Le scelte di Leonardo, Ibra e Lavezzi: top e flop del campionato
Andrea Losapio
Primo stop stagionale per l'Inter targata Leonardo, che dopo cinque vittorie consecutive incappa in una giornata no. Tre sberle da una super Udinese, che ricorda molto il Parma d'inizio stagione scorsa. L'altra parte del Naviglio sorride, con il Milan capace di abbattere un Cesena, seppur in piena emergenza. Il Napoli si conferma secondo in classifica, issandosi in maniera solitaria a soli 4 punti dai rossoneri. Meglio la Roma della Lazio, malissimo Bari e Brescia in coda. Simeone stecca la prima.
I top
Zlatan Ibrahimovic - Solo un grande Antonioli gli nega in quattro occasioni il gol, poi lo trafigge all'ultimo minuto. Pellegrino, pur di non farlo segnare, preferisce insaccare nella propria porta per la seconda volta nel giro di una settimana, dopo il liscio sul cross di Simplicio. E' in forma tutto l'anno.
Ezequiel Lavezzi - Gol di tacco, guizzi a spaccare le difese, il Pocho sta crescendo sia in prestazioni che in cattiveria sotto rete. Era anche ora, anche se probabilmente la metamorfosi è molto aiutata da Hamsik, che gioca più da centrocampista che da attaccante aggiunto, lasciando molto spazio a Lavezzi di creare occasioni.
Sebastian Giovinco - La perla su punizione vale il prezzo del biglietto, dopo due settimane di relativo letargo dopo la doppietta alla Juventus (e il gol con il Cagliari, anche se inutile). Andujar si chiede perché deve essere sempre colpito a pallate dall'estroso attaccante ducale.
I flop
Le scelte di Leonardo - Avesse mandato in panchina Cordoba, e l'Inter avesse perso, staremmo parlando del contrario, ma Ranocchia seduto tra le riserve grida vendetta. Inserire Santon a fine gara è un controsenso, in più l'Udinese ha distrutto l'Inter non tanto con le ripartenze, ma su errori clamorosi: in ben due occasioni il gol è arrivato dopo un calcio d'angolo respinto, con la difesa nerazzurra che ha lasciato al limite - o ben dentro l'area - giocatori liberi di colpire. Zapata e Domizzi insegnano.
Michael Agazzi - Una papera ogni tanto ci può stare, favorisce Perrotta in occasione del secondo gol romanista. Sta disputando una grandissima stagione.
Mauro Zarate - La scenetta a fine partita poteva evitarsela, anche perché la gara era stata nervosa da ambo i lati, inutile esacerbare i toni. Considerando anche che Reja lo vede sempre di meno, c'è da chiedersi il perché di certi atteggiamenti. Deve maturare anche in questo, perché le doti sono immense.




