Lazio, la prima volta di Zàrate-Kozak
Riccardo Mancini
Zàrate e Kozak fanno le prove generali, doppietta del numero 10 e sigillo del gigante grezzo. Non è una proiezione ottimistica in vista del match con il Chievo, ma il tabellino della partitella in famiglia andata in scena questo pomeriggio presso il quartier generale biancoceleste. La classe dell'argentino e l'irruenza fisica del ceco, per la prima volta insieme dal primo minuto in campionato. Complice anche il ritardo di condizione di Sculli (oltre le defezioni di Floccari e Rocchi), la scelta nei pensieri di Reja sembra già presa. Velocità con forza fisica, dribbling e quel solito eccesso di creatività con stacco aereo e pragmatismo: eccoli, muoversi in tandem a 72 ore dall'impegno con i veneti. La voglia di riprendersi la Lazio di Maurito con la fame di affermarsi definitivamente di Libor, un mix esplosivo di motivazioni che Reja cercherà di sfruttare al meglio per restituire alla manovra offensiva della Lazio la brillantezza e la lucidità dei tempi migliori (oggi l'attacco capitolino è l'ottavo della serie A). In 23 giornate ce ne sono visti di avvicendamenti nel reparto avanzato, però Kozak e Zàrate non sono mai partiti con gli onori e gli oneri della titolarità. Un paio di staffette con Bologna ed Udinese e qualche spezzone finale di gara l'uno al fianco dell'altro: 7' a Cesena, 2' con il Genoa, 15' con il Lecce, 13' con Sampdoria e Bologna (ritorno). Meno di un'ora effettiva a disposizione per cercare di plasmare caratteristiche tecniche tanto diverse, quanto potenzialmente perfette se combinate al punto giusto: Kozak e Zàrate, i centimetri della classica prima punta con l'estro della tipica seconda punta di qualità. Il primo pronto a sgomitare (senza offesa per Bonera) tra le maglie della difesa avversaria in cerca della "spizzata" giusta, l'altro proiettato ad attaccare la profondità. E' quello che domenica sarà chiamato a fare con continuità l'argentino.
E' l'aspetto su cui batte con insistenza Reja, il più grande limite di natura tecnica che dal 14 febbraio (prima partita in biancoceleste) ad oggi il goriziano sta cercando di limare. C'ha lavorato con insistenza oggi, proseguirà a farlo nelle prossime due sedute di allenamento, quando a Maurito verrà rispolverato il solito input. "Una volta raggiunto il fondo del campo mettila al centro e non perderti in inutili serpentine". Non serve sfogliare il manuale del calcio, basta rivedere il contropiede che contro la Fiorentina è valso il 2-0: spunto sulla sinistra di Sculli ed immediato assist sul secondo palo per il liberissimo ceco. Le due giornate di stop forzato sono servite all'argentino per sbollire la pressione di un momento critico, che come un anno fa l'avevano riposizionato in vetta alla lista dei colpevoli. Ingeneroso, ma ora deve dimostrarlo spalla a spalla con il gigante venuto dell'est. Quattro mesi dopo, il Chievo torna ad assumere un valore simbolico per il percorso (presente e futuro) di Zàrate. All'andata siglò la prima liberatoria rete della sua stagione. Sfogò la frustrazione di mesi di astinenza versando lacrime sulla spalla di Floccari. Domenica il castigo terminerà e l'incrocio con i giallo-blù potrebbe avere lo stesso significato di rinascita.




