Juve, quando una telefonata ti regala Lichtsteiner
Giulia Borletto
Una chiamata allunga la vita e non ci riferiamo all'ennesimo spot pubblicitario. La svolta per l'arrivo di Stephan Lichtsteiner a Torino è stata anche questa, un semplice gesto, quasi dimenticato oggi giorno, sommersi come siamo da tecnologia di tutti i tipi e per tutti i gusti. Lo svizzero ha sostenuto ieri le visite mediche che hanno già visto come protagonisti Pirlo e Ziegler. E' lui il terzo arrivo in casa Juventus, una vittoria per Marotta e Paratici, che da quasi un mese marcavano a uomo il terzino, oramai ex Lazio. La trattativa non è stata comunque delle più semplici e lineari. Problemi ce ne sono stati, eccome.
L'accordo con l'entourage del giocatore c'era, forse c'è sempre stato ma il nulla osta di Lotito mancava e si è fatto attendere fino a qualche giorno fa. 10 milion,i bonus compresi, tutti da recapitare alla società biancoceleste: 2 in meno rispetto a quelli richiesti inizialmente. Ma la novità non è questa e a svelarla è lui stesso, al suo arrivo alla clinica La Fornaca nella mattinata di ieri: "Mi ha convinto Antonio Conte con una telefonata, anche se non avrei detto di no alla Juventus". Subito pensava fosse uno scherzo di qualche amico burlone, ma si è dovuto ricredere perché dall'altro capo della cornetta o meglio dell'Iphone c'era proprio lui, il suo futuro tecnico. Non l'ha convinto millantando chissà che cosa, gli ha semplicemente detto la verità raccontandogli per filo e per segno l'idea di Juventus che aveva in testa e di quanto volesse che lui ne facesse parte. Una telefonata ti allunga la vita, ma in questo caso dà inizio ad una carriera.




