Juve, imbarazzante senso di impotenza
Antonio Vitiello
Dopo la sconfitta con la Roma, il cielo sopra la Torino juventina è veramente nero. La Juve è uscita anche dall'unica coppa che le era rimasta, Delneri ha perso altri due uomini per infortunio, e la squadra ha mostrato un'imbarazzante senso di impotenza di fronte alla qualità superiore della Roma. Il tutto mentre sfumava il sogno Pazzini che ha scelto l'Inter, a pochi giorni dalla sfida con la lanciatissima Udinese. Un quadro sportivamente drammatico per una squadra che sperava di non vivere più un'altra stagione come la scorsa. E invece ci vuole veramente tanto ottimismo per pensare che non finirà così anche quest'anno, e i tifosi che lo hanno capito, hanno fischiato e contestato alla fine del match con la Roma, intonando cori per Giovanni Agnelli e Trezeguet. Quello che preoccupa per il futuro, che ormai si chiama solo campionato almeno fino a fine stagione, è innanzitutto la mancanza di gioco della Juve che anche contro la Roma ha offerto una prestazione grigia come contro Bari e Sampdoria. Perso Quagliarella, gli unici in grado di accendere la luce sono Krasic e Aquilani: il primo, in riserva nelle ultime settimane, è entrato soltanto nella ripresa contro i giallorossi, mentre il secondo è rimasto a guardare nonostante per tre volte Delneri lo avesse fatto alzare dalla panchina e alla fine l'ha presa malissimo. Un episodio emblematico della confusione che regna in casa bianconera.
Senza i suoi piedi buoni, è impossibile chiedere gioco alla coppia Melo-Sissoko. Per rinforzare una difesa che continua a imbarcare acqua è arrivato Barzagli ma alla Juve servirebbe ancora qualcosa anche in attacco. Amauri ormai sembra irrecuperabile, e non si possono chiedere miracoli al solito Del Piero. In attesa del rientro di Toni rimane Iaquinta appena tornato dall'infortunio e poi ci sarebbe Martinez, ma contro la Roma Delneri lo ha impiegato ancora sulla fascia con scarsi risultati. L'infortunio muscolare di Pepe, ko contro la Roma come Motta complica ulteriormente i piani del tecnico friulano che non vuole sentir parlare di un modulo diverso dal 4-4-2. Anche la coppa chiesta da Andrea Agnelli è sfumata, non resta che il quarto posto, ma al momento il primo obiettivo dev'essere quello di evitare la depressione: la medicina potrebbe essere una vittoria contro l'udinese di Di Natale. Vista la situazione attuale, è davvero difficile che il capocannoniere del campionato si sia pentito di aver detto no alla Juve in estate.




