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Lecce, cronistoria di un 2011 dove i brividi non sono mancati

Lecce, cronistoria di un 2011 dove i brividi non sono mancati TUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
autore
Marco Montagna
sabato 31 dicembre 2011, 07:142011

Il 2011 del Lecce si è aperto nel giorno dell'Epifania e si è chiuso a ridosso di Natale con lo stesso segno: rosso. Certo che, tra l'amarissimo derbissimo perso contro il Bari (6 gennaio) e la débâcle di San Siro contro l'Inter (21 dicembre) di acqua - a tratti torbida - ne è passata sotto i ponti. Sono state 37 le gare giocate dai giallorossi: nove vittorie (24%), otto pareggi (21%), 20 sconfitte (54%), 35 punti conquistati sui potenziali 111 (31%). Nel 2011, quindi, in oltre una partita su due il Lecce è uscito sconfitto dal terreno di gioco. La media delle gare perse, però, sale al 68% nelle gare della stagione 2011/12. E la classifica non mente mai o quasi. Lecce ultimo e staccato dal treno salvezza.

LE STATISTICHE - I più presenti, nell'annata solare, sono stati, a pari merito con 31 gettoni, Tomovic e Corvia. Seguono Giacomazzi e Mesbah (30), quindi Olivera (27). Tra i portieri (se ne sono alternati quattro tra i pali del Lecce), spicca Rosati (21 presenze, 30 reti subite, 1,42 media partita), poi Benassi (9-17, 1,88media), Julio Sergio (7-12, 1,71 media) e Gabrieli (2-6, 3 media). Reti subite, nota dolente: 65, equamente divise tra scorsa (32) e stagione in corso (33) in 37 partite, alla media di 1,75 rete per ogni gara. In pratica, come se si partisse, sempre, sul 2-0 per l'avversario. E il Lecce ha il secondo peggior attacco (insieme al Novara) della Serie A, dopo il Cesena che ha addirittura tre punti in più. Se si guardasse solo ai numeri, si dovrebbe ricorrere ad un paio di Maloox.

Passando ai calciatori, è David Di Michele l'uomo più prolifico del Lecce nel 2011. L'attaccante di Guidonia ha collezionato, nel 2011, 19 presenze, andando a segno sette volte, media gol 0,36. A seguire, il folletto Muriel (8 presenze e due reti, media gol 0,25, uno ogni 251') e Andrea Bertolacci (19 presenze, quattro reti, media gol 0,21). Mai scesi in campo nel 2011: Petrachi, Sini, Legittimo, Diamoutene, Bergougnoux e Falcone.

Tre gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina del Lecce: Gigi De Canio (dimessosi a maggio), Eusebio Di Francesco (esonerato dopo il crack di Napoli del 3 dicembre) e, l'attuale, Serse Cosmi.

Ripercorriamo, ora, il 2011, dal punto di vista dei fatti.

GENNAIO - Derby perso col Bari a parte (anche se si fa fatica a considerarlo a parte), il primo mese dell'anno non è stato poi malaccio per i giallorossi. Dopo la debacle interna con i biancorossi (0-1 rete di Okaka), la squadra di De Canio vinse 2-1 a Roma con la Lazio (autorete di Muslera e rete di Grossmuller per gli ospiti, Mauri per i locali), poi tre 1-1 di fila contro Milan e Cesena in casa (brucia ancora il pareggio del romagnolo Bogdani al 3° di recupero) e al Franchi di Firenze.

FEBBRAIO - Il mese si aprì con l'urlo di Chevanton al Tardini, quando l'orologio segnava il 48° della ripresa. Il Lecce si riprese, quindi, quello che perse in casa con il Cesena. L'uruguagio, subentrato al 31° del secondo tempo a Corvia, scavalcò Mirante e mandò in estasi i coraggiosissimi tifosi giallorossi presenti in Emilia (si giocò con un clima rigido e di mercoledì sera). Il tutto mentre l'arbitro stava per chiudere i giochi. Peccato che non si diede seguito a quella preziosissima vittoria. Giacomazzi e compagni accusarono un duplice KO per mano delle siciliane (2-4 in casa col Palermo, a segno anche Miccoli, 3-2 a Catania con Lodi che negli ultimi spiccioli di gara prima pareggiò e poi trascinò i suoi alla vittoria). Il 20 febbraio, nell'anticipo di mezzogiorno, la partita perfetta: Lecce 2 - Juventus 0, reti di Mesbah e Bertolacci. Tripudio sugli spalti, divisi - come sempre succede quando arrivano le tre strisciate - a metà. Si chiuse il mese con il 2-2 a Brescia, sul quale sono vigili gli occhi degli investigatori che stanno cercando di capirci di più sul nuovo scandalo totoscommesse.

MARZO - Un marzo funesto fece risprofondare i giallorossi nelle retrovie della classifica. Tre gare, tre sconfitte. La prima contro la Roma in casa (2-1, decise un rigore di Pizarro al 90°), la seconda, sempre al Via del Mare contro il Bologna (Ramirez), quindi quella del 20 marzo a Milano contro l'Inter, sigillata da uno spunto di Pazzini (partita, anch'essa, sotto osservazione).

APRILE - Ottima apertura, pessima chiusura. Aprile si è rivelato agrodolce per la banda di De Canio. Un sontuoso Bertolacci stese l'Udinese il 3, poi la pesantissima (e a giochi fatti lo è stata ancora di più) vittoria a Marassi contro la Sampdoria, con le firme di Di Michele e Olivera e l'1-2 finale di colui che potrebbe essere il rinforzo di gennaio in riva all'Adriatico, Maccarone. Il 17, rocambolesco 3-3 afferrato per i capelli contro il Cagliari in casa. Vantaggio sardo con Acquafresca, pari di Mesbah, poi la squadra di Donadoni allungò portandosi sul 3-1, Conti e ancora Acquafresca. Quando ormai tutto sembrava perso, prima Fabiano a due dalla fine, poi Corvia al quarto (sic!) di recupero, decretarono il pari finale e, soprattutto, iniettarono adrenalina pura nel morale della squadra. Bastava non perdere a Marassi, contro il Genoa, il sabato di Pasqua. Ma, come sempre, il Lecce è bravo a complicarsi la vita da solo: black-out totale, 4-2 per il Grifone e giochi riaperti.

MAGGIO - L'ultimo mese della stagione 2010/11 fu da attacco cardiaco. Il 1° maggio, il Lecce sprofonda nel baratro. Ancora un flop, dopo tanta fatica, rischiava di rovinare tutto: Chievo batte Lecce 1-0, rete di Rigoni al 13' della ripresa. Per Giacomazzi e compagni era notte fonda, nuovamente. Il burrone della B era sempre più vicino. Sette giorni dopo, la partita della vita al Via del Mare contro il Napoli. Dopo un primo tempo a reti bianche, segna Corvia. Poi, cala il gelo al pareggio di Mascara. Servono i tre punti, per forza. Ed ecco rispuntare il jolly pescato al Tardini qualche mese prima: Chevanton, subentrato nove minuti prima a Munari, manda in estasi i giallorossi ad un giro di lancette dal termine. È fatta? Macchè. C'è qualcuno pronto all'abbraccio "mortale". I "cugini", proprio loro, già in B, hanno il match-ball: ospitare e battere i giallorossi e trascinarli con sé agli inferi. Settimana carica di pressioni, di paure, di dichiarazioni, di schermaglie. Poi, la partita, finalmente. Jeda al 7', Jeda al 34' della ripresa. Zero a due e tutti a casa. Il calendario segna il 15 maggio, l'orologio le 17 circa. Il Lecce entra nella storia, salvandosi al San Nicola di Bari: Veni, vidi, vici, Jeda. De Canio dichiara di voler abbandonare la nave qualche giorno prima della festa in casa con la Lazio. Non c'è futuro, secondo il materano, con quella società. Il 22, la kermesse al Via del Mare, contro l'undici di Reja. Vinsero gli ospiti 4-2, esordì Benassi (poi espulso). Fu festa, in tono minore per l'addio di De Canio. Il risultato finale passò inosservato, almeno, lì per lì. Poi, le cronache di questi giorni, ci dicono che su quella partita, forse (e si spera di no) c'era qualcosa di non troppo chiaro. Ma non finisce qui: ancora una doccia gelata, il 23 maggio, il gruppo Semeraro dichiara di voler cedere la mano. Il nuovo presidente è Isabella Liguori, Renato Cipollini dg. Trentuno giorni vissuti a mille e destinati a fare storia per i tempi a venire.

GIUGNO - Vacanze per i calciatori ma non per la società. Arriva il nuovo ds Carlo Osti (il 7), si dà il via all'autogestione finanziaria: autofinanziamento, autonomia, autarchia, autocontrollo, insomma, auto... un po' tutto nel nome del portafogli chiuso a doppia mandata e con quattro occhi ben fissi sul bilancio societario. Il 24 viene presentato il nuovo tecnico, Eusebio Di Francesco da Pescara. Contratto biennale e scommessa accettata. Saluta Rosati, destinazione Napoli.

LUGLIO - Il Lecce saluta senza tanti complimenti anche Chevanton, Munari e Vives, tre dei protagonisti della sofferta e meritata salvezza. Fabiano va ad imparare il cinese, la campagna acquisti è improntata sui prestiti gratuiti. Ritorna Esposito, arrivano Carrozzieri, Strasser, Cuadrado, Obodo, Julio Sergio. Corvia viene scagionato dallo scandalo totoscommesse.

AGOSTO - Va via l'eroe del 22 maggio, Jeda. Si aggregano alla rosa Bertolacci ed il talentino colombiano Muriel, che nei Mondiali Under 20 ha spadroneggiato. Il 21, esordio nero per Di Francesco, il Crotone elimina i giallorossi dalla Coppa Italia. Lo sciopero dei calciatori fa slittare l'esordio in campionato a San Siro contro l'Inter. L'ultimo giorno di mercato, vestono la maglia giallorossa Oddo, Pasquato e Giandonato.

SETTEMBRE - Patron Semeraro definisce la campagna acquisti giallorossa "eccellente" (sic!). Ma settembre regala tre sconfitte e una vittoria al gruppo di Di Francesco. L'esordio è da dimenticare: l'ex Basta e Totò Di Natale puniscono il Lecce alla prima (seconda di campionato, giorno 11). Sette giorni più tardi, l'exploit al Dallara di Bologna, sembra rimettere le cose a posto. Segnano Giacomazzi e Grossmuller, il morale ritorna alto, il tempo si gira al bello. Poi, altri due tonfi: nell'infrasettimanale contro l'Atalanta di Denis (doppietta), a fine mese a Siena, secco 3-0 effigiato da Destro e Calaiò (2). Nubi fosche all'orizzonte.

OTTOBRE - Due punti in cinque gare, il Lecce sempre più giù. Al Via del Mare passa il Cagliari (il 2, Thiago Ribeiro e Biondini), poi uno strenuo 0-0 a Genova sponda rossoblu. Si fa male Di Michele. Nell'anticipo di pranzo del 23 ottobre, succede l'impossibile. Il Lecce gioca 45' perfetti al cospetto dei Campioni d'Italia del Milan. Al termine della prima frazione, giallorossi avanti 3-0, reti di Giacomazzi, Oddo e Grossmuller. Poi, comincia un'altra partita. Vince il Milan 4-0, tris di Boateng e sigillo finale di Yepes. Una partita che resterà alla storia, ma il Lecce, nella ripresa, non è mai sceso in campo. Fallito anche il match-salvezza col Novara: solo 1-1. Vacilla Di Francesco.

NOVEMBRE - Emilia Romagna terra di punti. Il 6, i giallorossi passano a Cesena, soffrendo. Decide Cuadrado, seconda vittoria stagionale, sempre in trasferta. Dopo la sosta, a Roma il Lecce si sfalda. Vincono i capitolini 2-1, risultato bugiardo, brilla Bertolacci nel "suo" Olimpico. Chiusura di mese in casa contro il Catania. Niente da fare, il Via del Mare si dimostra fortino inespugnabile. Per il Lecce. Decide Barrientos allo scadere. Lecce in rianimazione.

DICEMBRE - Al San Paolo di Napoli esce una quaterna, tutta azzurra: 4-2 per il Napoli, brilla Muriel, si sblocca Corvia. Finisce l'avventura per Di Francesco, il 4 arriva Serse Cosmi. Esordio in casa con la Lazio per il tecnico perugino ma ciclone Klose si abbatte sul Via del Mare e gli rovina la festa. Ma è un Lecce diverso, brioso, che lotta ma spreca tantissimo. Nel 3-2 finale per i biancazzurri, entrano nel tabellino giallorosso Di Michele e Ferrario (prima rete in A). Il 18 si va a Parma, prima della doppia trasferta padana del giro di pochi giorni. Il Lecce va sotto, poi la scossa Di Michele. Doppietta (tra cui una rovesciata fantastica), Cuadrado sigla il tris. È fatta? None. Gabrieli, in porta, trema, l'ex Pellè lo punisce: 2-3. All'ultimo respiro, siluro di Galloppa da fuori: tre pari, amaro a damigiane per il Lecce. Riesplode lo scandalo Last Bet. A San Siro, dieci giorni fa, Muriel mette i brividi ai nerazzurri. Poi finisce la benzina, salta la corrente e il gruppo di continuità non regge: diluvio nerazzurro (anche quattro pali), quattro torroncini e Merry Christmas.

Ciao 2011. Forse sei stato un po' troppo lunatico. Ma i brividi non sono mancati.