Non basta sbancare il Via del Mare: la Lazio fa 4-2 e va in Europa League
Riccardo Mancini
Vincere per continuare a sperare in quel sogno chiamato Champions League. La speranza è durata 90 minuti, ma dal Friuli la Lazio non ha mai ricevuto le tanto attese notizie positive. I biancocelesti fanno la voce grossa a Lecce, vincendo per 4-2 grazie a Rocchi e Zàrate, raggiungendo l'Udinese a quota 66 ma ottenendo "solamente" un piazzamento in Europa League, a causa della minor differenza reti rispetto ai friulani ed in virtù del pareggio tra gli uomini di Guidolin ed il Milan.
La gara al Via del Mare vive subito di forti emozioni. Dopo appena sei minuti, infatti, la Lazio è già avanti grazie a capitan Rocchi, bravo a sfruttare un fortunoso assist di Ledesma, bruciando sul tempo la difesa di casa e battendo Benassi con un diagonale mancino. Ma la squadra di De Canio non demorde e chiude i biancocelesti nella propria metà campo. Al 15' la prima occasione di marca giallorossa capita a Mesbah che di testa, però, schiaccia troppo il pallone e non inquadra la porta. Il Lecce attacca senza soluzione di continuità ed al 16' va ad un passo dal pareggio con Piatti la cui conclusione a botta sicura viene respinta da Dias sulla linea di porta, a Muslera battuto. La formazione di Reja punge in contropiede e per ben due volte sfiora il raddoppio: al 22' è Zàrate a creare scompiglio nella difesa di casa. L'argentino, imbeccato da Mauri, colpisce il palo dopo un meraviglioso tocco sotto con il sinistro. Sette minuti più tardi, invece, Rocchi pecca di egoismo e a tu per tu con Benassi, salta l'estremo difensore giallorosso piuttosto che servire l'argentino, ma sulla linea è Coppola ad immolarsi.
Ed è proprio il centrocampista romano a trovare il pareggio al 33' con un pallonetto, per sua stessa ammissione non voluto, che beffa Muslera in uscita. Passano 120 secondi e la Lazio è di nuovo avanti. Splendido uno-due tra Zàrate e Rocchi, e perfetta conclusione ad incrociare del numero 10 laziale che batte Benassi e fa 8 in campionato. Il Lecce non ci sta ed a quattro minuti dall'intervallo riacciuffa nuovamente la Lazio. Stavolta è Piatti, uno dei migliori tra i suoi, ad andare a segno approfittando di uno scivolone di Lichtsteiner e freddando Muslera con un sinistro tanto potente quanto preciso.
Nella ripresa, la Lazio rialza la testa ed al 48' è ancora una volta Zàrate a rendersi pericolosissimo ma l'argentino si mangia un gol pazzesco a porta sguarnita dopo aver saltato Benassi in uscita. Al 52', però, i biancocelesti fanno 3-2. Lancio in profondità di Ledesma per il solito Rocchi che salta il portiere giallorosso. Il numero 9 viene atterrato ed il direttore di gara espelle Benassi, all'esordio in serie A, concedendo il penalty. Dal dischetto va Zàrate che stavolta non sbaglia. Da quel momento in poi, i ritmi di gioco calano vertiginosamente e la partita vive di fiammate. Al 62' ci pensa nuovamente il numero 10 biancoceleste a riaccenderla: è suo infatti il calcio d'angolo da cui scaturisce l'autorete di Vives che fissa il punteggio sul 4-2 in favore degli uomini di Reja. Gli ultimi minuti di gioco sono pura accademia: il Lecce sfiora la terza rete con Munari, Chevanton e Corvia (bravo Muslera), la Lazio con il neo entrato Floccari. Al 90' i giallorossi possono festeggiare nuovamente la salvezza, ottenuta con qualche giornata d'anticipo, i biancocelesti, comunque sorridenti, il ritorno in Europa.




