Parma-Crespo, c'eravamo tanto amati...
Simone Lorini
L'epopea di Hernan Valdanito Crespo e del Parma, non è una storia qualunque, non per un tifoso crociato. Arrivato il 20 agosto 1996 per la cifra di 6,5 miliardi dal River Plate, fresco capocannoniere dei giochi olimpici di Atlanta, l'argentino fatica inizialmente a sfondare nel più tattico calcio italiano, nonostante la fiducia incondizionata concessagli da Carlo Ancelotti, che in lui vede la stoffa del campione. Hernan lo ripaga con 24 reti in due anni, consacrandosi nella stagione 1998/1999 come uno dei migliori attaccanti d'Europa ed idolo incontrastato della curva Nord del Tardini, alzando in pochi mesi Coppa UEFA, Coppa Italia e SuperCoppa Italiana (con goal in tutte le finali), senza dimenticare il celeberrimo "goal definitivo" segnato al 92' del 9 gennaio 2000 alla Juventus guidata dal suo mentore Ancelotti. Altre 22 reti nel campionato 1999-2000 lo lanciano nell'élite europea, con l'addio alla piccola Parma e l'approdo alle squadre più forti d'Europa: prima Lazio, poi Inter, Chelsea, Milan, ancora Chelsea, ancora Inter e la parentesi al Genoa. Il 29 gennaio 2010 il ritorno a Parma, a dieci anni di distanza dall'ultima esperienza in gialloblù, indimenticato regalo del Presidente Ghirardi ai proprio tifosi nel mercato di gennaio.
Valdanito ricomincia la sua seconda avventura in crociato ripercorrendo le orme della prima: tante difficoltà all'inizio, nonostante un rendimento eccellente della squadra di Guidolin il gol proprio non vuole arrivare. Nonostante questo Crespo si rende protagonista di diversi assist decisivi, non ultimo quello in favore di Antonelli nell'impresa contro il Napoli, battuto 3-2 al San Paolo. La rete che fa esplodere il Tardini arriva nell'ultima di campionato, con il 4-1 al Livorno già retrocesso, festeggiata con un pianto liberatorio e il bacio alla maglia tanto amata, mentre il Tardini fa festa ebbro di gioia per il ritorno al gol del Campione più venerato. La stagione successiva Crespo torna ad essere decisivo per la causa del Parma, che trascina alla salvezza con 9 reti fondamentali, tra le quali spiccano le doppiette casalinghe a Lazio ed Udinese, prima di fermarsi per diversi problemi fisici che lo frenano nel girone di ritorno.
Nella stagione in corso Crespo non sembra godere di grande considerazione da parte del tecnico Colomba, che gli preferisce giocatori più fisici e abili nella protezione palla come Floccari e Pellè, più adatti allo sfruttamento delle caratteristiche di giocatori come Giovinco e Biabiany. Così l'argentino colleziona solo 61 minuti in campo nelle prime quattordici giornate, un bottino insostenibile per un Campione di tale calibro che potrebbe convincerlo a lasciare anzitempo Parma e l'Italia, trasferendosi in un campionato meno competitivo come quelli asiatici o nordamericani. Un programma già annunciato per giugno, che potrebbe però diventare realtà già a gennaio prossimo. L'appuntamento con Parma è solo posticipato però. La città ducale è la sua scelta per la vita post-calcio, dove abitare con moglie e bambine, magari facendo parte della società che gli è entrata nel cuore.
Proprio ieri sera, in occasione della sfida al Palermo il Presidente Ghirardi ha ammesso pubblicamente che le strade di Crespo e Parma potrebbero dividersi già a gennaio, e per la sua sostituzione si è fatto sempre più insistente negli ultimi giorni il nome di un altro ex, un campione che solo qualche mese fa è stato capace di castigare con due reti il Real Madrid di Mourinho. Si parla di Filippo Inzaghi ovviamente, che a Collecchio mosse i primi passi della sua esaltante carriera. Quello che è certo, è che il posto di Crespo nei cuori crociati non potrà mai essere preso da nessuno.




