Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Lazio, Reja: "Situazione difficile: l'ambiente è marcio, tarlato"

autore
Ivan Cardia
martedì 20 settembre 2011, 16:482011
autore Ivan Cardia
20.09.2011 16:482011
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

In casa Lazio divampa l'incendio scatenato dalle dimissioni presentate ieri da Edy Reja e poi respinte dal presidente Claudio Lotito. Inevitabile che la questione sia al centro della conferenza stampa odierna, qui ripresa in versione integrale da lalaziosiamonoi.it: "L'altro giorno eravate in quattro ed oggi guardate quanti siete. Mi chiedete cosa sia successo? Voi già sapete tutto, non serve fare il punto evidentemente gli spifferi ci sono ovunque. Tuttavia, tanto per chiarire, ho avuto un confronto con la squadra e con il presidente, dopo questo dibattito, questo chiarimento ho deciso di proseguire la mia avventura alla Lazio. La situazione non era facile e non è facile, sapete il disagio che ho, a Roma è difficile lavorare, il quadro è buono, ma è la cornice che è marcia. Qui non bisogna vincere, bisogna stravincere e comunque ci saranno delle critiche.

Ok, abbiamo perso, abbiamo fatto una brutta partita, ma non tutto è da buttare. La critica è costante, sempre dietro l'angolo, anche io arrivo a farmi domande. Quando dico che l'ambiente è marcio intendo tarlato, quando un quadro è tarlato ci sono delle parti buone, ma anche delle parti che vanno cambiate. Non credo di offendere nessuno, parlo di cose che probabilmente i giornali conoscono anche meglio di me, il marcio non è inteso in senso generale, ma in senso particolare.

Ho avuto il conforto da parte del presidente, una valutazione positiva da parte della squadra, rimango il più a lungo possibile, poi noi allenatori siamo soggetti ai risultati. È chiaro che se i risultati vengono continueremo altrimenti prenderò una decisione insieme alla società. Non ci saranno ripensamenti.

La squadra non ha ancora ingranato, ma devo trovare una soluzione, non è un problema di risultati, qui i discorsi vanno a priori. Mi chiedete dei tifosi? A Fiuggi con parte di loro avevamo raggiunto un compromesso si era sotterrata l'ascia di guerra per il bene della squadra. Vorrei che tutti fossero più vicini a questi ragazzi perché ora hanno bisogno, dobbiamo ritrovare alcune cose che avevamo lo scorso anno come la convinzione e le certezze. Con la società lavoriamo sempre fianco a fianco, anche in estate sul mercato ho chiesto giocatori con determinate caratteristiche, so bene le potenzialità di questo club, non mi metto certo a chiedere l'impossibile, su questo punto non c'è stato mai problema.

Su Zarate la società ha fatto le sue valutazioni, io non sono il proprietario dei cartellini dei giocatori. È assurdo che vengono dette e pensate certe cose, qui tutti sanno come è andata la faccenda. Non è vero che non lo consideravo o che gli avessi detto che c'erano problemi. La piazza lo ha sempre difeso ad oltranza a volte anche più di quello che meritava, forse lui si sentiva già un beniamino e aveva necessità di trovare altri stimoli. Sotto la mia guida non ha mai dato quello che aveva dato gli anni precedenti, sono convinto che quest'anno all'Inter farà meglio. Sono convinto perché lui è un giocatore così, ha sempre bisogno di avere qualche stimolo in più. Non c'è dubbio che questa storia ha peggiorato la mia situazione con parte della tifoseria, ma non posso farci niente.

È vero, pure a Napoli ci sono stati dei problemi, ma dove non ci sono? Lì però ho sempre avuto riconoscimenti dal punto di vista umano, critiche a parte. Non lo so, forse fa parte del mio carattere, non cerco mai consensi da parte della tifoseria, non ho mai avuto rapporti con capi ultras, sono semplicemente un lavoratore di campo. Lavoro con la società, non cerco amicizie. Evidentemente non sono uno che attrae simpatie, poi fa parte della cultura del nostro calcio criticare gli allenatori, ma non trovo giusto farlo a prescindere".