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Lazio, Reja: "Ora puntiamo al terzo posto"

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Riccardo Mancini
lunedì 18 aprile 2011, 18:092011
autore Riccardo Mancini
18.04.2011 18:092011
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Marco Iorio/Image Sport

"Prima ci guardavamo alle spalle, ora dobbiamo cercare di raggiungere le squadre che sono davanti a noi". C'era una volta l'Edy Reja calcolatore, che aggiornava domenica dopo domenica le tabelle di marcia e teneva il conto dei punti che separavano la Lazio dalla "quota 40", valevole per la salvezza matematica. Ora che il raggiungimento di un piazzamento Champions non è più un sogno da custodire gelosamente in un cassetto, ma una realtà da cavalcare fino in fondo, il tecnico goriziano ha sciolto le catene della diffidenza. Gongola, ripensando al sonoro poker calato nel palcoscenico del "Massimino", si esalta riflettendo sulla vincente mentalità che sta animando il rush finale della sua squadra. Alla sentenza del campionato mancano ancora 5 lunghe giornate, ma oggi la Lazio corre, diverte e si diverte, ha preso piena coscienza delle proprie qualità, guarda lontano, non si accontenta di difendere con i denti la quarta piazza, ha scelto di non precludersi la possibilità di andare oltre.

"LA VITTORIA DELL'UDINESE HA COMPLICATO TUTTO, MA NOI PUNTIAMO AL TERZO POSTO" - Il terzo posto (che permetterebbe di evitare i preliminari Champions) è a soli tre punti e domenica c'è lo scontro diretto alla Scala del Calcio contro l'Inter: "Siamo sereni e convinti di come la squadra sta giocando in questo momento - ha spiegato Reja ai microfoni di Lazio Style Radio - Stiamo bene fisicamente e mentalmente, abbiamo acquisito una mentalità vincente e questa è davvero una grande conquista che ci può permettere di guardare al proseguo della stagione con ottimismo. Sabato sarà il primo scontro diretto di un calendario davvero molto difficile. Sarà dura, mi aspetto una reazione da parte dell'Inter, ma noi dobbiamo cercare di andare a vincere dappertutto, a cominciare dal match con i nerazzurri. Se consideriamo l'ultimo periodo, l'Inter potrebbe non essere al massimo fisicamente, ma ciò che conterà sarà il nostro atteggiamento. Non dobbiamo avere paura di nessuno". Fa il temerario Reja, punta forte sulla crescita caratteriale dei suoi, ma non abbassa la guardia, ancor di più dopo il sorprendente blitz dell'Udinese al San Paolo: "Non me l'aspettavo proprio, è stato davvero un peccato - confessa il tecnico goriziano - , E' un risultato che ora condiziona tutto il calendario in testa alla classifica. Soprattutto in virtù dello scontro diretto di Udine sarebbe stato importante staccarli. Senza contare che ora l'Inter avrà ancora la motivazione di giocarsi il secondo posto con il Napoli. Lo stesso Milan, che è ad un passo dallo Scudetto, ora potrà gestire. Adesso è chiaro che i punti necessari per raggiungere il piazzamento Champions aumenteranno". Non basteranno i 65 punti che nel 2007 proiettarono l'allora compagine di Delio Rossi nell'Europa che conta: "Questa volta non saranno sufficienti, potrebbe anche non bastare arrivare a quota 68-69. Per farcela noi dovremmo avere un rendimento straordinario, ma resto ancora fiducioso, dobbiamo ragionare partita per partita, continuando con questa determinazione, questo impatto vincente alle gare. Già ad inizio stagione abbiamo visto che la squadra c'era, ma successivamente c'è stata una crescita costante dal punto di vista della consapevolezza. Siamo una buona squadra e soprattutto un ottimo gruppo. Gioca l'uno o gioca l'altro è indifferente. Abbiamo avuto una costanza di risultati importante e siamo stati in grado di rialzarci ogni volta che siamo caduti. Questa squadra ha una tenuta mentale importante".

"RITARDO ZARATE? ALTRI SONO ANDATI IN TRIBUNA" - E' un ciclone a cielo aperto il tecnico biancoceleste, non sta nella pelle, elogia la compattezza difensiva dei suoi e sorride ripensando alla sterilità che per gran parte della stagione ha bloccato il suo reparto offensivo. Tre gol a Napoli ("Anzi quattro contando quello annullato a Brocchi", corregge Reja), due al Parma, quattro a Catania, dove ad esaltare la Lazio sono state soprattutto le giocare dei "fantastici 4". Da Mauri ad Hernanes, passando per Floccari e chiudendo in bellezza con la "croce e delizia" della sua gestione: "In alcune circostanze, quando si è lasciato andare a qualche dribbling di troppo davati la difesa, Zàrate mi ha fatto venire quasi un infarto - scherza Reja - , Ma devo dire che si è calato alla grande nello spirito della gara. Tra l'altro spesso si è sacrificato molto anche in fase di ripiegamento, è stato costante come rendimento, ha fatto benissimo sulle corsie esterne, in particolare su quella di destra (dove sono arrivati i due assist, ndr). E pensare che quando glie lo chiedo non lo fa (ride, ndr). Ma Mauro è già un po' di tempo che sta facendo bene, ci sta mettendo il piglio giusto, ha promesso che vuole finire alla grande, mi auguro continui così". Magari, in via scaramantica, gli sarà anche permesso di saltare qualche altro allenamento di rifinitura. Un gesto che ha pagato partendo dalla panchina: "Evidentemente era destino che fosse protagonista - scherza Reja - . Ma quello che è successo sabato non potevo lasciarlo passare, soprattutto perché è avvenuto proprio alla vigilia della partita. Episodi analoghi erano già successi con altri: non erano stati pubblicizzati, ma alla fine sono andati addirittura in tribuna".

"LA VITTORIA DEL CUORE" - Già, forse è stato il fato a metterci lo zampino, basta pensare al fatto che fino alla fine Sculli è stato in dubbio, ma non per problemi di ordine fisico. A svelare il delicato retroscena è proprio Reja: "Anche lui come Radu ha avuto la mancanza del padre, ma alla fine ha deciso di scendere in campo. Per non parlare della grave situazione che ha coinvolto il figlio del massaggiatore Zazza. Appena finito l'incontro abbiamo subito pensato a Matteo, è stata la vittoria del cuore". A proposito del romeno, l'immagine più toccante del post-Catania chiama in causa proprio a lui. Al triplice fischio di Rizzoli, il numero 26 è esploso in un pianto liberatorio commovente, che ha spinto il tecnico a prenderlo sotto la sua ala protettrice: "Ha vissuto un momento duro, è successo di tutto - spiega Reja - Veniva dai tre turni di squalifica, ma la cosa più dura da accettare ovviamente è la scomparsa del babbo Costantin. Seguiva tutte le partite, lo consigliava, era come un fratello. Alla fine della partita ho cercato di confortarlo, gli ho indicato il cielo, gli ho detto che il padre da lassù gli sta facendo i complimenti. Ancora mi commuovo ripensandoci, mi auguro che pian paino possa sbollire questa perdita".

Fonte: lalaziosiamonoi.it