Lazio, Klose fa sognare mentre Zàrate cresce. Arrivato Kozak
Riccardo Mancini
Pioggia battente che ruba la scena al timido sole. Ecco la consueta scenografia offerta dalle Tre Cime di Lavaredo per la nuova Lazio di Edy Reja. Lazio bagnata, Lazio fortunata e la Pievigina dopo l'Union Ripa diventa vittima sacrificale dell'armata biancoceleste. Innesti, colpi a sorpresa e campioni di caratura internazionale. La nuova creatura modellata sul mercato dal duo Tare-Lotito prende forma. Reja studia la squadra del domani e ragiona sul modulo tattico più adatto. 4-3-1-2 è la scelta del giorno (alternato nelle amichevoli al 4-2-3-1 modulo già memorizzato nella stagione che fu, ndr). Il problema del gol in casa biancoceleste è una questione da risolvere e il tecnico goriziano ha deciso di farlo sin da ora, dando spazio alla spinta offensiva dei suoi nuovi arrivati. È la gara di Klose che in avanti si lascia affiancare da Rocchi. Mirosav il bomber, Mirosav il rifinitore, Mirosav il campione si sta prendendo la Lazio e lo sta facendo con entrema semplicità, quella che lo contraddistingue, quella che ne esalta le doti, quella del bomber vero. Non c'è Cissè (Reja lo lascia a riposo, ndr) e Klose guida l'attacco come sa. L'ex-Bayern Monaco cala la maschera e si mostra per la terza volta allo sguardo incuriosito della sua nuova tifoseria. Delizia la platea con gol, assist e giocate d'alta scuola, rendendo semplici anche le giocate più difficili. È stato acquistato per sopperire l'assenza di un centravanti vero, ma lui nella nuova Lazio ha voglia di strafare. Si abbassa sulla mediana, attira a se gli avversari liberando i compagni di reparto e poi, quando trova il pertugio giusto affonda il colpo senza pietà. Tre gol, due assist e tanto buon gioco per Miro: il bomber del precampionato biancoceleste. Ben 9 gol in 120' per prendersi scettro e corona della Lazio che verrà. Gli è bastata un'ora di gioco contro il Pievigina per saltare in vetta alla lista degli attaccanti di Reja. Mirosav apre le danze all'8' con un tapin vincente, per poi siglare ancora al 14' di rapina a pochi passi da Spironelli, portiere pievigino. Un uno due, seguito da tanto gioco e un assist giunto al 31' dopo una ubriacante serpentina su tre avversari, prima di servire ad Hernanes un pallone d'oro per il 4-0 (l'altra marcatura è stata siglata da Brocchi su rimpallo al 20', ndr).
L'attacco guidato da Klose punge e come, per la gioia di Edy Reja. La macchina biancoceleste corre come una fiammante fuoriserie: sostenuta da forza, muscoli e qualità in mezzo al campo. Ledesma affiancato da Borocchi e Mauri disegna geometrie da dietro, mentre in difesa Konko macina chilometri contando sulle chiusure repentine di Biava e Stendardo, con Radu che garantisce il suo a sinistra. La Lazio è praticamente fatta. Questa nel modulo e nelle scelte (per 9 undicesimi, ndr) è la squadra preferita dal tecnico goriziano. Mancava Dias, per un infortunio muscolare (domani rientra in gruppo, ndr), mentre Cissè ha già prenotato il posto al fianco di Klose. Tutto deciso o quasi, se non fosse per quel Mauro Zàrate che sta intensificando ritmi e carichi di lavoro per mandare in tilt le scelte del tecnico laziale. Schierato nel secondo tempo in tandem con Floccari, l'argentino si è mosso molto segnando un gol e svariando per tutto il settore offensivo. Per lui tanti applausi, ma anche qualche timido fischio, recapitatogli da chi smania per riabbracciare il talento che fu. Tra le note liete oltre al solito Hernanes, che fraseggia una lingua sopraffina con Mirosav Klose, c'è anche l'instancabile Sculli. L'ex genoano quando è chiamato in causa non sbaglia un pallone e mostra una condizione da far invidia. Bella la sua prova anche in virtù della grande duttilità tattica che lo contraddistingue. Gioca largo a destra come centrocampista e punge in avanti quando occorre. In campo è un esempio per i nuovi arrivati ed uno sprono per i senior. La gara scivolava via fluida sino al 90', calando il sipario con un 8-0 che non mostra sbavature. Nel tabellino entrano per la cronaca anche Biava e Sculli. La gente applaude soddisfatta. I vessilli laziali sventolano all'ombra delle Tre Cime di Lavaredo. Sta nascendo una nuova Lazio e i presupposti sono di quelli che fanno sognare.




