrato all'imballato Milito ha sprecato però la palla del 2-0 lasciando così aperta la gara e facendo tremare Leonardo che ha temuto la beffa fino all'ultimo dei quattro minuti di recupero.
La difesa non ha subito gol e questa è una notizia, ma il Vucinic di un anno fa non avrebbe sprecato la chance gentilmente concessagli dei primi minuti. La finale col Milan che manca dal 1977 potrebbe in parte salvare la stagione ovviamente a patto di vincerla, ma adesso l'Inter deve pensare soprattutto a difendere il terzo posto dagli assalti della Lazio che si presenterà a San Siro sabato e per battere Zarate e compagni servirà di più. Almeno il sorriso però è tornato e Leonardo ne aveva bisogno.




