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Juventus, addio Champions. Toro, occasione da non perdere

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Redazione TMW.
lunedì 18 aprile 2011, 07:142011
autore Redazione TMW.
18.04.2011 07:142011
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

La quarta vittoria consecutiva avrebbe potuto tenere in vita il sogno Champions, ma nel turno in cui la Roma è caduta in casa e l'Udinese era attesa dalla difficile trasferta di Napoli, la Juve non andando oltre uno scialbo 0-0 a Firenze resta al settimo posto e dice addio all'Europa più prestigiosa, vedendo salire a otto i punti di distacco dalla Lazio, corsara a Catania. Tanti, forse troppi per ipotizzare una rimonta, malgrado l'ottimismo sfoggiato da Delneri alla fine.

Contro i viola, che ritrovavano Mutu in attacco, ma che hanno sempre fatto fatica a finalizzare (ben 13 pareggi in stagione, più di ogni altra squadra) e non sono mai riusciti a battere una grande, la Juve ha dimostrato limiti di gioco e di personalità. Delneri ha schierato una formazione molto prudente, con il solo Matri di punta, inserendo Del Piero e l'ex Toni solo nel finale, quando ormai la gara era indirizzata sui binari dello 0-0. La Juve ha fatto un deciso passo indietro rispetto alle ultime uscite, anche perché Krasic era in giornata no, Aquilani ha acceso la luce del gioco solo a intermittenza, mentre il resto del gruppo difetta di qualità per fare la differenza.

Matri è stato abbandonato al suo destino per larghi tratti della gara, anche se nella ripresa qualcosa di più si è visto, con Bonucci che su azione d'angolo di testa si è divorato un gol fatto a un metro dalla porta. Solo nell'ultima mezz'ora Del Neri ha capito che era necessario rischiare per cercare di vincere, sostituendo un impalpabile Krasic con Del Piero: il capitano ha chiamato Boruc alla prima parata della partita, ma la Juve si è fermata lì, non trovando giovamento dal cambio tra Matri e Toni (fischiato dai suoi ex tifosi), mentre la Fiorentina ci ha provato con molto coraggio ma poche idee.

La Champions adesso è lontanissima, eppure Del Neri (che ha glissato sul futuro, dicendo di avere il contratto anche per l'anno prossimo, pur ricordando che l'ultima parola spetta alla società) ha giurato di crederci: "Con i tre punti tutto è possibile. Da qui alla fine proveremo a vincerle tutte". Anche se potrebbero non bastare neppure 15 punti su 15.

Per il Toro, invece, sfumato da tempo il sogno della promozione diretta, l'obiettivo playoff adesso è vicino come mai, grazie alle ultime tre vittorie. Calare il poker, nel posticipo con la Reggina, vorrebbe dire ipotecare la post season (e forse cullare persino il sogno di andare a prendere Novara e Varese) e mettere a quattro punti di distacco una diretta concorrente pericolosa. I calabresi saliranno a Torino con assenze pesanti, su tutte quelle del bomber Bonazzoli, pure Lerda deve fare i conti con problemi di infermeria, ma per il Toro questa occasione è troppo ghiotta per non essere colta al volo. Pur in una stagione costellata da tante sconfitte e troppe delusioni, c'è ancora spazio per rimediare e inseguire fino a giugno il ritorno nel grande calcio.

Fonte: di Massimo de Marzi per carlonesti.it