Juventus, ecco perché Capdevila non serve più
Marco Conterio
Il calcio funziona così. Lune storte e lune piene. Emozioni e sensazioni, tutto dipende dai risultati. Un giorno è nero, l'altro è bianco. Figuriamoci quando si parla di Juventus e, nello specifico, della difesa bianconera. Centrali e terzini mancini: da Bonucci a Barzagli, passando per De Ceglie e Grosso. Poi Giorgio Chiellini, che è l'anello di congiunzione dei due reparti e non certo a caso. Contro il Milan ha messo in mostra tutto quello che i tifosi della Juventus aspettavano e chiedevano da tempo: solidità, spinta, contenimento, fisico, esperienza.
C'era un tempo in cui lì, sull'out mancino, Marotta e Paratici cercavano un giocatore a spron battuto. Sfumato o quasi Aleksandar Kolarov, che al City ora gioca e da protagonista alternandosi con ottimi risultati con Clichy, l'obiettivo per l'inverno pareva Joan Capdevila, in rotta col Benfica. Ma serve davvero un giocatore in quella posizione? De Ceglie e Grosso, in fondo, possono rappresentare alternative più che valide. La partita contro il Milan, però, ha messo nuovamente in mostra un ritorno all'antico di spessore, col nome ed il cognome di Giorgio Chiellini.
Per questo, al di là di Rhodolfo, che gli addetti ai lavori raccontano come un centrale di valore, potrebbe aprirsi la necessità di piazzare il grande colpo in mezzo alla retroguardia. Barzagli ha dimostrato di potersi giocare tranquillamente una maglia da titolare, Bonucci è in una fase di stallo ma ha già dimostrato ottime prospettive. Manca un uomo per essere davvero internazionali e manca lì. In mezzo alla difesa. Anche perché lo Juventus Stadium ha già scoperto un nuovo-vecchio colpo che tutti attendevano e che finora, lì, mai si era mostrato. Altro che Capdevila. Chiellini sull'esterno ed un centrale deluxe, ecco servita una Juventus ancora più forte e solida.




