Maxi Moralez, le magie di Miccoli e Gasperini: top e flop del campionato
Andrea Losapio
La prima di campionato - che sarebbe la seconda del calendario, sciopero non compreso - va agli archivi con alcune sensazioni. La Juve incomincia a masticare gli schemi di Conte, ma andrà rivista contro un avversario più stoico. Il Milan deve carburare e la Lazio potrà fare bella figura, il Napoli appare migliore dell'anno scorso e l'unica a steccare davvero è l'Inter, Mangia-ta dal Palermo.
I top
Maxi Moralez - Il calcio italiano è solitamente prodigo con gli argentini, che riescono a integrarsi al meglio sui campi del Belpaese, anche senza le cartacce della Primera Division. Il Frasquito riesce, alla sua prima in Serie A, a bucare due volte Frey in pochi minuti, con la freddezza dell'attaccante consumato. Primo punto in cascina per la banda Colantuono, che però avrebbe potuto fare il colpo grosso all'ultimo secondo: festa solamente rimandata.
Le magie di Miccoli - Senza Pastore, torna lui il leader dal piede magico, quello che ha fatto impazzire di gioia Perugia, Juventus e Benfica. Lo stop sulla prima realizzazione sarebbe da fare vedere e rivedere alle scuole calcio, la punizione inchioda Julio Cesar, forse colpevole per andare con la mano di richiamo. Difficilissima - se non impossibile - da prendere, in ogni caso.
Andrea Pirlo - Dopo avere lasciato il Milan senza rimpianti, il centrocampista di Brescia ricama calcio alla sua prima apparizione nello Juventus Stadium. Non sente la pressione dei tifosi vicinissimi al campo, diverte e si diverte, che è la cosa più importante. Due assist deliziosi, tantissime giocate, qualità immensa. Chapeau.
I flop
Il Parma - Troppo brutto per essere vero: tira in porta per la prima volta al 93', spesso arriva in superiorità numerica - e qui Conte dovrà lavorarci - e non riesce a dettare non solo l'ultimo, ma anche il penultimo passaggio. La gara non fa testo, la prestazione sì. Ed è molto deludente.
Gianpiero Gasperini - L'Inter è disordinata tatticamente, l'attacco sembra potenzialmente devastante - anche se il Palermo prende tre gol da tutti, da un mese a questa parte - mentre la difesa è da rodare maggiormente. Squadra lunghissima, che subisce nel secondo tempo la maggior corsa di un Palermo che ha in Ilicic-Miccoli-Hernandez tre tenori importanti. Da rivedere, magari a San Siro.
La Roma - Chiosa finale per i giallorossi, che non trovano il bandolo della matassa. Di più, sembrano lenti e involuti, al limite dello svogliato, Luis Enrique dovrà capire presto l'antifona. In Italia non ci sono squadre materasso, anche perché questa Roma, almeno per ora, del Barcellona ha solo Bojan. E, purtroppo, si vede.




