Lazio, Reja: "Sul mercato potevamo fare meglio"
Riccardo Mancini
"Per la Champions serviva un bomber". Chiaro, senza peli sulla lingua, nella giornata di ieri è stato Andrè Dias a riaprire il dibattito sui movimenti di mercato invernali biancocelesti. Una discussione tornata in auge dopo il ko di Udine. L'ennesimo scontro diretto perso che ha sensibilmente allontanato la Lazio dalla zona più ambita, quella che porta direttamente all'Europa che conta. E allora, malgrado l'aritmetica conceda ancora una flebile speranza di ottenere il quarto sposto, alla vigilia del match con il Genoa dell'ex Ballardini, nel quartier generale capitolino soffia già un'aria di bilanci. Rimpianti e speranze disilluse si fondono con la voglia di provarci fino alla fine, ma riavvolgere il nastro viene naturale, ancor di più alla luce delle tante defezioni che nell'ultimo mese Reja è stato costretto ad affrontare. L'infortunio di Radu, la mancata esplosione di Garrido, l'assenza di un centravanti di provata esperienza internazionale che avrebbe permesso di arginare la sterilità di un attacco che è andato a segno con il contagocce. Tutti elementi che alla luce del trend negativo delle ultime uscite tornano prepotentemente in auge: "Considerando come sono andate le cose forse qualcosa in più sul mercato su poteva fare - ha ammesso in conferenza stampa il tecnico goriziano, che già in estate aveva caldeggiato l'arrivo di un attaccante di spessore che potesse aumentare il peso specifico del suo reparto offensivo - Voi sapete perfettamente quali erano gli obiettivi della società, sia a luglio che a gennaio".
Una punta ed un terzino sinistro, appunto, obiettivi falliti non solo per l'esigenza di tutelare gli "equilibri dello spogliatoio": "Migliorare questa squadra che già vantava un organico importante, trovare delle soluzioni sia in Europa che in Sudamerica per dare un valore aggiunto al gruppo non era semplice - ha spiegato Reja - . C'è stato un discorso economico, ma anche uno relativo al fatto che alcuni hanno preferito non venire. Ci sono stati giocatori che hanno optato per altre soluzioni, che non erano interessati a venire a Roma. Con il senno di poi, considerando come si è svolto questo campionato, può darsi che qualche cosa si poteva fare a gennaio. Ma tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare: a vote si cerca di centrare alcuni obiettivi ma non ci sono le possibilità, ma non perché il presidente non era disponibile. Ci sono certe trattative che non vanno in porto, ma questo rientra nella logica delle cose".




