Juve, Krasic: "Arbitri..non sono un simulatore"
Giulia Borletto
Questa sera per battere il Milan capolista servirà un Milos Krasic in grande spolvero. Nell'ultimo periodo la "furia serba" non è più stata all'altezza delle prestazione della prima parte della stagione e a testimoniarlo c'è anche il gol che manca dalla sfida di dicembre contro la Lazio. Dalle pagine del Tuttosport Krasic suona la carica e spiega qual è il problema vero della Juventus: "E' una questione di testa e sono sicuro che ne usciremo, soprattutto se rimaniamo uniti e cerchiamo di farlo tutti insieme. Questa squadra non è da rottamare come si potrebbe pensare guardando gli ultimi risultati. Nella prima parte della stagione abbiamo vissuto un momento positivo e abbiamo mostrato qualcosa di buono, al momento in cui serviva un ulteriore salto di qualità sono sorti dei problemi: ci sono stati degli infortuni e ci è mancata la giusta concentrazione. E' capitato di prendere un gol e di reagire nella maniera sbagliata, facendosi prendere dal panico, senza magari tenere nel giusto conto la forza dei nostri giocatori. Quello che dobbiamo fare ora è non spaventarci se la partita si mette male, ma rimanere calmi e concentrati. Siamo forti, dobbiamo crederci: quando abbiamo collezionati 18 risultati utili consecutivi non era per caso, ma perchè riuscivamo a sfruttare meglio le nostre qualità".
Poi fà un appello agli arbitri "Loro fanno il loro lavoro, io il mio. Non vorrei commentarlo. Cosa vorrei dire loro? Che non sono un simulatore e mi dispiace moltissimo che loro lo pensino. E' una situazione molto difficile e ingiusta: vengo ancora giudicato per l'episodio di Bologna e non dovrebbe essere così. Vorrei tendere la mano agli arbitri, il loro lavoro è difficile e li capisco, però visto che hanno studiato le immagini di Bologna chiedo loro di studiare anche il mio tipo di gioco. Sono un giocatore che usa molto il dribbling e questo mi porta a subire molti falli che spesso ora non vengono fischiati. Sono abituato, per carità, ma non vorrei che quel rigore di Bologna debba segnare in modo indelebile la mia persona".




