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Milan, il problema di fondo

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Gaetano Mocciaro
giovedì 22 settembre 2011, 20:512011
autore Gaetano Mocciaro
22.09.2011 20:512011
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di ImagineChina/Image Sport

Dopo la sconfitta di Napoli ed i pareggi ottenuti contro Lazio e Barcellona, bisognava vincere. E puntualmente, il Milan non ha vinto. Il terzo pareggio su quattro partite sorprende poco, perché in questo momento della stagione non occorre tanto per mettere il bastone tra le ruote di quella che poche settimane fa era una macchina da corsa, e adesso sembra una Topolino in attesa di collaudo. Puntare l'indice verso un unico problema sarebbe troppo semplice e riduttivo, in confronto alle difficoltà che il Milan sta incontrando nel risultare simile alla squadra ammirata lo scorso anno.
Senza titolari inamovibili e ricambi all'altezza è impossibile pensare ad alti livelli di rendimento. Boateng, Ibrahimovic e Robinho assicurano qualità e quantità che attualmente Seedorf, Aquilani, Pato e Cassano, per paradossale che possa sembrare, non riescono neppure a fare immaginare. Le discrepanze più evidenti però sono quelle mostrate dal centrocampo: Van Bommel, Nocerino e Seedorf tendono a sparire dal cuore del gioco e non garantiscono sufficiente copertura al pacchetto arretrato.

E' anche per questo che i tre punti fermi della difesa dello scorso anno, attualmente rischiano di andare sotto al minimo spiraglio.
Ma siccome che si vinca o si perda, la colpa e il merito sono da dividere in parti uguali, il problema è generale: a girare poco non è questo o quel giocatore, ma è tutto il Milan. Oberato da una condizione fisica deludente, lontanissima dagli standard accettabili, e Milan-Udinese lo testimonia in maniera inequivocabile. Manovre confuse, circolazione di palla lenta e prevedibile, poco movimento dal centrocampo in su, e la speranza che prima o poi qualcuno inventi qualcosa. Non è detto che accada sempre, anzi, non c'è di peggio che confidare sempre nel miracolo di un singolo. Specie se il singolo in questione si chiama Alexandre Pato o Antonio Cassano. Insomma, occorre l'ossigeno, che per fortuna può arrivare anche senza miracoli, con il tempo e il lavoro sul campo

Fonte: Francesco Somma per milannews.it