Parma-Atalanta, la sfida dei tanti ex
Lorenzo Casalino
Ripensi alle sue giocate e i ricordi diventano fulvidi come non mai. Le sue zampate e i suoi gol sono ancora impressi nella mente di chi dell'Atalanta fa la proprio fede. Sergio Floccari è il grande ex dell'imminente duello del "Tardini".
Due sole stagioni all'ombra delle Mura, ma venti centri che hanno permesso all'attaccante di Vibo Valentia di consacrarsi come uno dei prospetti più interessanti del panorama tricolore. Un premio alla gavetta, per chi è partito da lontano. Una storia tutta da raccontare, ma che va sintetizzata in una manciata di righe.
Arrivato a Bergamo da Messina nell'estate del 2008, con curriculum della classica scommessa peraltro senza troppe reti all'attivo, l'avventura nerazzurra di Floccari parte in sordina, chiuso da un mostro sacro come Zampagna. Ma il fato vuole che il bomber di Terni, genio purissimo e una sregolatezza che sfocia nell'affetto immenso che riesce ad attirarsi, rompa con Delneri e chiuda la sua avventura atalantina. E il peso dell'attacco ricade allora proprio su Floccari.
Tra dubbi e incertezze, a suon di gol ecco il titolo di rivelazione e uomo copertina nerazzurro. Che saprà bissarsi anche nella stagione seguente, conclusa con dodici centri all'attivo. Poi un rapido giro dello Stivale: il passaggio a Genova, sponda rossoblu, nell'estate 2009 per una vagonata di milioni; l'excursus capitolino con la casacca della Lazio; il giro di valzer ducale. Proprio nell'ultimo turno, i tifosi del Parma hanno potuto apprezzare ancor di più le qualità di Floccari, in grande spolvero nel colpaccio dei Colomba-boys contro il Napoli.
L'altro ex che veste la casacca del Parma è Jaime Valdes. Classe purissima ma senza la continuità che gli avrebbe potuto regalare palcoscenisci più blasonati: come per Floccari, anche il Pajarito ha svolazzato solo per un paio di stagioni sul cielo di Bergamo. Dieci gemme snocciolate in una sessantina di partite, specialmente nella seconda annata, quando il cileno sembrava in grado di poter trascinare l'Atalanta verso un'utopica salvezza. Non ci riuscì, ma i suoi numeri gli valsero la chiamata dello Sporting Lisbona, alla corte di Costinha.
In estate un altro trasferimento: si ritorna in Italia, si va a Parma.
Tra le fila atalantine ecco un tris d'ex di lusso. Il nome che svetta è quello di Luca Cigarini, regista da leccarsi i baffi cresciuto nella cantera ducale. 84 presenze e cinque reti complessive, snocciolate tra il 2005 e il 2008, e poi la prima avventura atalantina, prima di navigare verso Napoli e Siviglia e riattraccare nel dolcissimo porto nerazzurro. Si limita a un solo campionato l'amarcord parmigiano di Matteo Brighi, transitato nella terra di Verdi nella stagione 2002/2003, collezionando 25 presenze e una rete tra campionato e coppa. Anche Gabriele Zamagna, attuale direttore sportivo nerazzurro, è legato a doppio filo a Parma, avendovi militato come giocatore - sotto la guida di Arrigo Sacchi - nel campionato 1986/87. Poi il ritorno, ma dietro la scrivania: nel 2002 diviene responsabile del settore giovanile ducale, contribuendo allo svezzamento di talentini come Pepito Rossi, Luca Cigarini e Daniele Dessena.
Zamagna passa poi al ruolo di direttore sportivo prima e di consigliere di Ghirardi poi.
Nel 2009 l'avventura al Parma si interrompe, col passaggio al Rimini, anticamera al successivo approdo a Bergamo.




