Lazio, Reja: "Dopo Cissè bisogna sfoltire"
Riccardo Mancini
L'argomento del giorno in casa Lazio è Djibril Cissè, l'arrivo del francese sulle dolomiti è coinciso con una piccola presentazione ufficiale alla gente prima dell'inizio della gara. Cissè è uno dei nomi fortemente voluti da Edy Reja: "Ho parlato con lui, ha già lavorato per una quindicina di giorni, non con il pallone, ma ci sarà il tempo necessario per inserirlo gradualmente", ha detto il goriziano. Da un campione ad un altro, quello che più di tutti nel pomeriggio ha impressionato è stato Miro Klose, autore di una cinquina e attaccante di classe ed esperienza innate: "Lo conosciamo tutti, è uno che ha sempre visto la porta. Un acquisto importante non c'è che dire, sa i movimenti che deve fare, ci sarà bisogno di un tempo di inserimento, ma già lo vedo in allenamento, è uno che si stacca dalla marcatura, spazia sulle zone laterali e fa anche le rincorse". Dalle indicazioni degli ultimi giorni sono emersi i due moduli su cui sta lavorando Reja, il 4-3-1-2 ed il 4-2-3-1. Le prove nel match di oggi hanno portato solo conferme: "Non credo sia un discorso di moduli, cerco di mettere i giocatori giusti nelle posizioni giuste. Nel primo tempo abbiamo giocato con due punte, nel secondo tempo con un centravanti e due larghi sulle fasce come Zarate e Sculli, che poi sono le loro caratteristiche. Abbiamo qualche alternativa in più in modo da non essere prevedibili, se hai giocatori che ti permettono anche di cambiare modulo all'interno di una gara puoi avere più soluzioni per vincere". Ci sarà discussione sul ruolo di Zarate in questa squadra il prossimo anno, e non sarà solo un discorso di posizione in campo: "E' un giocatore importante e troverà spazio come lo troveranno tutti gli altri. Con Klose, Cissè, Zarate, Rocchi, Sculli, Kozak e Floccari abbiamo sette attaccanti di tutto rispetto è chiaro che qualcuno dovrà trovare un'altra soluzione perché così siamo un po' tanti". Uno dei nuovi acquisti più curiosi da scoprire è Senad Lulic, un terzino sinistro tutto destro che attacca benissimo gli spazi e può essere utilizzato come jolly sulle fasce: "Lui è stato sempre destro, dovrò pensare di utilizzarlo anche a destra.
Parlando con il ragazzo ha detto che per lui è uguale, ha giocato sempre un po' più offensivo rispetto a Radu che è un po' più bloccato. E' un giocatore prevalentemente d'attacco, spinge, ha una bella falcata, un discreto piede e cerca sempre l'inserimento. Pensavo di provarlo anche da centrocampista anche nel 4-4-2, sono situazioni che verificheremo da qui in avanti nei test più importanti". Le scelte del campo delineano un altro possibile duello di quest'anno quello tra Mauri ed Hernanes, per il ruolo da trequartista. I due sotto le dolomiti sono stati provati sempre in maniera speculare: "Hernanes ha fatto un ottimo lavoro giocando trequartista lo scorso anno, sono un po' diversi è chiaro che sono un po' diversi tra loro. Mauri cerca gli spazi e si butta dentro, il brasiliano rifinisce e ha un buon tiro da fuori. Potrebbero anche giocare insieme, magari con Mauri interno ed Hernanes trequartista ma pure viceversa, visto che entrambi hanno fatto anche la mezz'ala. Non sono in concorrenza sono giocatori importanti, si dovranno via via trovare le soluzioni, quando hai una rosa di tanti giocatori, e molti sono di qualità, devi anche fare delle scelte, tutto sta nell'intelligenza dei ragazzi di accettare certe scelte. La Lazio per essere competitiva deve avere una rosa adeguata, perché deve giocare su tre fronti, l'importante è rimanere uniti". Il mercato non è ancora chiuso, bisogna lavorare parecchio in uscita, ma forse ci potrebbe essere pure qualche sorpresa ulteriore in entrata: "Bisogna sistemare alcuni ragazzi che stanno soffrendo, ma se ci sarà possibilità di fare qualcosa in entrata sarà fatto. Il numero giusto della rosa? Venticinque-ventisei elementi".




