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Papadopulo: "Montolivo? Alla Juve farebbe la riserva di Pirlo"

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Gaetano Mocciaro
martedì 22 novembre 2011, 16:482011
autore Gaetano Mocciaro
22.11.2011 16:482011
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Giacomo Morini

L'ex allenatore della Lazio Giuseppe Papadopulo, in esclusiva per TuttoJuve.com, ci introduce al big match dell'Olimpico fra i biancocelesti di Reja e i ragazzi di Conte. Il tecnico inoltre analizza la situazione attuale delle due squade e del campionato di Serie A, dando anche sugegrimenti in chiave mercato.

Giuseppe Papadopulo, come giudica questo inizio di stagione di Serie A?

"Devo dire che non c'è stato un grande livello di gioco, però si evidenzia una lotta molto serrata e intensa da parte di squadre in grado di vincere il campionato, dove anche chi è nelle retrovie come Inter e Napoli può ancora dire la sua".

Le piace questa Juve?

"Senza dubbio la squadra ha operato bene sul mercato, i giocatori che nei precedenti campionati non sono stati protagonisti lo stanno diventando e di conseguenza i bianconeri hanno tutte le credenziali per vincere il campionato, fermo restando che il Milan ha le stesse ambizioni".

Si aspettava questo campionato dei bianconeri?

"Si, perché i giocatori avevano voglia e l'allenatore ha portato entusiasmo dall'inizio. I risultati sono stati la chiave di volta e non ultimo ha inciso il fattore dello stadio nuovo. La società puntava ad avvicinare i tifosi e ci è riuscita visto che la risposta del pubblico c'è stata".

La caratteristica principale della Juve è il ritmo di gioco altissimo, comparato al resto della Serie A. Da allenatore crede che la squadra riesca a mantenersi su questi standard per tutta la stagione o dobbiamo aspettarci un calo con l'anno nuovo?

"La Juve non ha grandi impegni al di fuori dal campionato e questo dà la possibilità di fare bene e recuperare energie. Non credo che ci saranno cali e ricordiamoci che la Juve al momento sta tenendo fuori giocatori importanti che possono tornare utili. Non ha problemi di rosa, anzi, si può permettere di lasciare fuori gente di un certo spessore, come per esempio Amauri, un giocatore che ritengo di grande valore".

I giornali riportano un interesse della Juve per Montolivo. Può essere l'acquisto ideale alla causa bianconera?

"In questo momento sono altre le squadre che necessitano di correttivi a centrocampo. Nella Juve Montolivo sarebbe un'alternativa a Pirlo, che tra l'altro sta vivendo una seconda giovinezza. Lo vedrei meglio nel centrocampo nel Milan che è su con la carta d'identità. Per il gioco come gioca il Milan ci sono più spazi vitali per un centrocampista con quelle caratteristiche".

Lei è stato allenatore della Lazio nel primo anno di Lotito. Come giudica i progressi dei biancocelesti in questi anni?

"La Lazio è cresciuta molto sotto tutti i punti di vista. È una società che si è rifondata in questi ultimi anni, operando bene sul mercato, senza grandi pressioni da parte della piazza che chiedeva solo campionati accettabili, perciò si è potuto costruire anno per anno aggiungendo man mano giocatori di spessore come Klose. Quando sono arrivato io la Società era in piena rifondazione, Lotito doveva ripianare debiti ingenti perciò non c'erano grandi disponibilità economiche. In più la squadra stava nascendo dalle ceneri dei campionati precedenti, poi negli anni c'è stata una crescita costante e i meriti sono da attribuire in gran parte a Lotito e all'ambiente".

Cosa deve temere la Juve contro i biancocelesti?

"Nella Lazio ci sono giocatori che devono vincere ancora qualcosa di importante e poi ci sono dei giovani emergenti che hanno la pancia vuota: hanno fame e questo è un fattore da non trascurare. Certo, dovesse mancare Klose per i biancocelesti sarebbe una grossa perdita, la squadra si vedrebbe depauperata delle sue potenzialità offensive".

Come la Juve anche la Lazio è in testa. Lei crede che i biancocelesti possano essere un avversario per il titolo fino alla fine?

"Credo di si. I tempi mi sembrano maturi e ogni tanto la Lazio ha questi exploit, come nel 1974".

Lazio che fino a non molti anni fa apparteneva alla cerchia delle 7 sorelle, quando il campionato italiano era d' Élite. Perché non lo è più e perché non ci sono investitori stranieri come negli altri paesi?

"La Serie A sta pagando la crisi economica generale e se certe società hanno potuto mantenersi su certi livelli è stato grazie alle potenzialità dei loro presidenti. Purtroppo il cerchio si è ristretto e gli stranieri non vengono a investire qui perché conoscono benissimo le difficoltà che possono trovare in Italia, ma su questo aspetto bisognerebbe andare molto più a fondo".