Juventus: svolta o capitolazione!
Redazione TMW.
Prima del fischio d'inizio del quarto di finale di Coppa Italia campeggiava sugli spalti dell'Olimpico questo striscione: "Avvocato quanto ci manchi, dopo di te il nulla ...". Già, un vuoto che colma di delusione lo stato d'animo dei tifosi bianconeri, ancora più amareggiati al termine dell'incontro. Del Neri nell'ultima chance di competere per un trofeo, opta per una formazione lenta e senza qualità. Scelte più adatte ad un turno di campionato non impegnativo. Davanti il solito carrarmato Amauri che lanciato a rete da Del Piero, in una delle occasioni più ghiotte della gara, scatta quando la palla è già nelle mani del portiere giallorosso. Martinez viene schierato esterno, nonostante manchi palesemente di brillantezza. Forse sarebbe stato più utile al posto del brasiliano e come sostituto naturale di Quagliarella. In mezzo manca il fosforo e si vede. Siamo d'accordo che questa squadra è in emergenza e ha bisogno di recuperare diversi protagonisti, ma balza agli occhi che questo tecnico è troppo quadrato per un club come la Juventus. Ecco perché si vocifera di un Gianpiero Gasperini in preallarme.
E' chiaro tuttavia che il ridimensionamento delle aspirazioni stagionali non è imputabile solo a Gigi Del Neri. Nella notte di coppa, infatti, è mancata la qualità, ma anche la considerazione della classe arbitrale, incarnata nell'occasione da Damato. Lo stesso arbitro che nella scorsa stagione penalizzò pesantemente la Roma e ne ostacolò la corsa allo scudetto, scatenando l'ira dei tifosi giallorossi riuniti in via Allegri. Non era dunque una gara priva di condizionamenti. Sta di fatto che viene completamente ignorato il rigore di Mexes su Del Piero. Un doppio intervento da dietro di Taddei, sempre sul capitano, non viene sanzionato neanche con il giallo, così come diverse entrate a gamba tesa dei giallorossi. Questa Juventus si dimostra inconsistente dentro e fuori dal campo. Inutili le visite in Fgic per sollecitare la revisione di Calciopoli, inutili i Cda straordinari per ribadire che le risorse a disposizione non lo sono affatto. Moratti intanto continua a concedersi esternazioni del genere: "Il fatto che l'Inter abbia vinto dopo Calciopoli dimostra quanto questa sia stata una vera truffa per il calcio italiano, una prova in più di quanto stava accadendo. Se ho mai pensato di prendere Luciano Moggi? Non mi piace smentire, per carattere, cose che si pensano che siano vere, e comunque non ho mai pensato di prendere Moggi". Secondo un sondaggio del Corriere dello Sport, non di un quotidiano torinese, la stragrande maggioranza dei tifosi, doppiando quelli di parere contrario, reputa la Juventus dell'ultimo scudetto superiore all'Inter campione del mondo. Moratti, dunque, tenendo fede alle sue inclinazioni caratteriali, farebbe bene a smentire se stesso. E' proprio vero che i soldi non danno la felicità e in alcuni casi non servono neanche a candeggiare i successi.
E' incomprensibile comunque l'immobilismo bianconero sul mercato. E' disponibile Antonio Cassano a costo zero, ma viene lasciato al Milan. Nell'intento di ripristinare i buoni rapporti con la Sampdoria, in vista dell'assalto a Gianpaolo Pazzini?. No, perché lo prende l'Inter. Per Reto Ziegler?. No, perché lo prenderà la Lazio. E allora qual'è la strategia?. Cercare Floro Flores, Marco Di Vaio e giocatori assortiti in prestito, che senso ha?. Non è da Juventus!. Cosa ne penserebbe l'Avvocato?. Club al vertice della classifica e in corsa per le coppe, ma non solo, continuano a comprare e ad assestare colpi ad effetto, mentre a Torino sbarcano Luca Toni e Andrea Barzagli. Buoni giocatori per carità, ma non sono quel terzino e quell'esterno alto che mancano per cambiare il volto di questo gruppo. Il Dg Marotta ha annunciato che si farà sul serio solo in estate, così però non si va in Champions. Alcune indiscrezioni riferiscono di un interesse concreto per Montolivo, che andrà in scadenza a giugno 2012 e tergiversa con la Fiorentina sul rinnovo, ma serve una liquidità adeguata. Così come investimenti importanti servono soltanto per riscattare Aquiliani e Quagliarella. Con Dzeko sarebbe stato sufficiente impegnarsi per l'acquisto a giugno, non è stato possibile. Ora si punta su Nagatomo e Matri, ma non basteranno comunque senza un'idea di gioco calzante. La brutta sconfitta di Coppa Italia si è materializzata peraltro sotto gli occhi del giovane Piazon, seduto in tribuna e giunto a Torino per prendere contatto con il suo futuro. Cosa ne avrà dedotto osservando la prestazione dei compagni?. Forse, che un progetto sportivo che implica un passo avanti e due indietro non serve. D'altronde lo sa anche un bambino che per correre prima bisogna imparare a camminare ...




