Panchine, anno zero: è un tutti contro tutti
Andrea Losapio
Sette allenatori esonerati in dieci giornate di campionato. Se non è record ci andiamo vicini, perché dopo il mercato estivo Made in Italy (molto povero e con poca qualità) è arrivato l'autunno dei licenziamenti. Quelli dalle panchine di Serie A.
A parte il dovuto preambolo, andiamo a pensare cosa significa esonerare un allenatore. Pagare due stipendi fino alla naturale scadenza del contratto o sperare nelle dimissioni del diretto interessato - senza contare che la prima regola insegnata a Coverciano è quella di non dimettersi mai -, per raggiungere un obiettivo. Abbiamo un campionato di venti squadre in Serie A, con uno scudetto, due squadre in Champions League, tre in Europa League (e una passa dalla Coppa Italia, ininfluente per qualsiasi allenatore), e tre retrocessioni.
Cosa significa questo quadro? Semplice, che in mezzo si trovano ben undici squadre che non possono puntare a nulla, e non tutte queste squadre ambiscono a una salvezza tranquilla. In soldoni, se non riesci a raggiungere il tuo obiettivo vieni esonerato, se poi ci mettiamo la presenza di presidenti vulcanici (come Cellino e Zamparini) che cacciano l'allenatore anche quando sarebbe ben saldo in qualsiasi altra piazza, allora il calcolo è presto fatto.
Andiamo a vedere caso per caso
Atalanta - Colantuono - Salvezza - Complimenti a Percassi per averlo confermato. In pochissimi (me compreso) l'avrebbero fatto a fine stagione, dopo un'annata interlocutoria soprattutto sul piano del gioco. Ha dimostrato che a Bergamo può fare il pifferaio magico, nella massima serie più che in B, come nell'anno del record di punti.
Stefano Pioli - Bologna - Salvezza - E' già cambiato l'allenatore, si è passati da Bisoli all'ex tecnico di Palermo e Chievo. Forse Pioli deve ringraziare Zamparini per l'esonero (ne parleremo più avanti) perché i dieci punti in classifica sono praticamente guadagnati tutti nelle ultime giornate, eccezion fatta per il pareggio contro la Juventus determinato dalla precedente gestione. Un cambio in panchina che ha fruttato, quindi, anche perché Ramirez è tornato a essere decisivo. E l'uruguagio è il fenomeno della squadra.
Davide Ballardini - Cagliari - Metà classifica - Qual è l'obiettivo di Massimo Cellino? Arrivare a una salvezza tranquilla o qualcosa di più? Fosse questo, negli ultimi tre campionati ci è riuscito senza troppi problemi, prima con Allegri - per due volte - poi con Donadoni, ma entrambi sono stati esonerati dal proprio presidente anzitempo. Anzi, una volta addirittura prima del tempo, come Donadoni in questa stagione. Ficcadenti ha collezionato tredici punti in dieci giornate, una lunghezza dall'Europa League, e viene esonerato. Ho visto i rossoblù a Bergamo nel weekend, inesistenti in attacco e vicini al gol solo per errori personali (Carmona, Consigli, Peluso). La cosa buffa è confermare l'allenatore per poi esonerarlo il giorno dopo.
Vincenzo Montella - Catania - Salvezza - Non mi sarei aspettato un simile exploit da parte del tecnico ex Roma, probabilmente gestire una piazza come quella giallorossa lo ha maturato a tempo di record. I rossazzurri al Massimino sono quasi inarrestabili, fuori casa soffrono un pochino troppo, ma è un peccato veniale. I quattro gol sul groppone dal Milan pesano, ma la classifica è decisamente sorridente.
Daniele Arrigoni - Cesena - Salvezza - Altra incredibile sorpresa, stavolta in negativo. I bianconeri hanno un condotto un mercato da squadra di media classifica, concludendo colpi alla Mutu o alla Martinez, due che combinavano sfracelli fino a due anni fa. Il trend non è cambiato, qualche colpa l'allenatore la ha, ma il cambio difficilmente porterà i frutti sperati. Ritrovarsi ultimi a tre punti in classifica dopo nove giornate è evidentemente un buon motivo per cambiare tecnico.
Domenico Di Carlo - Chievo - Salvezza - Incredibile come sia mutevole lo spirito degli dèi del calcio. Sembrava fosse a un passo dall'esonero dopo le sconfitte contro Siena e Bologna (soprattutto per come maturate), poi va a vincere contro la Fiorentina inaspettatamente e tutto si riequilibria. L'universo gialloblù è certamente meno sismico rispetto a quello di altre piazze, quindi probabilmente Di Carlo finirà la stagione, a meno di imponderabili ribaltoni.
Delio Rossi - Fiorentina - Europa League - Mettiamo come obiettivo la qualificazione alle coppe, seppur con riserva. Perché i Della Valle hanno vissuto due giorni decisamente turbolenti, fra la condanna nel processo di Napoli e l'esonero di Sinisa Mihajlovic. Quando la stampa e i tifosi hanno la meglio rispetto alla società. I viola, dagli ultimi mesi di Prandelli, non sembrano più coesi. C'è un malessere di fondo difficilmente sanabile, chi pagherà sarà sicuramente Corvino.
Genoa - Alberto Malesani - Metà classifica - Anche qui l'obiettivo è un grosso punto interrogativo. I liguri spendono e spandono, muovono giocatori come i carrarmati del Risiko, senza però trovare la giusta quadratura. Difficile pensare a un esonero in tempi brevissimi, non è peregrina l'idea che alla terza partita senza vincere Malesani rischierebbe davvero la frittata. Dodici punti in nove gare sono probabilmente troppo pochi per Preziosi, ma se la partita contro l'Inter dovesse tramutarsi in vittoria? Non c'è tempo, Genoa-Novara è già un bivio.
Inter - Claudio Ranieri - Scudetto - Troppo presto per non ammettere che i nerazzurri puntino ancora a risalire in classifica fino alla prima posizione, anche se è effettivamente difficile riuscire a recuperare la forbice che c'è con le prime. L'organico appare troppo impoverito dal passare del tempo per lasciare Claudio Ranieri sulla panchina a lungo. E' vero che con la Roma ci ha regalato una cavalcata maestosa, conclusasi con un secondo posto, ma è altresì chiaro che stavolta il lavoro è più complesso. Terzo posto obiettivo minimo, ma non dovesse arrivare il fallimento non sarà chiaramente suo. Scegliere Gasperini e poi non difenderlo è una scelta cervellotica, questi i risultati.
Juventus - Antonio Conte - Champions League - Prendiamo l'obiettivo iniziale più che quello che si sta delineando dopo le vittorie maestose contro Inter e Milan. Bravissima la società a scegliere un uomo di polso e di carisma, bene per il centrocampo e Lichtsteiner, un po' meno per il mercato sulle fasce. Bisogna passare indenni la fase di gennaio, perché è costata molto cara a Delneri con l'infortunio di Quagliarella. Viene da pensare che - proprio per questo - difficilmente si priverà di giocatori di primo piano. Meglio tenere la coperta lunga che rischiare di sentire freddo. Conte non rischia niente, ma tutto dipende dai risultati.
Lazio - Edy Reja - Europa League - Lui le dimissioni le ha già presentate prima della partita con la Roma, respinte da Lotito. Il gesto ha ricompattato ulteriormente il gruppo, che ora sarebbe disposto a buttarsi nel fuoco per l'allenatore. Risultato? Primo posto in classifica, seppur in coabitazione con la splendente Udinese. Complimenti anche per le scelte operate sul mercato, non rischia nulla. Fino alla prossima contestazione, la capitale è difficilissima da gestire.
Lecce - Eusebio Di Francesco - Salvezza - Rischia tantissimo dopo il pareggio con il Novara, poi si salva e riesce a tirare fuori tre punti dal cilindro grazie a una rete di Cuadrado. I giallorossi sono stati assemblati con non poca difficoltà dal direttore sportivo Osti, ma in Serie A rischiano davvero di annegare. Ogni settimana sarà sulla graticola, a ogni sconfitta può corrispondere l'esonero. Non è un paese per tecnici, verrebbe da dire.
Milan - Massimiliano Allegri - Scudetto - Dopo quattro giornate si poteva già pensare a un esonero, con Cesena come possibile discriminante per il prosieguo sulla panchina rossonera. Ora è a un punto dalla vetta (due virtualmente in caso di vittoria della Juve a Napoli) e sembra riappropiarsi, nemmeno troppo lentamente, del campionato grazie alle magie di Ibrahimovic e i dribbling di Robinho. E' comunque il simbolo del vox populi calcistico italiano, che mette in discussione tutto e subito.
Napoli - Walter Mazzarri - Champions League - La domanda lecita da porsi è: "Quanto può durare Mazzarri dopo la diatriba di quest'estate?". La sensazione è che dipenda dai risultati, come tutti, anche dopo la splendida stagione scorsa. E' anche vero che condivide con il presidente la scelta di mettere al primo posto la competizione europea rispetto al campionato, ma la riconferma ad libitum pare comunque lontana. Non rischia nulla fino a giugno, quasi certamente.
Novara - Attilio Tesser - Salvezza - Appeso a un filo quasi costantemente, sembrava che già la scorsa stagione fosse pronto a fare armi e bagagli e partire - destinazione Sampdoria - per poi rimanere in Piemonte dopo aver compiuto il miracolo della doppia promozione. Il penultimo posto in classifica, nonostante la vittoria con l'Inter, rischia di portarlo sull'orlo del baratro più o meno a ogni partita. Non sarebbe nemmeno troppo colpa sua, perché il mercato dei piemontesi è insufficiente.
Palermo - Devis Mangia - Europa League - Affascinante quanto traballante il caso dell'allenatore dei rosanero, arrivato dal Varese primavera per allenare i giovani, finito per diventare supplente e poi insegnante di ruolo nel giro di una partita, quella contro l'Inter. Il suo principale sponsor, ossia Sean Sogliano, si è dimesso da diesse e la vita con Zamparini non è compicata, ma quasi da missione impossibile. Alla prima figuraccia il banco salta. O, nella migliore delle ipotesi, quando Ilicic non gioca da trequartista. Un quesito importante? Perché rinnovargli il contratto? Per richiamarlo a piacimento dopo ogni esonero per due anni? Battute a parte, il Wenger di Cernusco sul Naviglio deve centrare un'Europa League. E non è nemmeno detto che basti.
Parma - Franco Colomba - Salvezza - Mi domandavo, giusto una settimana fa, come fare a lamentarsi del tecnico ducale quando manca Floccari. Ho sempre denunciato la mancanza di attaccanti in gialloblù, oltre a quella di un regista alla Dzemaili che possa organizzare la manovra. Due pedine quasi insostituibili per creare un gioco quasi Champagne. In questo caso è più giusto pensare a due schemi pane e prosciutto (di Parma) e tentare poi la sortita. Dall'anno passato hai perso lo svizzero, Bojinov e Amauri, a fronte degli innesti di Pellè e Floccari. E Borini, se non fosse stato ceduto per motivi di bilancio. Colomba rischia a ogni passo falso dopo la querelle con Leonardi.
Roma - Luis Enrique - Champions League - L'obiettivo di DiBenedetto è portare i giallorossi, in un paio d'anni, a giocarsi lo scudetto. E' possibile, ma bisognerà dare tempo al tecnico spagnolo. Alla seconda giornata era già a rischio panchina, dopo l'eliminazione in Europa League e la sconfitta con il Cagliari all'esordio. Difficile pensare a un esonero prima di gennaio, ha ancora dello scarto prima di arrivare a soluzioni drastiche.
Siena - Giuseppe Sannino - Salvezza - Difficilmente troverà scossoni in questa stagione, anche perché i bianconeri giocano e anche molto bene. A meno di cicloni e uragani, è destinato a rimanere per tutto l'anno sulla panchina toscana. Per poi spiccare il volo verso una grande, in caso ci siano situazioni traballanti. Altrimenti gli servirà un altro anno di anticamera, ma è uno degli emergenti migliori di questo primo scorcio di Serie A.
Francesco Guidolin - Udinese - Metà classifica - Intoccabile. Primo in classifica nonostante la società abbia venduto diversi pezzi da 90. Ha un contratto fino al 2016, serve aggiungere qualcosa d'altro?
Dal nostro prospetto possiamo vedere che ci sono nove squadre che cercano di salvarsi, chi per questioni fuori dal campo (Atalanta partita col meno sei), chi per oggettivi problemi economici o tecnici. Il Cagliari è una via di mezzo, così come il Parma, ma il primo ha già cambiato due allenatori nonostante la classifica più che sorridente, così come i ducali potrebbero pensarci più per il gioco espresso che non per una reale necessità. Gli intoccabili, almeno per il momento, sono Sannino, Guidolin, Montella, Allegri, Conte e Colantuono, a parte quelli già sostituiti.
Nove squadre per la salvezza dovrebbero significare al massimo cinque esoneri, mentre per le squadre di metà classifica non si penserebbe nemmeno a un'eventualità del genere. Reja ha rischiato di andarsene per dimissioni, la Fiorentina difficilmente arriverà in Europa League, così come la Roma rischia di star fuori dal giro Champions. Il Palermo è un caso a parte. Siamo alla decima giornata, quanti esoneri dobbiamo ancora aspettarci? Non è meglio costruire una Serie A a diciotto squadre, con quattro retrocessioni, dimodoché sia più interessante - fino alla fine - e più appetibile? Meno possibilità di pareggi tattici, più voglia di cercare la vittoria che il punto ignavo e poco utile. Ho sentito, da fonti accreditate, che le società di Serie A potrebbero di fatto pensare addirittura a una diminuzione a due club retrocessi per stagione, in modo da creare una sorta di Super Liga, di élite quasi intoccabile. Sperando che siano solamente voci di corridoio, vi chiedo se tutti questi esoneri non siano la reale cartina tornasole della crisi del nostro calcio.




