Lazio, Reja: "Dobbiamo vincere la partita della vita"
Antonio Vitiello
È l'ultimo appello per l'Europa, l'ultima chiamata per cercare di riprendere un cammino che è stato portato avanti a stento in questa fase a gironi che non sembrava essere poi così proibitiva. Fino a questo momento però la Lazio non è riuscita a dimostrare di essere superiore alle avversarie, non è riuscita per suoi demeriti e anche per molta sfortuna, ma domani ci sarà l'ultima opportunità per cercare di rimettere le cose apposto. Purtroppo la squadra di Reja non sarà più padrona del proprio destino e anche una vittoria contro lo Sporting Lisbona potrebbe non bastare, ma provarci fino alla fine è d'obbligo e solo al triplice fischio si guarderà la classifica finale per capire se l'avventura europea continuerà oppure no. È questo l'ordine del tecnico goriziano che ha analizzato l'imminente partita nella consueta conferenza stampa della vigilia: «La giocheremo al 100%, sento dire che i portoghesi sono già qualificati, che è una partita che non ha senso per loro. Pensarla così sarebbe il più grande errore che potremmo commettere. Dobbiamo giocare al massimo delle nostre possibilità perché le partite Uefa sono aperte a tutti e noi dovremmo fare la partita della vita, perché arrivati a questo punto diventa fondamentale giocare tutte le nostre carte per passare il turno».
VINCERE, POI SI FARANNO CALCOLI - Difficile spiegare i tentennamenti della Lazio in Europa League, una situazione molto diversa da quella che si registra in campionato dove i biancocelesti stanno dimostrando di essere squadra di vertice: «Delle volte ho pensato anche io a questa situazione, ma se consideri le prestazioni, compresa quella con lo Sporting all'andata, non meritavamo la sconfitta. Abbiamo creato opportunità, siamo stati sfortunati e sul risultato pesano anche alcuni episodi arbitrali. La partita sbagliata è stata quella con il Vaslui in casa quando abbiamo preso due gol evitabili. Pensavamo fosse più facile rispetto al previsto, perché in Europa dobbiamo giocare sempre al massimo delle nostre possibilità. Ci vuole esperienza, maturità e consapevolezza che quando vai giocare in Europa non è come giocare nel campionato italiano». Non ci sarà tempo per fare tanti calcoli, Reja lo sottolinea a più riprese anche quando gli viene domandato se la possibile qualificazione possa modificare i piani futuri della Lazio anche in ottica campionato: «Intanto facciamo questo risultato. Ora conta fare una buona prestazione e cercare di vincere. Aspettiamo il risultato di Zurigo, poi se dovessimo centrare questo obiettivo valuteremo e faremo le dovute considerazioni». Il tecnico goriziano vuole pensare solamente alla sua squadra anche perché dall'altra partita del girone si aspetta correttezza: «Secondo me a Zurigo la partita la faranno. A livello europeo la situazione è così, noi siamo un po' maliziosi. Nessuno ci sta a perdere, lo stesso Lisbona non penso che venga a fare la passeggiata. Stessa cosa per lo Zurigo con il Vaslui, penso che in Europa League giochino tutti così come dovrebbe essere sempre costantemente. La partita di calcio va sicuramente giocata come si deve, almeno questo me lo auguro».
ROSA RIDOTTI AI MINIMI TERMINI, SICURO IL 4-2-3-1 - La Lazio arriverà a questo incontro con la rosa ridotti ai minimi termini, e il quadro sanitario non finisce di portare ulteriori notizie negative: «Siamo in condizioni non facili, anche per l'elenco che abbiamo dato per l'Uefa, dovrò verificare oggi pomeriggio i giocatori a disposizione. A metà campo abbiamo già dei problemi, in difesa stessa cosa qualche problemino c'è cercheremo di mettere in campo la miglior squadra possibile. Speriamo che Radu non abbia dei problemi perché volevo dare un turno di riposo a Lulic e Gonzalez che sono due giocatori che fino a questo momento hanno speso moltissimo. Però aspetto, vedremo domani e verificheremo le condizioni di tutta la rosa. Abbiamo Bizzarri e questa è già una garanzia, anche perché è un po' di tempo che non vede la porta e penso che meriti questa opportunità e questa considerazione». Si dovrà attendere quindi domani per fare la conta e mettere in campo la miglior squadra possibile con il modulo 4-2-3-1: «Non ci sono altre soluzioni, abbiamo i due mediani Ledesma e Cana. Abbiamo Hernanes e penso di riproporlo anche domani. Sculli gioca e Cisse anche. Devo fare una scelta tra Kozak e Rocchi e deciderò domani. Albano è l'unico sicuro del reparto difensivo poi dovrò valutare le condizioni di tutti».
DALLA VITTORIA DI LECCE AL TAVOLO DELLA PACE - Reja arriva a questa partita forte della vittoria ottenuta su un campo difficile come quello di Lecce, tre punti sudati ma che hanno dimostrato ancora una volta la mentalità vincente di questa squadra, che ha saputo adattarsi passando a un'inedita difesa a tre: «Nelle condizioni in cui eravamo ho dovuto giocoforza ricorrere a questo rimedio. È stata una valutazione momentanea ma quest'anno abbiamo sempre giocato con i quattro e vorrei mantenere questo assetto. È chiaro che poi durante la gara posso anche cambiare, anche perché so benissimo che sia Gonzalez e Lulic possono fare questo tipo di ruolo sulle zone laterali. Ho provato questa soluzione e infatti il secondo tempo abbiamo sofferto meno. Sicuramente siamo riusciti a vincere la partita, non disputando una delle migliori partite, ma come ho detto anche ieri quando una squadra ha valori importanti, pur non giocando bene ci sono i grandi campioni che possono tirare fuori i colpi. Per fortuna la Lazio ce li ha e spesso sono decisivi». Un colpo decisivo è stato anche quello tirato fuori da Lorik Cana che sembra aver ritrovato quella verve che fino a questo momento non era riuscito a dimostrare in maglia biancoceleste: «Qualche prestazione l'ha fatto alternando prestazioni positive ad altre un po' meno. Quando è arrivato si aspettava chiaramente grande spazio e purtroppo per un motivo o per l'altro non glielo ho dato, anche perché avevo Ledesma e anche Matuzalem che conoscevo già. Lui si doveva inserire piano piano, mi sembra che lo stia facendo. Adesso ha l'opportunità e lo deve fare senza strafare, lo spero perché è un ragazzo che merita». Infine il tecnico ha espresso anche la sua opinione sulla mancata presenza di Lotito al "Tavolo della Pace": «Lotito anche se non partecipa visto che l'hanno bandito [ride], penso che al di là di tutto sia uno che ha considerazione e che ha fatto molto per cercare soluzioni e trovare accordi, trovando spesso il favore anche degli altri presidenti. Ci è riuscito a mio avviso e penso che proprio per questo la Lazio possa essere tenuta comunque in considerazione».




