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Juve, Padalino: "Vi spiego perchè Chiellini è calato di rendimento"

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Antonio Vitiello
martedì 25 ottobre 2011, 17:062011
autore Antonio Vitiello
25.10.2011 17:062011
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

Da giocatore è stato dapprima il leader difensivo del Foggia champagne di Zeman e successivamente il pilastro delle retroguardie fiorentine di Ranieri e Trapattoni. Oggi invece Pasquale Padalino è un giovane allenatore desideroso di rimettersi in gioco alla guida di qualche squadra professionistica. Nell'attesa l'ex difensore viola studia a trecentosessanta gradi le dinamiche le calcio italiano, TuttoJuve.com l'ha intervistato in esclusiva per scoprire pregi e difetti della sua ex Fiorentina, ma anche per capire le reali potenzialità della Vecchia Signora.

La situazione a Firenze si è fatta rovente: lei che conosce bene la realtà viola, che ne pensa?
"Il vero problema della Fiorentina sono le situazioni irrisolte e non definite, le quali alla lunga stanno diventando deleterie. Mi riferisco ai casi Montolivo e Cerci, giocatori che dovevano e volevano essere ceduti. L'averli trattenuti all'ombra della Fiesole in realtà si sta rivelando soprattutto nel caso di Montolivo controproducente. E tutto ciò non fa altro che creare confusione e tensione nella tifoseria e nello spogliatoio, con la conseguenza che i risultati faticano poi ad arrivare".

La colpa della crisi di risultati viola è di Mihajlovic come dicono i tifosi?
"Mihajlovic ha le sue responsabilità. Non bisogna dimenticare che l'anno scorso promise la Champions League e magari qualche tifoso si è legato al dito i risultati deludenti. Oltretutto la squadra difetta di personalità e il gioco latita. A discolpa del tecnico serbo ci sono però i tanti infortuni che hanno privato spesso i gigliati di elementi fondamentali".

Da questa disamina la Juve dovrebbe vincere agevolmente...
"Invece i bianconeri dovranno stare attenti, perchè sono proprio queste le gare più insidiose. Infatti la Fiorentina vive la gara contro la Juve come un derby e darà il massimo per risollevare il morale dei propri tifosi. Inoltre i viola non hanno nulla da perdere, essendo la Juve una squadra più forte".

Conte è l'uomo giusto per far volare la Juve?
"Sicuramente sì. Antonio è sempre stato, sin da giocatore, un combattente caparbio. La miglior qualità di Conte era il non mollare mai, era lui il vero trascinatore della Juve. Ebbene Conte è riuscito a trasferire la sua mentalità vincente e la sua voglia di migliorarsi sempre nei giocatori, il che abbinato alla cura maniacale dei dettagli che mette nella preparazione delle partite ne fa l'uomo ideale per riportare la Juve alla vittoria".

Dunque lei crede nello Scudetto bianconero...
"Certo, soprattutto alla luce del cammino delle principali rivali come Inter, Milan e Roma, che sinora hanno stentato. La Lazio è rinata e l'Udinese grazie al lavoro capillare dei suoi dirigenti è una splendida conferma, però i bianconeri hanno tutto per vincere il campionato. Il merito è del lavoro certosino di Conte, congiunto a quello operato dalla dirigenza sul mercato con i colpi Pirlo, Vidal e Vucinic".

Che ricordi ha dei suoi Juventus-Fiorentina?
"Sono ricordi bellissimi. Vincere contro i bianconeri per noi a volte valeva una stagione. Superare campioni del calibro di Zidane e Del Piero era una soddisfazione straordinaria".
A proposito di Del Piero, che idea ha avuto sulla querelle con Andrea Agnelli?
"La prima cosa che mi viene in mente è che la società abbia completamente sbagliato la tempistica. Poi per quello che conosco, da lontano, Del Piero non mi sembra che cercasse riconoscenza nella società tanto da costringerla ad un altro rinnovo. Agnelli poteva avere più tatto nel trattare la questione. A questo punto fossi in Alex non mi aspetterei nulla dalla società per l'immediato futuro sia calcistico che dirigenziale".

Da grande difensore, come testimonia la sua gloriosa carriera, che ne pensa del calo di rendimento che ha colpito Giorgio Chiellini?
"Da difensore vi posso dire che non è mai facile cambiare continuamente ruolo come sta accadendo a Chiellini. Una domenica gioca come stopper, quella seguente agisce come terzino. Idem in Nazionale, alla lunga tutti questi cambiamenti di ruolo scombussolano un giocatore, che perde efficacia negli automatismi e può dunque incorrere in un calo di rendimento. Comunque sono convinto che Chiellini da grande giocatore, quale è stato ed è tuttora, si riprenderà presto".

Fonte: di Nicolò Schira per TuttoJuve.com