Lazio, Cragnotti: "Klose è veramente un campione"
Antonio Vitiello
"La Lazio ha giocato per Reja, ora può arrivare molto in alto e Klose è veramente un campione". Parole e musica dell'ex patron laziale Sergio Cragnotti, intervenuto questa mattina sulle frequenze di Radio Manà Manà Sport, nella trasmissione "Millenovecento, laziali doc". "La Lazio nel derby mi è piaciuta, ha giocato con molta grinta e soprattutto con un grande campione come Klose, che insieme ad Ibrahimovic è quello che sta facendo meglio - ha spiegato Cragnotti - . La squadra ha giocato per vincere e ha meritato di ottenere questi tre punti fondamentali senza alcun dubbio. I ragazzi hanno giocato in modo particolare, per il proprio allenatore, un segnale che testimonia come ci sia armonia anche nello spogliatoio".
Gruppo rinforzato nella sessione estiva del mercato dagli arrivi dell'attaccante tedesco che ha deciso in extremis il derby e di Djibril Cisse: "Anche il francese è un campione, è evidente, è un uomo che sa stare in campo, anche se non mi sembra possa avere grande continuità o un'attenzione costante. Malgrado questo anche lui può dare tanto alla Lazio. Lui e Klose sono due grandi acquisti del presidente Lotito".
Rende merito all'attuale gestione societaria Cragnotti, consiglia solo un tassello per rendere ancor più competitiva la squadra ("In linea teorica per la Lazio prenderei qualcosa a centrocampo"), ma non ha dubbi sul potenziale complessivo e sulle ambizioni degli uomini di Reja:" Oggi come oggi c'è un grosso livellamento nel nostro campionato - continua Cragnotti - , Per questo penso che la Lazio possa fare grandi cose. Domenica ho visto la Juventus e sinceramente non mi ha convinto, per non parlare dell'Inter che stenta notevolmente. Le prime sei-sette giornate hanno dimostrato che la Lazio può arrivare molto in alto. La prima cosa però che la Lazio deve fare è quella di ottenere risultati positivi nelle Coppe Europee, in modo da acquisire i punti di merito nelle graduatorie Uefa. Assolutamente io lotterei per andare avanti nell'Europa League".
Uno sguardo l'ex numero uno capitolino lo dedica anche alle novità presentate dalla Roma: "Ha fatto una grande trasformazione, per forza di cose deve pagare lo scotto, non può emergere a leader subito nel nostro campionato. C'è stato un grande cambiamento da supportare passo per passo ed i tifosi devono aver pazienza. Visto la presenza di tanti calciatori giovani, io avrei scelto un tecnico di maggior esperienza rispetto a Luis Enrique. Da punto di vista societario quello di aver scelto un socio estero come Dibenedetto è un grande valore aggiunto. Portare un marchio come Roma nel mondo appartiene ad una mentalità non provinciale, è una scelta strategica giusta, anche se sinceramente non so quali mezzi abbiano".
Un cavallo di battaglia dell'ex presidenza biancoceleste è stata la volontà, poi non portata a buon fine, di costruire uno stadio di proprietà che potesse incrementare introiti e profitti della società: " Un club deve operare nel proprio stadio, ogni iniziativa al di fuori degli impianti di proprietà sono delle pezze calde momentanee che servono solo per tamponare i problemi. Le società hanno il diritto di avere il loro stadio per far vivere ai propri tifosi la vita del club: il problema che intercorre tra Coni e Lazio deve essere superato, lo stadio Olimpico è qualcosa di istituzionale che può anche restare a prescindere. Oggi è complesso fare uno stadio sul piano degli investimenti, ma chi può farlo deve procedere".
"Io ai miei tempi - conclude Cragnotti - , chiesi di poter usufruire dello stadio Flaminio ma non venne concesso dalla amministrazione comunale del tempo per turbative di ambientali che il calcio avrebbe portato in quella zona e anche turbative architettoniche. Tutto questo impedì la ristrutturazione del Flaminio. Perché il presidente Lotito non ha accettato la proposta di Alemanno di usufruire del Flaminio? Questo non lo so, dipende dalle strategie personali: una cosa è certa, io coglierei l'occasione al volo" .




