Lazio, Ledesma: "Ecco qual è il mio sogno"
Riccardo Mancini
Li vediamo tutte le settimane su quel campo verde rincorrere il pallone ed una vittoria ad ogni costo, ma spesso ci si dimentica che dietro la maglia oltre il nome, oltre il numero ed oltre il calciatore c'è prima di tutto un uomo, una persona comune di quelle che puoi incontrare passeggiando per strada. E forse è proprio il lato umano, quello personale che desta sempre più curiosità tra i tifosi, conoscere le abitudini, i sogni, i pregi e i difetti dei tuoi idoli fuori dal rettangolo di gioco. Magari non ci si aspetterebbe mai che Cristian Ledesma da bambino sognasse di fare il falegname, prima di prendere davvero sul serio il calcio a dieci anni e capire che sarebbe diventato il suo lavoro quando esordì nella squadra della sua città, Buenos Aires. Il centrocampista biancoceleste si è 'messo a nudo' in un'intervista doppia con Francelino Matuzalem a Lazio Style Radio, per raccontare di sé, della sua famiglia, dei suoi sogni. Per raccontarsi come uomo prima che come calciatore.
"Sono serio, troppo ordinato ed estremamente sincero": questi i tre aggettivi per descriversi, tre aggettivi per descrivere un ragazzo di 28 anni che in campo come fuori ha sempre mostrato la sua pacatezza, la sua diplomazia e la sua cordialità nonostante sia raro scoprire un sorriso sul suo volto. E pensare che quando giocava in Argentina lo aveva soprannominato 'Il Cattivo', un appellativo che ben poco sia addice a chi come lui porta alto un valore fondamentale, quello della famiglia; lui che viene da una famiglia unita e numerosa di ben otto tra fratelli e sorelle, lui che senza pensarci un secondo dice: "Il mio idolo? Mio padre", lui che proprio in Italia ha trovato l'amore e ha potuto costruire la sua di famiglia: "Con mia moglie Marta è stato amore a prima vista, mi ha colpito come persona. Con lei ho due figli, Alice e Daniel". Appassionato di storie antiche, Ledesma preferisce un buon libro ad un videogioco, arriva a Formello con la sua Range Rover e quel numero 24 dietro la sua maglia non è casuale perché è il suo numero preferito, il giorno della sua data di nascita. E quando parla dei suoi sogni il regista biancoceleste sa coniugare la semplicità di un uomo all'ambizione di un calciatore: "Il mio sogno? Essere felice...E vincere qualcosa di importante con la Lazio, Scudetto o Champions League vanno bene entrambi!"




