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Juve, la parola scudetto non è più un tabù

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Antonio Vitiello
lunedì 3 ottobre 2011, 15:272011
autore Antonio Vitiello
03.10.2011 15:272011
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

La parola scudetto fa ancora un po' di paura, ma a Torino, dopo Juve-Milan, la sensazione è che alla corsa per il tricolore si possano iscrivere anche i bianconeri. Il 2-0 maturato nel primo posticipo della storia nel nuovo stadio ha racchiuso tutte le caratteristiche della nuova Juventus, che ha surclassato i campioni d'italia nella corsa, nella fame agonistica e, cosa forse ancora più rilevante, nel gioco. Antonio Conte ha capito che fossilizzarsi sul 4-2-4 non avrebbe sempre portato i frutti sperati e così contro i rossoneri il modulo con tre uomini alle spalle dell'unica punta Vucinic ha scombussolato i piani tattici di Allegri, tradito sì da Ibra e Cassano, che però sono stati sovrastati dalla prova autoritaria della difesa bianconera, con Barzagli e il rispolverato Bonucci baluardi al centro e Lichsteiner e il reinventato Chiellini a chiudere i buchi sulle fasce. Una Juventus quasi perfetta, capace di costruire occasioni in serie prima di trovare i gol nel finale in modo un po' rocambolesco e fortunoso, seppur pienamente meritati. E in una squadra che fa della corsa, della coesione e del sacrificio le sue armi preponderanti non è forse un caso che il capocannoniere a sorpresa sia Claudio Marchisio, alla prima doppietta in carriera e già a quota tre gol in questo campionato.

La forma strepitosa del centrocampista cresciuto in casa sta andando di pari passo con quella di Pepe e di Vucinic, più volte vicino al gol e a proprio agio nel ruolo di unico interprete del reparto avanzato. Dove, ovviamente, non hanno trovato spazio Matri, Del Piero e il confinato in tribuna Quagliarella. Una serata dove gli unici due giocatori sottotono sono stati un disastroso Krasic (sostituito da un vivace Giaccherini) e Vidal, guerriero ma un po' confusionario e impreciso. Volti meno felici in una notte magica per il popolo bianconero, che si gode altre due settimane in testa alla classifica, l'imbattibilità nel torneo e un'atmosfera elettrica e fiduciosa che, da tempo, non si respirava da queste parti. Per una volta le facce tristi hanno preso forma su un'altra panchina...

Fonte: di Luca Gregorio per Sportitalia