Lazio, Reja: "La Champions sarebbe un sogno"
Antonio Vitiello
Ultima partita prima delle vacanze natalizie. La Lazio affronta il Chievo nel recupero della prima giornata di campionato saltata per il mancato accordo sul contratto collettivo e i biancocelesti hanno assolutamente bisogno di una vittoria dopo il pareggio con l'Udinese, ma guai a sottovalutare i clivensi che soprattutto nell'ultimo periodo hanno dimostrato di essere in netta ripresa come ha confermato il tecnico della Lazio Edy Reja nella consueta conferenza stampa della vigilia:
Che partita sarà quella contro il Chievo?
"Lo conoscete il valore del Chievo, da un paio di partite gioca con grande intensità. Ha ottimi valori soprattutto dalla metà campo in avanti ed è una squadra organizzata. Di Carlo è bravissimo dal punto di vista tattico ed è bravissimo a chiudere tutti gli spazi, l'ho visto giocare con l'Udinese. Se la Lazio riesce a mantenere i ritmi e l'intensità messa in capo con l'Udinese è chiaro che dovremmo avere i favori del pronostico. Dobbiamo sfruttare l'ultima partita prima della sosta per mantenere le posizioni di prestigio. Dobbiamo anche capire in che condizioni sono i giocatori e capire se quelli che hanno giocato domenica mi possano dare garanzie dal punto di vista mentale e fisico. Se posso però farò qualche variante rispetto alla gara con l'Udinese".
Quale regalo di Natale vorrebbe trovare sotto l'albero?
"L'ho già detto, non penso che sia un segreto ed è quello di fare meglio dell'anno scorso, migliorare la classifica. La Champions? Sarebbe bello, un sogno, il coronamento di questa crescita costante della Lazio in questo scorcio di tempo in cui sono stato qui".
Quale voto darebbe al 2011 della Lazio?
"Darei un 7+ per il rendimento che ha avuto, per l'espressione del gioco e l'intensità che ha tenuto in questo periodo. Siamo una delle squadre più in condizione e a parte una partenza in cui abbiamo perso qualche punto per strada abbiamo raggiunto le posizioni di vetta".
Si può parlare di un turno favorevole?
"Le partite non sono mai scontate e vincere non è mai facile. È un turno in cui dobbiamo cercare di vincere, ma per la Lazio tutte le partite sono da vincere. Ne abbiamo l'obbligo a prescindere dall'avversario, anche contro l'Udinese abbiamo cercato in tutti i modi di vincerla. Ho visto che qualche critica è venuta fuori per il cambio di modulo ma la partita l'abbiamo fatta. Abbiamo giocato nella stessa maniera dell'altra squadra ma perché gli elementi erano quelli. La variante è stata davanti caso mai davanti con la panchina di Hernanes e l'inserimento di un giocatore più offensivo come Sculli. Qualche cambio tattico l'ha fatto poi Guidolin a partita in corsa, alcune mosse che ci possono stare. Ho sentito qualche lamentela e dico che è stata una grandissima partita della Lazio, non credevo che dal periodo da cui venivamo si potesse mantenere questi ritmi".
Nella mancata vittoria con l'Udinese può aver influito la non espulsione di Benatia?
"L'avevo visto questo fallo, dalla panchina e ci poteva stare visto che ha fatto due falli nel giro di pochi minuti. Anche il recupero mi aspettavo qualche minuto in più. Non so se poteva avvantaggiarci ma mi è sembrato poco questo recupero".
C'è il rischio di un calo di concentrazione visto l'approssimarsi delle vacanze?
"Alla chiusura ci sono quasi le "valigie pronte" come si suole dire. È una situazione che escludo nel modo più assoluto perché i ragazzi vogliono chiudere questo periodo con un risultato positivo. Questo è quello che sento dentro lo spogliatoio, e dobbiamo fare una grande prestazione per avere la meglio, anche perché in casa abbiamo avuto qualche fatica".
Questa differenza tra rendimento interno ed esterno può causare qualche problema psicologico?
"Se giochiamo come l'altro giorno con l'Udinese, e come in altre occasioni non credo. Se giochiamo con le nostre capacità e con questa condizione poi grande aiuto ce l'ha dato il tifoso laziale, trascinandoci per tutta la partita e facendosi trascinare da noi con la nostra prestazione. Abbiamo sentito il calore, dobbiamo riuscire insieme a convincerci che siamo una grande squadra, soprattutto in casa visto che dobbiamo fare qualcosa di più".
L'Equipe scrive di Cisse all'Auxerre, cosa ne pensi?
"È un ragazzo orgoglioso nel senso che non ci sta ad avere questo tipo di rendimento perché lui vorrebbe dare qualche cosa, visto che dove è andato ha sempre dato, al di là delle difficoltà che può avere avuto e degli infortuni che ha avuto che sicuramente hanno complicato un po' la sua carriera. Ultimamente però mi sembra recuperato dal punto di vista fisico, ha bisogno di trovare la sicurezza in sé stesso perché questo è un giocatore che ha un potenziale enorme. Ha potenza, tiro, è uno che ha sempre fatto gol. Deve trovare fiducia in sé stesso e questo spero che capiti possibilmente domani perché le mie intenzione sono quelle di optare per farlo giocare. Mi piacerebbe che si sbloccasse perché a noi potrebbe dare una grossa mano".
Hernanes torna in campo?
"Quelli che ho tenuto in panchina sicuramente sono intenzionato a farli entrare, ancora però non posso dare indicazioni perché devo valutare le condizioni di tutti quanti. Konko sicuramente è anche lui un candidato a rientrare, è stato tenuto a riposo ma adesso ha recuperato e dovrebbe giocare. Il mio problema sarà quello di mettere in piedi una squadra che possa dare una certa intensità, devo avere garanzie che siano non al 100% ma almeno il 98%. Per affrontare il Chievo e fare bene bisogna dimostrare intensità e forza fisica".
Diàs ce la fa a giocare due partite nel giro di così pochi giorni?
"Lui dal punto di vista fisico non ha problemi. Ha un leggero fastidio al ginocchio ma è un giocatore che recupera velocemente, ha fibre forti e la testa giusta per sapersi gestire. I difensori poi non sono come i centrocampisti, non è che non faticano ma hanno distanze più brevi ed è una resistenza decisamente diversa anche se ci sono partite a distanza ravvicinata".
Cosa ne pensa del gol non assegnato a Klose?
"Non sono valutazioni che posso fare. Lui ha tirato e qualcuno dice che la palla non era indirizzata in porta. Almeno per quanto mi riguarda dalla panchina mi sembrava che avesse tirato e la deviazione è una cosa normalissima. Ho visto delle volte assegnare dei gol anche diciamo un po' più discutibili, ma queste sono valutazioni che non sta a me prendere".
Cosa non salverebbe di questo 2011?
"Rimanendo alle ultime notizie, sono notizie che fanno male al calcio, per uno come me che ha sempre amato questo sport. Sono sempre stato leale e corretto. Queste sono notizie che mi feriscono profondamente e mi dispiace molto anche per Cristiano Doni perché è stato un mio giocatore, uno dei più forti che ho mai avuto, quindi ci sto doppiamente male. Vorrei che il calcio italiano vivesse stagioni meno tribolate. Mi piacerebbe che con il nuovo anno cominciasse una nuova era, con più limpidezza e che veramente venissero fuori i valori veri".
I gol subiti possono essere ricondotti agli infortuni che hanno colpito Diàs e Biava?
"Ho fatto anche io questa considerazione però quando gioco forza sei costretto a cambiare spesso certi meccanismi vengono a mancare, sono frazioni di secondo. Ci possono stare queste situazioni, dal punto di vista del reparto e delle caratteristiche. Nonostante il turnover però mi sembra che la squadra abbia retto molto bene questa situazione. Ovviamente si può migliorare, ne discutiamo costantemente all'interno dello spogliatoio ma i risultati stanno venendo, non posso gettare la croce sulla squadra perché prendiamo un po' di gol in più. A me interessa il rendimento e dobbiamo essere solo contenti".
Quali sono le difficoltà di affrontare le squadre che vengono a chiudersi qui all'Olimpico?
"Le difficoltà le abbiamo avute sempre con le cosiddette "provinciali". Ma abbiamo qualità, forza fisica, giocatori che saltano l'uomo e le gare sono fatte di episodi, ma resta il fatto che abbiamo sempre creato occasioni anche contro l'Udinese, solo che certe volte manca lucidità sotto porta. Spero che da domani e soprattutto con l'anno nuovo si riesca a concretizzare le occasioni che ci capitano".




