Lazio, Dias su Zàrate: "Gioca chi si allena meglio"
Riccardo Mancini
Domenica dovrebbe essere regolarmente al suo posto per continuare ad alimentare la volata della Lazio verso l'Europa che conta: nonostante l'infiammazione della parte mediale del ginocchio destro ed il rammarico per l'autogol che ha deciso il match contro il Cagliari, Andrè Dias, infatti, è duro a morire: "Non penso ci siano problemi, - ha esordito all'uscita della Paideia, il difensore brasiliano -. Speriamo di fare un'altra rete, a Palermo ho dimenticato di dedicare il gol a mio figlio. Quella fu una giocata bellissima, quando tornai a casa il mio piccolo mi festeggiò molto, ma la cosa più importante è che la Lazio possa vincere. Se devo dire la verità, arrivare a giocare la Champions League è un mio sogno. Il mio primo desiderio, quello di giocare in un calcio importante, l'ho realizzato vendendo a Roma, il secondo è quello di disputare questa competizione. Penso che ci sono molte possibilità di farcela. Da qui alla fine mancano 11 partite, possiamo arrivare fino in fondo".
Non si nasconde il baluardo di Reja, crede fortemente nella qualità della Lazio, malgrado i soliti limiti di concretezza in fase offensiva: "Non penso che i nostri problemi siano solo davanti, c'è Kozak che è un ragazzo molto giovane e sta facendo bene, Floccari che è appena tornato dall'infortunio, speriamo che domenica possiamo fare meglio da questo punto di vista".
Scagiona le sue punte, ma quando il discorso finisce su Zàrate si schiera apertamente con le scelte di Reja, che negli ultimi tre incontri l'ha relegato in panchina: "Penso che scendano in campo dal primo minuto coloro che si allenano meglio - tuona senza indugi Dias - , Credo sia in questo modo che ragiona il mister. Se io durante la settimana ho lavorato male non posso giocare domenica. Per questo che ora stanno giocando Sculli e Kozak, perché negli allenamenti vanno bene. La domenica deve giocare chi si allena meglio". Più chiaro di così non era possibile. Inutile incalzarlo ulteriormente, tanto vale chiudere su quello che ormai è il traguardo dichiarato della stagione biancoceleste: "Non possiamo pensare a Napoli, Inter o Milan, il nostro obiettivo deve essere quello di vincere la nostra partita e dopo si vedrà".




