Lazio, Rocchi: "A fine carriera valuterò un futuro da dirigente"
Antonio Vitiello
Ha messo la propria firma sul 3-0 che ha sigillato la vittoria contro il Cagliari al Sant'Elia, raggiungendo i 100 gol in maglia biancoceleste: si tratta ovviamente del capitano Tommaso Rocchi. Dopo la gara, ha ricevuto gli elogi da compagni di squadra, allenatore, avversari e perfino dall'arbitro. Anche il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha tessuto le lodi del suo attaccante ( suo primo acquisto di livello da quando è alle redini della società capitolina), profilando un ruolo dirigenziale per il veneziano. "Arrivare a 100 gol con la Lazio - esordisce Rocchi in conferenza stampa a Formello - era un obiettivo che non mi ero prefissato all'inizio di questa avventura. E' arrivata dopo tanti anni passati sul campo, ed è per me motivo di soddisfazione. Adesso devo ricominciare dal 101: il primo obiettivo sarà quello di Giordano perché è quello più vicino, ma ora non mi metto a fare calcoli. Il resto lo vivrò partita dopo partita facendo quello che ho sempre fatto, ovvero fare più gol possibili". In molti si sono congratulati con lui dopo l'obiettivo centrato delle 100 reti biancocelesti. "Ho ricevuto tanti messaggi e tante chiamate a cui non ho risposto, mi scuso con chi mi ha cercato ma ieri mi sono preso un giorno di relax. Mi hanno comunque fatto piacere tutte queste congratulazioni". Merito di questo traguardo, va riconosciuto in quei compagni di squadra, del presente e del passato, come Mauri, Ledesma, Di Canio etc. che hanno saputo servirgli gli assist. "Sono stati tutti giocatori importanti, ed alcuni lo sono ancora. Con loro c'è stata un'intesa importante per le caratteristiche che ho. Ogni anno avevo sempre qualcuno con cui mi trovavo bene sul campo e che mi ha aiutato a segnare. Li ringrazio tutti in egual misura. Un assist in particolare che ricordo, oltre a quello di Ledesma col Cagliari, è certamente quello di Mauri nella finale di Supercoppa italiana a Pechino contro l'Inter". L'obiettivo collettivo ora è continuare a far volare la Lazio. "Ora bisogna dare continuità ai risultati ottenuti, abbiamo una squadra competitiva in tutti i reparti. L'obiettivo è rimanere nelle zone alte della classifica, bisogna avere la consapevolezza di essere una squadra forte che può giocarsela con tutti". Il presidente Lotito, nel dopo gara del Sant'Elia, ha proposto a Rocchi un futuro dirigenziale una volta appesi gli scarpini al chiodo. "Le parole del presidente mi hanno fatto molto piacere.
Con lui ho sempre avuto un ottimo rapporto dal primo giorno. Non ho ancora pensato al mio futuro, sono sempre stato concentrato sul campo, a fine carriera valuterò l'ipotesi di entrare a far parte della dirigenza biancoceleste". Un pensiero sulle condizioni di salute del collega Antonio Cassano, ricoverato al Policlinico di Milano, dopo un malore accusato al ritorno dalla trasferta contro la Roma. "Siamo rimasti tutti un po' stupiti, ci dispiace molto. Ho avuto modo di conoscerlo anche in Nazionale. Gli auguro di guarire in fretta". Rocchi ha festeggiato il traguardo raggiunto in totale relax. "Ho vissuto i festeggiamenti per il mio record in famiglia. E' stata una giornata tranquilla con i miei figli e mia moglie". Il capitano ha scelto di sposare il progetto Lazio. In otto anni passati sulla sponda biancoceleste del Tevere, le tentazioni di lasciare la Capitale non mancavano. "In questi anni, non c'è mai stato un vero e proprio momento in cui ho pensato di lasciare la Lazio. E' normale che poi si vivono dei momenti meno felici, allora magari qualche pensiero ti viene, anche perché c'erano delle squadre interessate a me. Ma la mia volontà di andare via non c'è mai stata". Quel gol arrivato ad una manciata di minuti dalla fine, è stata una gioia immensa. Quasi non ci sperava di poterlo realizzare. "Entrando a pochi minuti dalla fine, con un risultato già praticamente acquisito, mi sono detto 'mi metto a disposizione della squadra, ma non credo di riuscire a far gol'. L'occasione poi invece c'è stata, ho visto l'occasione di far centro con quella punizione di Ledesma". Nonostante sia una bandiera della Lazio, Rocchi continua ad essere scarsamente impiegato da Reja. "E' chiaro che ogni giocatore vorrebbe giocare di più. La cosa più importante è che la squadra faccia bene e, chi è chiamato in causa, cerchi sempre di dare il massimo cercando di non far sentire la mancanza di chi non gioca. Ci sono ancora tante partite da qui in avanti, lo spazio ci sarà".




